Centrovetrine: crisi e rischio chiusura per il centro commerciale più amato d’Italia

By on novembre 24, 2012

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Che quello che noi stiamo vivendo non sia uno dei periodi più favorevoli per la nostra amata Italia è ormai, sfortunatamente, chiaro a tutti ma quando senti affermare dal colosso della tv privata nazionale che a breve si troverà davanti alla scelta se chiudero o meno una delle più seguite soap del palinsesto italico perché costa troppo, allora capisci che son tempi duri davvero per tutti. È questa, infatti, la motivazione che potrebbe spingere Mediaset a non poter produrre più Centovetrine. Eppure sono 12 anni che la soap calca i nostri schermi e accompagna i pranzi e i caffè post-pranzo di casalinghe e non solo. Ascolti quasi sempre al top, sì, ma evidentemente ciò non basta per convincere Mediaset che asserisce che i costi di produzione siano troppo alti per una soap trasmessa nel primo pomeriggio.

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Benché chiunque di noi potrebbe pensare che un ricambio possa solo che far bene ai programmi televisivi delle reti private nazionali, questo non è certo il modo più ortodosso perché avvenga. Tante e varie sono state le tribolazione e angherie della povera Centovetrine; le certezze di mamma Mediaset cominciavano a vacillare circa un anno fa, quando i vertici della rete manifestavano l’idea di sospendere temporaneamente il format, una sospensione di 2-3 mesi delle riprese previa riduzione del capitale a disposizione. Tutto questo in attesa della messa in onda della soap in prima serata che é avvenuta dopo la metà dello scorso gennaio e che ha registrato, come da previsione, buoni ascolti ma al di sotto dei suoi soliti standard. La prova domenicale è infatti da sempre un arduo campo di battaglia per le reti Mediaset.

E’ tuttavia successiva la decisione di sospendere definitivamente le riprese, tant’è che dallo scorso agosto gli addetti ai lavori sono in attesa di una risposta definitiva sul da farsi. Le incertezze riguardavano e riguardano, come già detto, non gli ascolti che sono sempre stati mantenuti alti ma i costi che sarebbero troppo elevati per la produzione di una soap nel primo pomeriggio. Le ragioni sono principalmente legate al marketing pubblicitario: sarebbe infatti inutile e troppo dispendioso per l’azienda investire su spazi promozionali in una fascia oraria in cui non si possono ammortizzare i costi come avverrebbe in un prime time.

Inutile dire che ciò ha scatenato il dissenso e il rammarico per i fedeli e affezionati fans di Centovetrine i quali si chiedono il motivo per cui un prodotto così tanto amato e seguito debba essere soppresso. Fioccano gli addii sul web e sui social network da parte degli appassionati. Il consueto appuntamento del pomeriggio, infatti, contribuisce a far sognare i telespettatori i quali ormai sono legati ai loro personaggi ed empaticamente amano e soffrono con loro e in più sarebbe un prodotto che raccoglierebbe i consensi di un target molto vasto. Anche gli stessi attori protagonisti sono preoccupati dall’imminente decisione di Mediaset che grava come una spada di Damocle sulle loro teste e carriere; per molti di loro Centovetrine ha costituito una rampa di lancio e sarebbe difficile dire addio. Sarebbe giusto chiudere la fiction che da occupazione a molti addetti ai lavori, tecnici, professionisti che stanno dietro le quinte considerando per di più l’aggravante di essere così tanto seguita? A Mediaset l’ardua sentenza.

Ciò detto probabilmente sarebbe meglio interpretare la questione nell’ottica che i cambiamenti non sono sempre negativi. Insomma, nonostante tutto sarebbe ben accetto un ricambio di contenuti  ovviamente volto, si spera, al meglio. Probabilmente la tv necessiterebbe di essere un po’ svecchiata per rispondere all’esigenze di un pubblico ormai diventato quasi insofferente.

Domenico Laurenda

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