Il caso Enzo Tortora, la figlia Gaia su Twitter: “Ricostruzioni surreali di una fiction mediocre”

By on ottobre 2, 2012

text-align: center”>Fiction su Enzo Tortora, le polemiche della figlia Gaia

Il caso Enzo Tortora doveva essere, nelle intenzioni di chi ha voluto la fiction, una ricostruzione della vicenda umana e giudiziaria del celebre conduttore televisivo di Portobello, per raccontare uno dei più assurdi errori giudiziari mai visti nel nostro Paese e insieme la forza e la dignità di uomo che rinunciò a tutte le tutele possibili pur di dichiarare la sua innocenza. Invece, nemmeno a dirlo, si è risolta in un quadretto un po’ stucchevole in pieno stile sceneggiato Rai. E le critiche sono arrivate a pioggia: dalla recitazione forzata e poco verosimile del protagonista (un Ricky Tognazzi non proprio credibile nei panni di Tortora), alla regia scolastica, alla trama che non aggiunge nulla alla storia, semmai la rende soggetto ideale per un romanzo d’appendice.

Un po’ quello che ci si aspettava dopo le polemiche della vigilia, che hanno visto le figlie di Enzo Tortora, Silvia e Gaia, esprimersi in maniera apertamente critica sull’opportunità di un nuovo film che reinterpreatsse la storia del padre (ci aveva già pensato Michele Zaccaro con la pellicola Un uomo perbene, nel 1999, protagonista Michele Placido). Il timore era quello di una versione eccessivamente romanzata della dolorosa vicenda familiare e di un film che si risolvesse in uno sterile attacco alla magistratura. In effetti il prodotto di casa Izzo-Tognazzi non restituisce che una rievocazione sommaria e approssimativa della storia, troppo concentrata a scavare nel sentimentalismo e poco attenta all’importanza dei fatti, con i problemi fondamentali che quasi restano sullo sfondo: gli errori nelle indagini, l’abuso dei pentiti, l’abbaglio enorme di una magistratura costretta a rivedere la propria sentenza per riparare ai danni, la stampa che ha contribuito a definire Tortora un delinquente della peggior specie.

Ecco, se Il caso Enzo Tortora voleva essere proprio un tributo all’uomo che ha creduto nella giustizia, ha rinunciato prima ai domiciliari e poi all’immunità da parlamentare per farsi processare in un dibattimento che a tratti rassomigliava ad una farsa, lo scopo non è stato raggiunto. Gaia Tortora lo aveva detto: “Ho letto il testo (…) è una cosa tutta romanzata, che non esiste“, tanto da annunciare che probabilmente non avrebbe neanche guardato la minierie. Invece uno sguardo deve avercelo buttato, visto che la giornalista del Tg La7 ha twittato la sua disapprovazione invitando tutti quelli che vogliono conoscere la verità sulla storia di suo padre a seguire la puntata di stasera di La storia siamo noi: “Adesso dopo le surreali ricostruzioni di una fiction mediocre se avete voglia di sapere la verità stasera #lastoriasiamonoi“. Il programma di Giovanni Minoli, in onda alle 23.30 su Rai2, dedica una puntata al caso di Enzo Tortora, stavolta senza fronzoli, semplicemente spiegando i fatti.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

2 Comments

  1. Rossella

    ottobre 2, 2012 at 14:03

    Non ho visto la fiction e quindi non mi posso esprimere con onestà. Le polemiche sono comprensibili perché la famiglia ha vissuto quel dolore; ogni rappresentazione sarebbe stata riduttiva e fuorviante agli occhi di chi ha visto un proprio caro al centro di un enigma giudiziario di una portata tanto devastante. Tuttavia romanzare il fatto, tante volte, è il solo modo per omaggiare la memoria del protagonista: non toglie niente ed è più onesto perché lascia alla magistratura, alla politica e a tutta la società civile il compito di vigilare sulle proprie coscienze e di pensare che tutto quello che facciamo ha un peso. Infatti quando occupiamo un ruolo pubblico abbiamo la responsabilità di operare con coscienza. Dunque comprendo la scelta di lasciare in ombra la vicenda giudiziaria. Era impossibile essere testimoni fedeli, anche provarci sarebbe stato presuntuoso! Resta il ricordo di un grande artista, di un artista che ha scritto una pagina onesta della nostra televisione. Quando penso che in video sono passati questi artisti allora concordo con il titolo del vostro blog e dico :la nostra televisione!

  2. Paolo bandoni

    novembre 13, 2012 at 19:10

    Ho visto la fiction e mi è piaciuta molto. Tra l’altro non ricordavo nemmeno bene tutta la storia. Complimenti al regista e al cast.
    Una richiesta: sapete dirmi il titolo del libro di W. Churchill che tanto piaceva a Tortora e di cui si parla nella prima puntata quando è in carcere?
    Grazie

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