Confronto Bersani e Renzi su Rai Uno, è il sindaco il più convincente

By on novembre 29, 2012
Bersani e Renzi con Monica Maggioni

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CONFRONTO ALL’AMERICANA PER MATTEO RENZI E PIER LUIGI BERSANI che ieri sera in prima serata su Rai Uno hanno illustrato i loro progetti per l’Italia che verrà, in occasione del rush finale delle Primarie del centrosinistra che hanno portato al ballottaggio i due candidati Premier del Pd. Più dimesso e paterno il segretario del Partito Democratico quanto più lanciato ed esuberante il sindaco di Firenze in un confronto che è risultato davvero, a dirla come Renzi “tra lo zio prudente contro il figlio coraggioso”. Sarà per questo che secondo un istant poll realizzato dal Quorum per La Stampa è risultato Matteo Renzi il più convincente con il 49% dei telespettatori a suo favore contro il 38%  dei propensi a Pier Luigi Bersani mentre  il 13% hanno decretato il pareggio tra i due esponenti politici.

Il confronto tra i due candidati del Pd condotto da Monica Maggioni che a fine trasmissione ha ringraziato entrambi e si è detta felice che l’evento sia stato tramesso da Rai Uno poiché “è questo il vero servizio pubblico”,  ha toccato tematiche attuali, dalla crisi economica alla scuola, dalle eventuali alleanze all’evasione fiscale e la corruzione  ed entrambi hanno detto la loro sulle questioni più annose, disegnando un’idea di futuro del Paese che per Renzi intende essere “più rischiosa e nuova” mentre per Bersani “all’altezza degli occhi dei cittadini”. E se per Bersani un’alleanza con l’Udc risulta possibile, per Renzi è assolutamente evitabile poiché “ha odore di inciucio” per dirla come il sindaco del capoluogo toscano. Ed è questo l’unico momento in cui Bersani ha effettivamente sussultato rimproverando con aria ferma il suo “nipotino” irriverente.

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“Attenzione – ha esordito Bersani  – non utilizziamo  gli argomenti dei nostri avversari” mettendo l’accento sulla propensione di Renzi ad essere considerato più vicino alla politica conservatrice di centrodestra che non a quella democratica del centrosinistra. E a questo ha ribattutto il sindaco 37enne sottolineando ancora una volta il suo trionfo nelle Regioni considerate rosse, a dispetto del dubbio più sbandierato tra gli esponenti della sinistra che vedono in Renzi un rampante politico avvezzo alle politiche di aziendalizzazione. Dichiarandosi vicini nella considerazione della “politica bella, al servizio del Paese”, ciò che li divide è proprio l’idea di futuro che per Renzi intende essere nuovo, lontano dalle vecchie glorie che ancora trionfano nel centrosinistra, mentre Bersani ha sottolineato l’importanza dell’esperienza che non va assolutamente presa a calci. E in conclusione, nella domanda sul chiedere scusa, se Bersani ha voluto rievocare il suo parroco con lo sciopero dei chirichetti a cui partecipò, Renzi ha fornito una risposta più “astuta” (non che quella di Bersani lo fosse meno considerato l’elettorato cattolico) chiedendo scusa al fratello 29enne medico che è andato via dall’Italia per non essere considerato continuamente il “fratello del sindaco”.

Ed è stato proprio il confronto tra un’idea di nuovo e l’idea di vecchio e stantìo a regolare il dibattito tra i due interlocutori con Matteo Renzi castigatore della vecchia politica che non ha portato a nulla e Bersani consapevole degli errori ma pronto a voltare pagina dimenticando un “periodo fallimentare della nostra Italia”. E nell’appello finale Matteo Renzi ha esortato ancora gli elettori a tornare a votare sottolineando che per quanto sia stato dipinto come un mostro, espressione del centrodestra è invece convinto che “la politica deve tornare un elemento che faccia  scaldare i cuori. Nel centrosinistra abbiamo cambiato tanti alberi (riferendosi ai tanti simboli della coalizione ndr) ma non abbiamo cambiato la storia del paese“. Dal canto suo Bersani ha affermato: “Cercherò di guardare il mondo e l’Italia dal punto di vista di una bambina che ieri è venuta da me e mi ha detto: per Natale voglio una bambola rossa e lo stipendio della mamma. Io ho da offrire questo e dove sono stato ho sempre cercato di cambiare, poiché governare vuol dire cambiare”.

 

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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