Beppe Grillo contro i talk show. E se le grilline amano la tv?

By on novembre 18, 2012

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Beppe Grillo teorizza la morte del piccolo schemo ormai da decenni, più o meno da quando lui in tv non ci mette più piede. Da quando poi ha fondato il Movimento 5 Stelle ha imposto ai suoi attivisti regole ferre sulle apparizioni televisive: niente testrini nei salotti di Rai, Mediaset e La7, niente ospitate nei talk di giornalisti prezzolati al soldo dei partiti come Lerner, Fazio e Formigli (i nomi li ha fatti direttamente sul suo blog), al massimo la possibilità di rilasciare interviste per spiegare le attività del Movimento e il suo programma politico. Qualcuno ha parlato addirittura di editto ligure, dimenticando o fingendo di dimenticare che in realtà l’unico vero diktat televisivo è quello lanciato dieci anni fa dal solo politico che aveva il potere di mettere al bando giornalisti e personaggi di spettacolo dalla tv pubblica (il famoso editto bulgaro di Berlusconi contro Santoro, Biagi e Luttazzi). La scelta di alcuni grillini di disattendere le indicazioni del leader 5 Stelle fanno ancora discutere: il feroce attacco a Federica Salsi, rea di aver accettato l’invito di Floris a Ballarò all’indomani dello strepitoso successo elettorale siciliano, è culminato nella metafora della ricerca del piacere sessuale attraverso l’esposizione sul piccolo schermo. Un’invettiva sgradevole e a tratti considerata maschilista, che rientra nello stile di Grillo ma rivela allo stesso tempo l’insofferenza nei confronti di chi non si adegua alle direttive della premiata ditta Grillo-Casaleggio.

Eppure, non è detto che il popolo 5 Stelle sia così refrattario alla tv. Fondamentalmente si dice che gli attivisti del Movimento siano dei novellini della televisione, che finirebbero schiacciati dai politici di professione una volta nell’arena mediatica, che finirebbero per farsi ingurgitare dalla Casta con tutto quello che ne consegue in termini di consensi. E probabilmente è tutto vero. Ma magari esiste una fetta dell’elettorato 5 Stelle, o di potenziali futuri elettori, che la tv la guarda e vorrebbe vederci anche esponenti del progetto politico di Grillo, visto che stando ai sondaggi si tratta della seconda forza politica del Paese. Al settimanale Di Tutto è venuta l’idea di lanciare un sondaggio sul web tra le lettrici della rivista che si identificano nel Movimento 5 Stelle o che lo osservano con curiosità. Ebbene, pare che su il campione di 600 (e)lettrici (definito “rappresentativo”, ma non sappiamo sulla base di quali criteri) che hanno partecipato al sondaggio attraverso la pagina Facebook del settimanale, segua con interesse i format di approfondimento più famosi della televisione generalista…

Michele Santoro e Massimo Giletti sarebbero i conduttori preferiti delle elettrici grilline che leggono Di Tutto, così come i loro programmi sono in pole position tra i format più seguiti. Servizio Pubblico è risultato il talk show preferito dal 20% delle intervistate, mentre L’Arena di Giletti appassiona il 18%. Buon risultato anche per PiazzaPulita (15%), che per primo ha lanciato in tv Federica Salsi, per poi provocare la prima vera spaccatura nel Movimento 5 Stelle col fuorionda del consigliere regionale emiliano Giovanni Favia sull’assenza di democrazia interna. E perfino Ballarò, al centro delle polemiche delle ultime settimane, conquista un buon 13% delle preferenze. Seguono L’Ultima Parola (8%) del conduttore canterino Gianluigi Paragone e Otto e Mezzo della Gruber (6%), pari merito con Gad Lerner e il suo Infedele (6%). Coerentemente con i risultati delle domande sui programmi più visti, Michele Santoro è il conduttore più apprezzato tra le lettrici di Di Tutto che seguono Grillo, con il 21% delle preferenze, seguito da Massimo Giletti (18%) e Corrado Formigli (15%).

Certo, la possibilità di generalizzare i risultati del campione di Di Tutto alla “popolazione” (in termini metodologici) dei grillini non è neanche lontanamente immaginabile, eppure non è da escludersi che una parte dell’elettorato di Grillo apprezzerebbe vedere i candidati del nuovo che avanza confrontarsi con la politica fallimentare dei partiti tradizionali, non fosse altro per far notare le differenze. Non dimentichiamoci che il nostro è un Paese che si informa prevalentemente attraverso la tv e che sta lentamente scoprendo le possibilità di Internet.  Ma Beppe Grillo ha scelto: secondo lui la vera diversità sta nel non farsi coinvolgere negli spettacolini trash dei politicanti di professione. E la strategia finora ha decisamente funzionato, visto che Grillo impazza in tv pur non essendoci mai presente fisicamente. Sarà così anche quando i grillini entreranno in Parlamento o a quel punto un minimo di esposizione mediatica sarà necessaria? Sembra un po’ il dilemma morettiano di Ecce Bombo: “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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