La Scimmia chiude alla seconda puntata con la benedizione di Pietro Valsecchi

By on ottobre 14, 2012
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LA SCIMMIA chiude alla seconda puntata – L’esperimento di Pietro Valsecchi e la sua TaoDue forse non sono riusciti a sostenere le troppe critiche che si sono posate sul progetto fin dalla prima messa in onda. Una scuola troppo reality? Un reality troppo recitato? Le illazioni venute fuori si sono propagate a macchia d’olio e, cigliegina sulla torta, anche gli ascolti si sono rivelati assolutamente catastrofici arrivando addirittura a fare l’1% di share nel daytime.

Pietro Valsecchi qualche minuto fa ha rilasciato la seguente nota ufficiale: “Ho deciso che il programma La Scimmia è da oggi sospeso. E’ stata una bellissima avventura che sicuramente rifarei e che non rinnego. Rimane un progetto in cui credo, sia per i contenuti che per la sua forza innovativa. Tuttavia, visti i risultati, che vanno considerati con assoluto realismo, ho deciso di mettere fine a quest’esperienza. Ringrazio gli autori, i conduttori Giulia Bevilacqua e Niccolò Torielli e tutti quelli che hanno collaborato al programma. Ai ragazzi, che abbiamo conosciuto in queste settimane, va il mio pensiero e il mio affetto; troverò per tutti una soluzione…“. Ma il messaggio non finisce qui.

Valsecchi continua: “ Ribadisco che per me aver fatto La Scimmia non è una sconfitta ma una vittoria, perché considero vittorioso il coraggio di aver tentato una strada difficile e di averci creduto fino in fondo. Mi sono comunque molto divertito e tornerò presto con un nuovo progetto“.

A questo punto, ci sentiamo di dare davvero un consiglio alla produzione di TaoDue: potenziate di più il comparto interattivo (più social, dirette streaming, twitter e blog personali per singoli studenti) e cercate di pompare il format sulla rete; più in là potrete iniziare a proporre il progetto in tv ma centellinandolo con calma. Per il resto, buona fortuna.

About Gigi

Gigi, classe 1989, pugliese doc. Figlio della generazione 2.0 e appassionato di Social Media, coltiva moltissimi hobby: il video editing, la recitazione, bloggare online, cimentarsi nella fotografia e nel web-design.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 14, 2012 at 22:32

    Sono stati coraggiosi! Tuttavia era una cosa prevedibile: è impossibile pensare ad una trasposizione televisiva della vita nella scuola. A scuola i sensi sono autonomi e i ragazzi fanno un milione di cose contemporaneamente. Una telecamera non potrà mai cogliere la poesia di certi momenti in cui ci si ferma a fissare un punto sulla lavagna. Sono stati molto umili a tirare i remi in barca senza provare a imbastire discorsi campati in aria e in netto contrasto con il senso di un’ istituzione che in maniera discreta ci dovrebbe consegnare gli strumenti per liberarci da una serie stereotipi. Hanno avuto rispetto della scuola riconoscendo i limiti di quel progetto: questo è un fatto! Che dire? Un esperimento che mi ha fatto capire che un reality non potrà mai essere considerato come un documento autonomo e di interpretazione della realtà. Infatti questo genere funziona nei contesti in cui si perdono i riferimenti spazio temporali e ci si conforma a nuove regole. Il GF, l’Isola, la Fattoria, la talpa – e tutti gli altri che mi sfuggono – hanno un minimo comune denominatore: “l’animale sociale”! Grazie a questi programmi noi possiamo monitorare i compromessi ai quali ciascuno è capace di scendere per creare legami che gli consentano di portarsi avanti nel gioco che di fatto è la metafora della vita. I talent sono ancora un altro discorso e comunque non parlano dei giovani, parlano di quei giovani e della loro passione. Infatti io preferisco Uomini e Donne perché è più strutturato e mi da l’impressione che viviamo immersi in un reality dove è sempre tutto uguale e questo m’inquieta!

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