I Cesaroni 5: Matteo Branciamore è Marco Cesaroni

By on novembre 5, 2012

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I Cesaroni 5: Matteo Branciamore interpreta Marco Cesaroni dalla prima serie in onda dal 2006 su Canale 5. Branciamore deve la sua notorietà a questo personaggio ormai entrato nel cuore degli italiani. Oltre a recitare nella fiction dedicata alla famiglia Cesaroni è anche la voce della sigla Adesso che ci siete voi. La storia d’amore tormentata con Eva ha letteralmente conquistato i telespettatori, affascinandoli per puntate e riuscendo ad incollare allo schermo quasi nove milioni. Marco ed Eva, interpreta da Alessandra Mastronardi, sono fratellastri e lo storia è ostacolata dall’intera famiglia. I due riescono ad amarsi e a diventare anche genitori di Marta. Marco sogna di diventare un cantante e le sue canzoni fanno da colonna sonora alla fiction. In questa serie, dopo l’abbandono di Alessandra Mastronardi, Marco si innamora di Maya (Nina Torresi) ma anche con lei non mancano le difficoltà. Maya custodisce un segreto: è una principessa e l’intera famiglia non è a conoscenza.

Matteo Branciamore è nato a Roma il 2 ottobre del 1981, ha cominciato a studiare recitazione, debutta come comparsa al cinema nel 2001 e debutta a teatro nel 2002. Le prime esperienze televisive arrivano con Sei forte maestro 2 e Distretto di polizia 2 ma non solo. Nel 2006 arriva il grande successo con I Cesaroni e l’anno successivo, anche grazie alla notorietà conquistata, partecipa a Piper, film tv dei Vanzina con i quali lavorerà anche in Vip. Nel 2009 torna al cinema dove interpreta un criminale Manolo nel film 5.

Matteo Branciamore negli anni è finito sulle riviste rosa per i suo flirt con donne del mondo dello spettacolo. Nei mesi scorsi ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair in cui ha parlato del suo rapporto con le donne, intervista che ha fatto molto discutere. Continuano a circolare anche voci su un presunto abbandono della serie che lo ha reso celebre. Voi ci credete?

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

3 Comments

  1. Giuseppe

    novembre 5, 2012 at 19:20

    NO TI PREGO NON LASCIARE LA SERIE..SAI COSA??TUTTI QUELLI CHE VORREBBERO LASCIARE LA SERIE NON POSSONO FARE UN’ECCEZIONE X L’ULTIMA SERIE LA SESTA LA QUALE SARÀ BELLISSIMA E POI BASTA I CESARONI PER FAVORE..NEANCHE LO LEGGERANNO QUESTO COMMENTO PERÒ..:D

  2. Teresa

    novembre 5, 2012 at 19:51

    Seeeeeeee…e chi lo move di lì!

  3. Rossella

    novembre 5, 2012 at 21:48

    Il titolo non è ipocrita: complimenti!
    Per nulla banale… se chi scrive usasse il suo metro saremmo a cavallo e nessuno darebbe più la colpa ai giornali, che nell’immaginario collettivo la sparano grossa per aumentare la tiratura delle copie! Bravo!
    A pensarci bene guardiamo cosa è successo alla mitica Romy della principessa Sissi… oggi in video funziona così, aleggia il fantasma di Sissi per usare un’espressione colorata!
    Sarò una voce fuori dal coro ma non identifico mai la persona con il personaggio: però capisco chi ragiona in questo modo! Anche se la gente dovrebbe essere più scaltra. Siamo tutti personaggi, l’educazione ci “addomestica” e il senso civico ci porta ad avere rispetto di ruoli e circostanze! Per fortuna è così: però siamo anche persone e abbiamo il diritto di difendere la nostra identità!

    Penso che oggi il successo dell’artista si costruisca intorno al romanzo della sua vita, infatti quando comincia un programma o si deve lanciare un film, in quel preciso momento si mette in moto la carovana dei settimanali e tutti vanno al supermercato o in vacanza! Dunque quando ti trovi dal parrucchiere o dal dentista incominci a sfogliare le riviste e associ i tuoi beniamini all’immagine che si evince dai giornali e che prende una fisionomia sempre più convincente quando cominciano i talk con i servizi accompagnati dalla musica. Allora lo spettacolo perde la sua scala cromatica e l’artista si appiattisce in una dimensione che a me sembra vicina alla soap dove Ron Moss resta Ridge nonostante Ballando con le stelle. Una volta gli artisti non amavano perdere la terza dimensione e dire che erano gli anni della Dolce Vita: rischiavano anche loro, non era tutto rose e fiori, ma hanno resistito e infatti anche il mitico Gigi Rizzi è riuscito ad emanciparsi dal mito della Bardot, oggi ne parla al passato: grande Gigi!
    Adesso è difficile dare un futuro agli artisti; sono pochi gli artisti versatili e quelli che ci sono sulla piazza non ti sorprendono con gli effetti speciali, sai già quello che faranno e diranno ma spesso vorresti qualcosa di più sentito: che fine ha fatto l’istinto degli artisti?… alla fine che cosa importa al pubblico dei locali che frequentano i vip o della loro vita privata? A me non cambia nulla sapere in cosa credono e come dovrebbe essere la donna della loro vita; quando vado al bar non prendo le generalità del cassiere: pago il caffe! In video comunque vince l’immagine di quella persona. Sarà un bene, sarà un male? Non lo so. Dipende tutto dall’obiettivo che ti poni come artista. Ad esempio io artisticamente stimo la De Filippi perché non ha mai voluto compiacere la critica o il pubblico. Mi sembra una che lavora sodo e quando la guardo penso che si tratta di una delle poche che potrebbe sorprendere tutti e all’apice della carriera potrebbe fare come fece Mina. E’ una vera artista e rimane perché ha qualche cosa di concreto da offrire. Raramente la vedi sui giornali e rimane una persona indecifrabile anche se la sua grande sensibilità parla dei suoi valori nonostante lei. E’ un’intervista vivente! Comunque questo è il mio giudizio sull’arte e sugli artisti.

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