Pechino Express: secondo l’Aiart è trash, volgare e trasgressivo

By on ottobre 13, 2012
pechino express critiche aiart Associazione Telespettatori Cattolici

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AIART contro PECHINO EXPRESSPechino Express sta pian pianino convincendo una buona fetta di pubblico italiano. In questa fetta di pubblico però non ci sono quelli dell’Aiart (Associazione Spettatori Onlus) che in questi giorni ha pubblicato sul proprio sito un comunicato che segnalava il fatto che, nei giorni precenti alla pubblicazione del messaggio, sono arrivati presso i loro uffici un grosso numero di segnalazioni contro il reality-adventure Pechino Express a causa dei suoi contenuti poco adatti ad una prima serata televisiva.

In particolare, riportiamo il virgolettato che lo riguarda: “È possibile che in Rai non si rendano conto che il filone Grande Fratello-Isola dei Famosi è inaridito e che è inutile tentare di rianimarlo con Pechino Express? Il format è vecchio di otto anni, e, visti gli ascolti deludenti, tenta vanamente di recuperare punti di share con volgarità e trasgressioni, anche le posizioni del kamasutra. Se poi consideriamo che il programma si basa sul fatto che i protagonisti del reality devono vivere con un euro al giorno viene da chiedersi se in Rai hanno una pallida idea della maturità e capacità di giudizio dei telespettatori”.

Affermazione un po’ bacchettona che viene per direttissima dal presidente dell’Associazione Telespettatori Cattolici Luca Borgomeo. Adesso però la domanda sorge spontanea: secondo voi Pechino Express è realmente volgare, trash e piena di trasgressioni? Oppure è una dichiarazione esagerata venuta fuori da un gruppo di cattolici suscitata dalla puntata scorsa dedicata al Kamasutra? (di cui non si è visto poi molto, erano sempre tutti vestiti).

About Gigi

Gigi, classe 1989, pugliese doc. Figlio della generazione 2.0 e appassionato di Social Media, coltiva moltissimi hobby: il video editing, la recitazione, bloggare online, cimentarsi nella fotografia e nel web-design.

3 Comments

  1. Rossella

    ottobre 14, 2012 at 10:30

    Secondo me non è questione di morale cattolica. La critica ha stroncato questo linguaggio e il cittadino, io compresa, si è costruito dei preconcetti per aderire ad un modello condiviso di giusto e sbagliato. Ormai neanch’io la penso così e dire che ero molto scettica. Comincio a nutrire seri dubbi sulla funzione della critica televisiva all’interno del dibattito culturale del nostro Paese. Secondo me si dovrebbe uscire da una lettura che si ferma alla mera catalogazione di un (sub)linguaggio che può piacere o non piacere a seconda della propria percezione del buono e del cattivo gusto. In questo periodo storico non è un congiuntivo mancato a suscitare in me un sentimento d’indignazione. Però quella sfumatura mi serve e mi fa capire che tutto il sistema che ruota intorno a quel congiuntivo ha toppato di brutto. Abbiamo appurato che esiste una televisione che stilisticamente si contraddistingue per l’uso strumentale di un linguaggio trash; perché di uso strumentale si tratta, almeno secondo me. Infatti io la definisco “televisione del paradosso” e mi è utile per capire in che Paese vivo e quanto si è abbassata la soglia del pudore. Se esiste qualcuno che partorisce queste idee alquanto “pittoresche” è altrettanto vero che ci sono migliaia di persone che aderiscono a questi progetti sia come partecipanti- prendendone poi le debite distanze a progetto concluso- che come pubblico pagante- il quale assimila quei modelli e trova risposte a quesititi a cui dovrebbero rispondere quelle istituzioni che vanno dalla famiglia alla politica passando per la scuola. Il trash crea assuefazione ma non dovrebbe piegare l’intellighenzia. La critica televisiva ha una responsabilità in più. Infatti la televisione non parla ad un pubblico di nicchia: parla alla nazione! Dobbiamo ammettere che la critica spesso tende ad essere un tantino autoreferenziale e mortifica i protagonisti. Infatti io ho grande stima per chi ha fatto suo questo linguaggio “scomodo” ma di grande onestà intellettuale. La stessa De Filippi è una donna d’altri tempi che non esita a confrontarsi con modelli maschili e femminili distanti dalla sua sensibilità ma presenti nel nostro paese. Il tronista non lo ha inventato lei: guardiamoci intorno! Sarebbe bello che tra gli artisti ci fosse maggiore solidarietà. A mio avviso il miglior punto di vista sugli artisti può venire solo dalla penna di un altro artista: penso al Vasari e quindi a “Le vite”. Senza quel testo la storia dell’arte avrebbe fatto acqua da tutte le parti. In quanto alla critica io toglierei anche le analisi del testo dai libri scolastici. Molti autori si apprezzano solo al termine del percorso di studi.

  2. Marco

    ottobre 15, 2012 at 17:10

    Boiata galattica questa dell’Associazione Telespettatori Cattolici sul Kamasutra.
    Suggerisco a costoro di spegnere il televisore e darsi da fare col Kamasutra, ma per davvero.

  3. Sten

    ottobre 15, 2012 at 19:46

    Questa gente non ha mai visto “Pechino Express” se lo paragona al Grande fratello e all?Isola dei Famosi. E’ tutt’altra cosa, ed è un esperimento molto interessante, come ha ben sostenuto Aldo Grasso.

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