La Rai su Fazio e Fiorello: “Basta appalti esterni, dobbiamo produrli noi”. Parola di Luigi Gubitosi

By on ottobre 12, 2012
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text-align: center”>Rai: Gubitosi parla di Fazio e Fiorello

In Rai la nuova dirigenza sembra avere le idee chiare, ma alcune fanno certamente discutere. Dopo le critiche per le nomine ai vertici di Sipra e delle divisioni aziendali, il direttore generale Luigi Gubitosi si è esposto personalmente per spiegare il suo piano di rilancio della tv di Stato, che passa attraverso tagli e progetti di valorizzazione del capitale umano interno all’azienda. La notizia che desta più curiosità è forse quella della chiusura (almeno temporanea) della sede di Viale Mazzini, storico simbolo della Rai con il celebre cavallo, che sarà sottoposta a bonifica a causa della presenza di amianto. Ma la vera notizia è che il piano Gubitosi punta a ridurre al minimo le esternalizzazioni e a rendere più efficace ed efficiente l’apparato di produzione interno alla Rai. Tornare ad impiegare al massimo il talento e la sapienza delle maestranze della tv di stato per produrre i programmi dentro l’azienda sembra essere l’obiettivo della nuova dirigenza, ma per farlo bisognerà ridurre il costo industriale e renderlo competitivo rispetto agli appalti esterni.

I 4 Centri di Produzione Rai di Roma, Milano, Napoli e Torino, che vantano un totale di 4.140 unità tra dipendenti e lavoratori a tempo determinato, possono essere la culla di produzioni come i programmi di Fabio Fazio, gli show di Fiorello, o il Ballando con le stelle della Carlucci, che oggi sono appaltati a società esterne Endemol o Ballandi. “Sono Centri importanti, con studi, dotazioni, apparati, ma soprattutto professionalità che possono e debbono rendere più efficiente la produzione Rai – ha dichiarato Gubitosi a Repubblica È molto importante che questi Centri vengano gestiti in maniera da garantire l’ottimizzazione delle risorse anche riportando all’interno attività prima gestite all’esterno“. Insomma, perchè non impiegare autori e tecnici per produrre dentro la Rai la trasmissioni più importanti?

Il problema principale è nei costi elevati e nelle troppe inefficienze della tv di Stato. Per rilanciare la competitività produttiva, il direttore generale Gubitosi propone un sistema di tagli agli sprechi (come nel caso delle radio, che hanno dissipato decine di milioni di euro negli ultimi anni) e di ridimensionamento della spesa che potrebbe influire sui lavoratori Rai, per cui si parla di nuovi contratti più snelli. Infine la revisione della mission editoriale rai: “Andrà valutata con attenzione l’interazione tra Canale e Generi, il posizionamento dei differenti canali tematici ed il loro coordinamento con le generaliste, il rapporto tra le Testate e tra queste ultime ed il Canale all news“. Insomma, serve un mix di specializzazione e innovazione per cercare di risanare una situazione economica e patrimoniale grave ma comunque reversibile: “Stiamo lavorando per una più efficace allocazione delle risorse che consenta di riportare all’interno attività svolte oggi in appalto“. Riuscirà la Rai dei tecnici laddove ha fallito quella dei politici?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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