Katia Ricciarelli sbaglia l’Inno di Mameli: “Ero emozionatissima”

By on novembre 21, 2012
Katia Ricciarelli sbaglia l'Inno

Possibile che uno dei simboli del nostro Paese possa venir maltrattato in questo modo? Stiamo parlando dell’Inno di Mameli che già in passato aveva attirato su di sé l’astio della Lega Nord e che, diciamocelo, viene sempre stravolto dai calciatori prima del fischio di inizio delle partite. Tuttavia, quello che è successo sabato scorso è davvero clamoroso. Perché di mezzo c’è la nota cantante lirica Katia Ricciarelli, la quale durante il torneo di Rugby tra Italia e Nuova Zelanda allo Stadio Olimpico, trasmessa da Sky e La7, ha intonato il famoso Inno sbagliando parte della strofa, stonando e suscitando così risa sorprese e divertite dei presenti e dei giocatori. In particolar modo ha modificato la frase “Dov’è la vittoria…” in “Dov’è la di Scipio” dando vita ad un vero e proprio caso. La Ricciarelli ha voluto parlare dell’accaduto ai microfoni di RTL 102.5 e ai conduttori Gabriele Parpiglia e Nicoletta ha detto di aver cantato per l’ammirazione per uno sport leale come il rugby e che di fronte a 70mila italiani tutti intenti a cantare l’inno si è fatta prendere dall’emozione. 

Foto All blacs rugby

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La nazionale di rugby neozelandese

Il problema, per la cantante, sarebbe nato dalla confusione creata dal maestro che le avrebbe detto di non seguire il coro di tifosi, spesso disarticolato e svincolato dalle parole vere e proprie, ma di rispettare l’incedere della banda. L’incertezza di due o tre secondi, dovuta alla decisione su chi seguire, sarebbe stata fatale per la gaffe e per far perdere il filo delle parole. La Ricciarelli ha anche ammesso che la colpa non è di certo dei tifosi, visto che in quei momenti si canta per spirito di goliardia, di ammirazione e che in America è tutto più semplice perché l’Inno è cantato senza musica, solo per puro valore simbolico. La soprano ha anche tenuto a precisare di non aver percepito alcun compenso per l’esibizione trattandosi di un evento benefico e si è scagliata contro coloro che hanno diffuso voci contrarie dicendo di voler sapere “chi ha sporcato la mia dignità asserendo pubblicamente che ho avuto un cachet. Il mio arricchimento è stato emozionale seguendo uno spettacolo di grande classe, professionalità e di grande contenuto sportivo”

Ha concluso di voler vedere fuori dall’Italia questi cialtroni. Cachet o no, quello che resta è una spiacevole, seppur goffa, pagina nella storia personale della Ricciarelli, che tuttavia non intaccherà nulla della sua brillante carriera e ci auguriamo che la prossima volta, il nostro Inno, simbolo dell’unità più volta messa in discussione e simbolo dello sport proprio inteso come coesione, possa avere un trattamento più onorevole…

Dario Ghezzi

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One Comment

  1. Rossella

    novembre 22, 2012 at 15:37

    Non trovo nulla di goffo in tutto questo! Non siamo più abituati all’emozione degli artisti. Gli artisti sono umani e l’umanità è imperfetta! A me non dice nulla uno spettacolo senza quel momento d’incertezza che non è studiato palesemente a tavolino: brava Ricciarelli!

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