Lo Zecchino d’Oro 2012 con Veronica Maya e Pino Insegno: il vero show dedicato ai bambini

By on novembre 20, 2012
Lo Zecchino d'Oro 2012

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E’ partita la 55° edizione dello Zecchino d’Oro in diretta su Rai 1 dall’Antoniano di Bologna e andrà in onda fino a sabato 24 novembre. Alla conduzione, la confermatissima coppia formata da Veronica Maya e Pino Insegno, alla guida del programma dal 2010. Dodici le canzoni in gara quest’anno, nove italiane e tre straniere e come tema, di questa edizione,  è stato scelto quello dei cinque continenti con la giuria pronta a giudicare i brani in gara.  Ogni puntata ruoterà attorno a un Paese: martedì l’Asia, mercoledì l’Africa, giovedì l’America,venerdì l’Oceania e sabato l’Europa. La storica kermesse targata Rai, prenderà il posto per tutta la settimana della seconda parte de La Vita in diretta e sabato, anche, di L’Eredità. Lo Zecchino d’Oro sarà in replica su RaiGulp tutte le sere alle 20.20, mentre la finale andrà in onda in replica domenica 25 alle 19.30.

amadeus

Confermata, anche, l’iniziativa “Adotta una canzone” dove i dodici vip adotteranno una canzone a testa e cercheranno di promuoverla per portarla alla vittoria. Tra i vip troviamo Miriam Leone, Francesco Giorgino, Noemi, Annalisa Minetti, Giancarlo Magalli, Giovanni Muciaccia, Carlo Conti, Massimiliano Ossini, Mara Venier, Marco Liorni e Carla Fracci che, attraverso un videomessaggio, sceglieranno la propria canzone. La giuria, invece, sarà composta da Amadeus, Tosca D’Aquino, Tiberio Timperi e Licia Colò, ognuno presente a una puntata.

Riuscirà, anche quest’anno, lo Zecchino d’Oro a registrare il record di ascolti senza far rimpiangere La Vita in diretta? L’anno scorso, alla prima, puntata, registrò una media di 2 milioni e 774 mila spettatori con uno share pari al 21% seguito da picchi del 23%. Ascolti confermati per tutta la settimana, confermandosi così la manifestazione più amata dai piccini e non solo. La forza del programma, che non ha subito il calo di ascolti che sta caratterizzando molti programmi come talent e reality, è quella di non sfociare, appunto, nel genere talent. A differenza di Ti lascio una canzone e Io canto, qui i veri protagonisti sono i bambini, senza le pressioni dei giudizi, e addirittura delle critiche, e senza l’obbligo di interpretare canzone di un certo spessore appartenenti alla musica italiana e internazionale. Non c’è la tensione della gara ma la freschezza e la spensieratezza dei bambini che si dilettano in canzoni che da casa tutti posso canticchiare. Un genere che non cambia da cinquantacinque anni e che risulta sempre vincente.  E chissà se tra una decina d’anni non vedremo qualcuno, tra i dodici bambini di quest’anno, cantare su qualche palco che conta o con un album in uscita

Federico Ranauro

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