Emilio Fede al processo Ruby: la prima volta in aula per l’ex direttore del Tg4

By on novembre 9, 2012
Fede e Berlusconi imputati

text-align: justify”>Fede e Berlusconi imputatiEmilio Fede si fa vedere in aula per il processo Ruby per la prima volta, presenziando “da cronista” alla stessa udienza seguita dal non più amico Lele Mora. Sullo stato d’animo dell’ex direttore “militante” del Tg4, da sempre sulle barricate a fianco di Silvio Berlusconi in tutte le battaglie politiche e non solo, pesano diversi fattori, tra i quali spicca la delicata vicenda giudiziaria del Ruby-gate, vera e propria spada di Damocle per l’immagine di uno degli uomini-simbolo del “berlusconismo” in televisione.

Il processo Ruby vede Emilio Fede sul banco degli imputati a fianco di Lele Mora, Nicole Minetti e Silvio Berlusconi, con l’accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione che dal primo momento ha impegnato i rispettivi avvocati in un’intensa controffensiva legale basata su documenti e testimonianze raccolti con un lavoro certosino talvolta in extremis per le varie udienze. Fede ha concesso qualche battuta ai cronisti presenti in tribunale, provando a smorzare la tensione in un ambiente tutt’altro che congeniale al suo proverbiale senso dell’ironia: “Sono in aula per vedere quello che succede. Cosa mi aspetto dal processo? La sentenza!”.

Le accuse formulate dai pm milanesi sono un fardello imbarazzante a livello personale e professionale, ma guai a pensare ad una resa o un arretramento del più combattivo dei giornalisti “militanti” di vecchia scuola Fininvest-Mediaset, nonostante il parziale crollo del sistema di “potere” politico e mediatico costruito attorno al Cavaliere Berlusconi. Emilio Fede ha già lanciato l’ancora per lo sbarco in prima persona sul ring della politica, con quel progetto di un movimento d’opinione (“Vogliamo Vivere” il nome scelto) pronto a concretizzarsi in una lista elettorale in tempo utile per le prossime elezioni politiche, chiaramente nell’alveo dello schieramento di centro-destra al quale rimane idealmente ancorato.

Gli anni d’oro a Mediaset sembrano comunque lontani, i rimpianti non mancano, anche se non tutti i legami con Cologno Monzese sono stati troncati, grazie forse all’intercessione delle sfere più alte dell’azienda. Resta il fatto che, per molti osservatori, la performance di un fin troppo grintoso Emilio Fede sugli schermi di Vero Tv nel dibattito a tutto campo con Gianni Barbacetto del Fatto Quotidiano, incontro-scontro ad alta tensione gestito a fatica dal conduttore Marco Columbro, può essere indice di quella crescente insofferenza verso critiche ed accuse (non prive di fondamento, stando almeno alle risultanze del processo in corso) che sicuramente non giocherà a favore di un’eventuale uscita a testa alta dell’ormai ottantenne mezzobusto siciliano dall’impasse attuale. In parlamento o in televisione, il futuro di Emilio Fede rischia di rimanere ancorato ai fantasmi del Ruby-gate.

About Marco Franco

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