Prima puntata di Youtuber$ The Series sul web. Ed è subito polemica

By on ottobre 10, 2012

text-align: justify”>cast youtubers the seriesYoutuber$ The Series ha fatto il suo debutto Lunedì 8 Ottobre, giorno in cui la prima puntata di questa nuova serie web – presentata già lo scorso 4 Ottobre al RomaFictionFest – è stata caricata sulla rete. E che dire, i giudizi non si sono di certo fatti attendere: in queste ore il video della puntata è infatti preso d’assalto da numerosissimi commenti da parte dei visualizzatori: commenti positivi e negativi, una situazione apparentemente ‘standard’ per un nuovo prodotto inserito ‘sul Tubo’. Niente di male, fino a questo punto, se non fosse che la serie è stata a dir poco presa di mira per il lato innovativo – e allo stesso tempo più incompreso – che la caratterizza: non tanto la presenza delle guest star – che a buon bisogno hanno preso parte a molte altre web series – quanto la partecipazione di volti che non sono nati direttamente dalla rete. La prima puntata andata in onda ha mostrato solamente i cinque protagonisti, ovvero Diana Del Bufalo, Andrea De Rosa, Tommaso Arnaldi, Davide Campennì e Carlotta Tesconi, ma già dal trailer è possibile verificare la presenza di Chiara Milani, Silvia Quondamstefano, Nicole Murgia, Gabriele Rossi, Brenno Placido e molti altri attori che hanno preso parte ad alcune delle serie tv più amate come “I Cesaroni”, “Tutti pazzi per amore” e “I Liceali”.

Le polemiche che si sono alzate – e che continuano ad alzarsi – hanno alla base il fatto che alcuni ragazzi hanno invaso il mondo di Youtube senza l’opportuno ‘pass’ ovvero la ‘non notorietà’, per dirla in termini spiccioli: l’idea che degli attori possano entrare sul web – portando con se la scia televisiva – non è evidentemente piaciuta a chi sulla rete ha posto la propria firma.

Ma la reazione era quasi attesa dai diretti interessati, seppure questi ragazzi, a cominciare dai tre ideatori di Youtuber$, abbiano un’idea del tutto diversa del loro operato: l’obiettivo non era ‘contaminare’ il mondo di Youtube, ma dare vita a un’idea che sovvertisse gli schemi, quindi quale miglior modo di farlo se non utilizzando una rete che tecnicamente è a disposizione di tutti? Gli attori hanno poi deciso di prenderne parte perché entusiasti del progetto, e di certo non sono mancati i passaparola tra loro, così sembra che tre studenti universitari siano riusciti a creare un gruppo ‘noto al pubblico’. Ma, avendone la possibilità, chi non farebbe carte false per raggiungere lo stesso obiettivo?

Un altro punto fortemente polemizzato è stata l’insinuazione che attorno alla serie giri una gran quantità di soldi. Le discussioni sull’argomento non sono facilmente arrestabili per chi vuole credere che sia così, ma gli ideatori e gli stessi protagonisti hanno più volte affermato che la serie è stata montata a budget zero, e questo anche per quanto riguarda le guest star. Un lavoro che avrebbe dovuto avvalersi di una semplice telecamera è stato poi arricchito da una vera e propria troupe tecnica di volontari, e alcune delle location sono state messe a disposizione dagli stessi attori e dall’Università Luiss di Roma. Insomma, sembra essere stato un lavoro pensato e accurato, di certo non creato su due piedi e poi caricato alla buona su Youtube. E’ ovvio che le critiche positive e negative – soprattutto se costruttive – caratterizzano questa come altre serie web, ma anche le serie tv, i lavori teatrali e quelli cinematografici.

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

One Comment

  1. Rabiosa

    ottobre 12, 2012 at 14:08

    Provo a sintetizzare i 4 motivi per cui Youtuber$ è una serie criticabile (e perchè quest’articolo è palesemente di parte)

    “presa di mira per il lato innovativo – e allo stesso tempo più incompreso – che la caratterizza: […] la partecipazione di volti che non sono nati direttamente dalla rete.”
    Se oggi invitare una Star, o comunque volti noti, in un prodotto amatoriale è considerato “innovativo” credo che alla base ci sia un errore di “analisi” del fenomeno. L’innovazione in rete si fa dal punto di vista narrativo, dal punto di vista delle “contaminazioni” di generi, dal punto di vista delle idee, dal punto di vista organizzativo, dal punto di vista della CARATTERIZZAZIONE dei personaggi (neo più evidente e fastidioso della serie). Non invitando gente famosa.

    “obiettivo non era ‘contaminare’ il mondo di Youtube, ma dare vita a un’idea che sovvertisse gli schemi, quindi quale miglior modo di farlo se non utilizzando una rete che tecnicamente è a disposizione di tutti?”
    Appunto. L’errore di base dell’entrata della tv nel web sta proprio nel fatto che la prima considera la seconda SOLTANTO come un semplice canale di diffusione.
    Le web serie davvero innovative come Lost in Google o (un po’ meno) Freaks insegnano proprio che il partire da questi banali presupposti decreta sul nascere la morte dei nuovi contenuti mediali.

    “così sembra che tre studenti universitari siano riusciti a creare un gruppo ‘noto al pubblico’.”
    Appunto, sembra. L’intera serie è un’accozzaglia di “cose che piacciono ai ragazzetti del web”, vista con gli occhi di un qualsiasi uomo della tv. Hanno preso il cattivo di Lost in Google, la “figaggine” e la colonna sonora di Freaks, il fatto che sul web tutti sono “ggiovani” e girano con reflex…con il piccolo dettaglio che il tutto è palesemente SCIMMIOTTATO in maniera vergognosa.
    Questa non è affatto una serie scritta da tre studenti universitari che sono riusciti a creare un gruppo “noto al pubblico”.

    “Un lavoro che avrebbe dovuto avvalersi di una semplice telecamera è stato poi arricchito da una vera e propria troupe tecnica di volontari”
    Di nuovo: tutta scena, tutta immagine costruita per vendere un prodotto ad un pubblico che non si conosce e che si è studiato male.

    Concludendo: rispetto il lavoro di coloro che hanno realizzato questo prodotto. Non rispetto però la presunzione e la falsità con cui hanno impacchettato e venduto il tutto.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *