Alessandro Sallusti in carcere? A Vero tv il giornalista conferma: “Non chiedo la grazia. La mia è una condanna politica”

By on novembre 21, 2012

text-align: center”>Alessandro Sallusti a Vero Tv: "Vado in carcere"

Alessandro Sallusti ha sollevato un caso politico: la sua condanna al carcere per diffamazione ha spinto il Parlamento a varare una legge per regolamentare le pene previste per i giornalisti. Nata con l’idea di impedire che  il direttore del Giornale finisse dietro le sbarre, il testo di legge ha finito per avere l’esito esattamente opposto. Un emendamento presentato al Senato dalla Lega e appoggiato dall’Api, che è stato approvato con voto a scrutinio segreto, prevede la reclusione fino a un anno (in alternativa a multe da 5mila a 50mila euro) per chi diffama a mezzo stampa. Nell’ultima versione, quella che dovrebbe essere definitiva, è previsto il carcere per l’autore del pezzo diffamatorio e la sola multa da 2 mila a 20 mila euro per il direttore che non ha svolto la sua funzione di controllo. Troppo tardi comunque per salvare Sallusti. Colpevole di omesso controllo su un articolo pubblicato a suo tempo su Libero e scritto da Renato Farina, la diffamazione nei confronti di un magistrato, unita al giudizio sull’elevata “pericolosità sociale” del direttore, gli ha procurato una condanna in via definitiva a 14 mesi di reclusione: l’esecuzione della sentenza è prevista per il 24 novembre. Da quando un mese fa è stato condannato, il direttore del Giornale ha cominciato un tour televisivo in difesa, non tanto di sè stesso, quanto dell’idea che il carcere sia una pena iniqua per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

Alessandro Sallusti l’ha spiegato anche negli studi di Vero tv, dove ha preso parte insieme ad illustri colleghi al dibattito del martedì Attualità con Fede, questa settimana sul tempa della libertà di stampa. A dare manforte a Sallusti c’è l’editorialista del Giornale Vittorio Feltri, che ha parlato chiaramente di “vergogna” per il provvedimento che porterà Sallusti dietro le sbarre: “È possibile commettere errori in questo lavoro, ed è doveroso fare le opportune rettifiche e dare i giusti indennizzi, ma il carcere no – ha dichiarato Feltri – La stampa in Italia continua a essere giudicata nel penale e non nel civile, bastava prendere a modello la legge inglese. Sono stati in questo caso fatti discorsi idioti sulla diffamazione, questa vicenda ha portato a un’assurda crudeltà“. Presente in studio anche l’editorialista del Fatto Quotidiano Massimo Fini, che invita a distingure tra la libertà  di espressione e il reato di diffamazione: “Secondo me i giornalisti non devono avere ‘licenza di uccidere’, è giusto in alcuni casi che il giornalista vada in carcere, ma bisognerebbe dividere tra le responsabilità oggettiva del direttore e quella di chi ha scritto il pezzo. E poi attenzione – ammonisce Fini –  perché il reato d’opinione è molto diverso da quello di diffamazione“. E Sallusti, il diretto interessato? Sembra proprio che si prepari a trascorrere i prossimi 14 mesi in un penitenziario…

Sallusti ha rifiutato l’idea di richiedere una pena alternativa alla detenzione: non vuole essere rieducato in comunità, nè svolgere attività socialmente utili perchè non si considera un soggetto da recuperare e lo ha ribadito anche a Vero tv: “Per lo Stato sono un delinquente abituale, la mia condanna è stata dettata secondo me anche da un giudizio politico, proprio a causa dei miei trascorsi con la magistratura che avevo ripetutamente attaccato negli anni precedenti“. Dunque lunedì prossimo scade il termine di sospensione (entro il quale Sallusti avrebbe potuto chiedere una conversione della pena) e la condanna diventa esecutiva: per lui si aprono le porte del carcere di Milano. “Come si comporterà?” chiede al collega Emilio Fede. “Voglio che chi si è preso questa responsabilità arrivi fino in fondo, non deve essere possibile lavarsene le mani – risponde Sallusti – Non sarei andato in carcere se fossi stato un giornalista di centrosinistra, è un fatto politico. Non chiedo la grazia, come ho già annunciato. Ho fatto le mie scuse e le ho pagate, credo che Napolitano, come capo della magistratura, sia il responsabile: non ha fatto niente in tutti questi anni per riportare la magistratura sui binari in cui dovrebbe stare”. Infine, il commento sul voto segreto del Parlamento, un gesto vile che Sallusti paragona, non senza azzardi, a chi protesta in piazza senza farsi riconoscere: “Sono alla stregua dei ragazzini che affollano le strade con i passamontagna in testa, le cose vanno fatte a volto scoperto prendendosene la responsabilità. Non meriti rispetto se non ti mostri”.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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