Pechino Express, Aldo Grasso promuove il format ma: “Il problema è Emanuele Filiberto”

By on ottobre 1, 2012
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Pechino Express riesce puntata dopo puntata a rosicchiare un po’ di terreno nella grossa battaglia degli ascolti tv del giovedì sera. Noi di LaNostraTv.it stiamo seguendo passo dopo passo tutte le puntate e le anticipazioni perché crediamo che sia un ottimo format soprattutto per l’innovatività che il programma stesso porta con sè nel palinsesto italiano. Dello stesso avviso è stato anche il più famoso critico televisivo italiano Aldo Grasso che sulle pagine del Corriere commenta i dati auditel e allega un suo parere sottolineando i gravi problemi che Pechino Express porta con sè.

Queste sono le parole del critico: “Il format ha ottenuto ottimi risultati d’ascolto in diversi Paesi (vedi Belgio, Francia, ecc.), la sfida italiana si dimostra davvero più difficile, considerata l’anima conservatrice del pubblico italiano (che fatica a orientarsi senza lo studio e il Carlo Conti di turno)… Alla terza puntata, sembra che il meccanismo di Pechino Express si sia finalmente avviato e il programma abbia iniziato a funzionare, anche grazie al passaparola del pubblico più giovane… Se alla fine sarà un successo, pur con tutti i difetti del programma (Emanuele Filiberto in primis), qualcosa si sarà mosso nella calma piatta della tv italiana…“.

Chissà cosa ne pensa di queste affermazioni l’inviato del programma, il Principe Emanuele Filiberto, che proprio ieri pomeriggio è stato a “Quelli Che..” dove ha sentenziato che nella prossima puntata ci sarà una grossa eliminazione che farà discutere: diremo addio alla coppia madre-figlio con Simona Izzo? Per saperlo non ci resta che aspettare le puntata di giovedì prossimo, ore 21:05 su RaiDue.

About Gigi

Gigi, classe 1989, pugliese doc. Figlio della generazione 2.0 e appassionato di Social Media, coltiva moltissimi hobby: il video editing, la recitazione, bloggare online, cimentarsi nella fotografia e nel web-design.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 1, 2012 at 13:00

    A me invece piace e anche molto! Mi ritrovo in quel suo punto di vista trasognato. Mi sembra un personaggio di calviniana memoria, uno della trilogia degli antenati! E’ bello lo sguardo di chi voleva tornare in Italia mentre noi giovani pensavamo a lasciarla.Non è il mio caso… lo farò a tempo debito: adesso pensiamo ai debiti! 🙂 Tornando al tema direi: – Una foma narrativa in cui lo straniamento è una risorsa per penetrare nelle pieghe della trasformazione di un Paese in cui la realtà di vita spesso non è aderente alla rappresentazione dei manuali e delle guide turistiche e neanche al racconto dei nostri padri mi sentirei di aggiungere. Il vip è la quintessenza dell’italiano e se lo allontani dall’Italia vedi l’uomo la sua mentalità! Anch’io dell’italia ho la stessa percezione manualistica, anzi avevo. Complimenti al del “timoniere” che diventa un valido termine di paragone: il mio anti- Caronte! Basterà Emanuele Filiberto a trascinarci dalla crisi al sogno azzurro? Forse no! Certamente no! Però il suo entusiasmo dovrebbe contagiare politici ed intellettuali: forse il sogno azzurro potrebbe tornare a volare alto!

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