L’onore e il rispetto 3, Aldo Grasso analizza le ragioni del successo

By on ottobre 9, 2012
Gabriel Garko star de L'onore e rispetto 3

text-align: center”>Gabriel Garko star de L'onore e rispetto 3

L’onore e il rispetto 3 è sicuramente la fiction vincente di questo inizio di stagione televisiva 2012-2013 così come poteva un critico televisivo come Aldo Grasso di esimersi dall’analizzarla? Il professore di storia della radio e televisione ha cercato di capire quale sia il pubblico appassionato alle vicende di Tonio Fortebracci, interpretato da Gabriel Garko.

L’onore e il rispetto 3 con la puntata finale della stagione ha battuto la politica di Ballarò e doppiato la controprogrammazione con la fiction di Raiuno con Lino Banfi protagonista, totalizzando 6.629.000 telespettatori, pari a uno share del 24 per cento, un risultato grandioso per Canale 5.

L’onore e il rispetto raccolse con la prima stagione nel 2006, quasi 5.700.000 telespettatori,la seconda 6.200.000 (nella media naturalmente), la terza invece più di 5.800.000. Aldo Grasso analizza a questo punto la qualità del pubblico ed emerge un grande seguito di madri e figlie, con lusinghiere percentuali tra ragazzine (30,6 per cento di share) e adulti (23,7 per cento tra 40 e 50enni). L’onore e il rispetto 3 indiscutibilmente gode di un pubblico femminile pari al 25,4 per cento di share. Si segnala una curiosa fetta di mariti e fidanzati con il 19,1%.

francesco-testi

L’onore e il rispetto 3 però non mette d’accordo tutta l’Italia. Scrive il critico a proposito della composizione geografica: “Una perfetta macchina da guerra per un network commerciale che punta a un’audience giovane-familiare. Ma l’aspetto più rilevante è la capacità di spaccare l’Italia: se si considera solo il Nord, o il Centro-Nord, «L’onore e il rispetto» non sarebbe un grande successo (a parte certi gruppi che lo considerano un cult)”.

L’onore e il rispetto 3, pensate, ha uno share del 42 per cento a Napoli e dintorni, mentre tocca punte del 55 in Calabria. Un pubblico dunque molto popolare per le vicissitudini di Tripolina e compagni, prevalentemente femminile e meridionale. Praticamente certa la quarta stagione.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 10, 2012 at 09:33

    Il professore rimane un vero faro per tutti i ragazzi che si mettono in discussione e si prefiggono l’ambiziosa meta della partecipazione alla vita intellettuale del loro Paese. Lui è un vero critico: senza ombra di dubbio! Infatti sono anni che porta avanti il suo punto di vista: il suo e nessun altro! Mai condizionamenti o inversioni di rotta: questa è onestà intellettuale! Se mi giungesse notizia di un pezzo che elogia un lavoro della De Filippi sicuramente non avrebbe la sua firma: questo è poco ma sicuro! Per un fatto di coerenza non mi aspetterei di leggere questo pezzo domani o domani l’altro. Anche la storia si valuta in lunghi periodi. Si matura un pensiero e si spera che lo si porti avanti con convinzione: un professionista opera in questo modo! Lui è una vera istituzione: la Treccani della critica televisiva! A questo punto che dire? Certamente un po’ d’amarezza leggendo queste parole mi attanaglia: sarei ipocrita ad affermare il contrario. Però il bello del dibattito culturale consiste nella possibilità di dialogo e quindi di convergenza di convinzioni diverse. Non è brutto avere convinzioni, molti dicono che sia un limite umano; invece mi piacciono le persone di principio perché sono la prova che ciascuno può essere fedele a se stesso e alla parola data. Tutti possono portare avanti un punto di vista e confrontarsi forti della propria tesi che non esclude quella dell’altro: però genera nell’altro il dubbio. Dal dubbio si arriva alla rivalutazione del proprio pensiero e da questo meccanismo -che affonda le sue radici nella democrazia- si arriva alla trasformazione della cultura. Dunque io domando alle nuove leve della critica televisiva: vi ritrovate in quest’analisi? Questo è il bandolo della matassa: i giovani che non sono pronti a dire cose nuove! Forse per paura di essere messi da parte? Sta di fatto che mi sono diplomata nel 2003 e molti dei miei compagni erano sedotti dalla facoltà di Scienze Della Comunicazione. A qual pro? Tanto sui vari blog si rimane nell’ambito accademico e si accantona la passione per il mezzo che ci ha accompagnati dall’infanzia alla maturità. Mi aspetterei un linguaggio nuovo soprattutto nel momento in cui si circoscrive il successo di un filone televisivo e si cerca di fare un’analisi sociologica senza intervistare la gente . Spero che almeno voi di questo blog possiate fornire qualche interrogativo in più. Molti di voi sono meridionali come me: intervistate la gente! Dobbiamo cercare di non dividere il Paese in due fazioni: diamo voce al sentimento popolare e ci scopriremo più italiani! Tanto la gente guarda la televisione per passare il tempo e per divertirsi: non ci vedo altro! Infatti “Si segnala una curiosa fetta di mariti e fidanzati”: questa è la famiglia che rimane a casa! Quindi si aprono molti scenari che solo i sociologi, i politici e gli economisti ci potranno spiegare in maniera cartesiana!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *