Rai, Gubitosi punta sul modello-Sky per rilanciare la Sipra

By on ottobre 30, 2012
Gubitosi, cambio alla Sipra

text-align: justify”>Gubitosi, cambio alla SipraLa Rai di Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola prova a rimettere in sesto i conti, in tutte le principali articolazioni dell’azienda televisiva di Stato. L’operazione-pareggio di bilancio è la stella polare dei tecnici, non solo per l’economia generale, ma anche per le grandi aziende pubbliche sempre più proiettate verso un’ottica di stampo privatistico, in attesa di un’ulteriore “dimagrimento” della presenza dello Stato. Al centro dell’attenzione del direttore generale, nelle ultime settimane, c’era il futuro della Sipra, concessionaria della pubblicità per conto dell’azienda di viale Mazzini e da molti considerata un edificio pericolante, da riassestare d’urgenza per evitare danni irreparabili.

Prima di Gubitosi, la Rai si era affidata a Lorenza Lei per far quadrare il bilancio della Sipra, senza tuttavia raggiungere risultati soddisfacenti, come testimoniato dalle punte negative (-19%, assai peggio della pur traballante Mediaset) nella raccolta pubblicitaria toccate nel corso dell’ultimo semestre. Con queste premesse, il lavoro del nuovo direttore generale commerciale della Sipra Fabrizio Piscopo, si annuncia non particolarmente facile, nonostante la piena fiducia accordatagli da Luigi Gubitosi, entusiasta del curriculum di un manager molto apprezzato per i risultati conseguiti all’interno di Sky.

Parte integrante del lavoro di Piscopo saranno anche gli attuali direttori di rete, Mauro Mazza, Antonio Di Bella e Pasquale D’Alessandro, inglobati nel consiglio d’amministrazione di Sipra su espresso input del direttore generale, nell’ambito di un ambizioso disegno teso a compattare le (migliori) forze attorno al cuore pulsante del bilancio Rai. Oltre agli otto anni trascorsi al timone di Sky advertising/pubblicità, Fabrizio Piscopo può vantare altre esperienze di alto livello professionale, come gli incarichi per conto del gruppo Rusconi, di Mondadori e di Class Editori. Prende forma pertanto, grazie a quest’altro tassello, la Rai dell’era Monti, alleggerita rispetto al passato a livello di presenze partitiche ed “aziendalizzata” a tappe forzate, con l’ingresso di manager privati, uomini-chiave del sistema bancario nazionale e “professori”.

L’esperimento avrà bisogno di tempo, tante saranno le verifiche in corso d’opera che gli azionisti di riferimento (governo e parlamento) dovranno predisporre per agevolare il lavoro dei vari Gubitosi, Tarantola, Piscopo e chiunque altro venga chiamato a fronteggiare la piccola-grande emergenza Rai. La politica, in tanti anni di “governo” del servizio pubblico, non è riuscita ad unire qualità del prodotto ed efficienza sul piano economico: adesso tocca ai tecnici, investiti di pieni poteri e per questo “costretti” a centrare gli obiettivi stabiliti.

About Marco Franco

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