Servizio choc contro i napoletani: la Rai licenzia giornalista del Tgr Piemonte

By on novembre 30, 2012
Rai, licenziato giornalista Tgr Piemonte

text-align: justify”>Rai, licenziato giornalista Tgr PiemonteIl servizio choc sui napoletani del Tgr Piemonte non è rimasto “impunito”. A distanza di poco più di un mese dalla messa in onda del filmato relativo al pre-partita di Juventus-Napoli, la dirigenza di viale Mazzini sembra aver preso una decisione categorica nei confronti di Giampiero Amandola, autore di interviste e commenti dal contenuto offensivo verso l’intera comunità partenopea. Il giornalista piemontese, duettando scherzosamente coi supporters bianconeri all’esterno dello Juventus Stadium, si era spinto fino al punto di ironizzare in modo piuttosto esplicito su usi e costumi dei napoletani, “distinti dai cinesi solo per la puzza…”.

Col servizio choc del 22 Ottobre scorso, grazie anche alle decise reazioni non solo della parte direttamente lesa (cittadini e rappresentanti istituzionali di Napoli), ma anche di una buona fetta dell’opinione pubblica italiana, si è segnato un punto di non ritorno per il giornalismo sportivo “militante”, difficilmente compatibile con l’etica di fondo del servizio pubblico. Nessuna rivalità sportiva, come sottolineato prontamente dai massimi esponenti della tv di Stato, può giustificare certe cadute di stile, sebbene vi possa essere nel caso di Amandola, l’attenuante dei toni spiritosi o di un presunto equivoco sulle reali intenzioni del protagonista.

Lo sdegno per l’episodio increscioso e per un servizio inqualificabile, espresso a chiare lettere da Annamaria Tarantola e Luigi Gubitosi, non poteva non tradursi in provvedimenti duri ed esemplari, come la sospensione ed il conseguente allontanamento dall’azienda. Dalla prossima settimana, sempre che vengano confermate le indiscrezioni riportate dalle principali agenzie nazionali, Tgr Piemonte chiuderà le porte a Giampiero Amandola, non più menzionato nell’orario di servizio della redazione torinese Rai. Il caso, comunque, è destinato a far discutere ancora a lungo, soprattutto perché, trattandosi di un licenziamento attuato da un ente pubblico e per di più nel delicato settore dell’informazione sarà necessario un approfondimento delle diverse ragioni in ballo.

Probabile, se non scontato, il ricorso in tribunale del diretto interessato contro la determinazione aziendale: come sempre accade nelle controversie in materia di lavoro, ogni dettaglio relativo al rapporto professionale ed alla condotta “incriminata” del dipendente, sarà oggetto di autonoma valutazione della magistratura, con esiti tutt’altro che scontati nei vari (eventuali) gradi di giudizio. Al di là dei pur rilevanti aspetti legali della vicenda, è la “linea dura” dei vertici dell’azienda radiotelevisiva di Stato nei confronti di un giornalista accusato di “accenti discriminatori” se non apertamente di “razzismo”, il punto di maggiore interesse sul quale si riaprirà il dibattito, dentro e fuori dalle stanze della Rai.

About Marco Franco

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