Servizio pubblico, Santoro accetta lo sponsor pur di intervistare Ruby?

By on novembre 1, 2012

text-align: center”>Servizio pubblico: intervista a Ruby con sponsor

SERVIZIO PUBBLICO ha debuttato su La7 lo scorso giovedì 25 ottobre con una trovata acchiappa-ascolti come l’intervista a Karima El Marough, in arte Ruby Rubacuori, la marocchina finita al centro del processo omonimo che vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Trasmessa in finale di puntata, la chicca di Santoro ha fatto discutere per giorni: le dichiarazioni di Ruby sulle feste di Arcore hanno aggiunto nuovi tasselli al colorito mosaico delle “cene eleganti” dell’ex premier. A distanza di qualche giorno, però, l’intervista è tornata al centro delle cronache per una questione di sponsor e pubblicità (nemmeno tanto) occulta.

Per Servizio pubblico la chiacchierata tra la giornalista Francesca Falagni e Ruby Rubacuori è stato il primo scoop di punta della stagione (anche se il servizio di Luca Bertazzoni sugli indagati/imputati/condannati in Parlamento merita una menzione speciale) e proprio su quell’intervista si è scatenato un giallo. A lanciare l’accusa è il settimanale Chi diretto da Alfonso Signorini (editore Mondadori=Silvio Berlusconi, a voler semplificare). Secondo quanto riportato da Chi, Michele Santoro si sarebbe piegato alle richieste di Ruby pur di intervistarla. I termini dell’accordo, imposti dalla ragazza, sarebbero questi: “L’intervista si fa nello showroom dell’ azienda che mi ha voluto come testimonial e la telecamera deve riprendere il backdrop (la bacheca) posizionato alle spalle mie e della giornalista che farà le domande, con il marchio in evidenza“. Insomma, Santoro avrebbe ceduto alla logica del marketing pur di accaparrarsi le dichiarazioni scottanti di Ruby? (Dopo il salto, il video dell’intervista, ndr)

Servizio pubblico, secondo Chi, avrebbe accettato le condizioni di Ruby, tanto che nell’intervista si nota il marchio dell’azienda Silvian Heach, il brand d’abbigliamento che ha scelto Ruby come volto dell’ultima collezione: “Santoro ha detto sì e infatti, durante gli oltre dieci minuti di intervista, l’azienda Silvian Heach ha avuto il suo servizio pubblico“. Dallo staff del programma fanno sapere che non c’è stato alcun accordo di tipo commerciale. L’intervista è stata rilasciata gratuitamente e il fatto di aver registrato nello show room di Silvian Heach è stata semplicemente una scelta di tipo logistico: “Non abbiamo pagato nessuno – fa sapere la produzione di Servizio pubblico – l’azienda non ci ha condizionato minimamente e la locatione era l’unica messa a disposizione per l’intervista“. Intanto, per la puntata di stasera di Servizio pubblico, si preannuncia un altro tema caldo: l’exploit del Movimento 5 Stelle in Sicilia…

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. Vincenzo

    novembre 1, 2012 at 12:51

    Santoro “condiziona” le troupe anche sulle inquadrature, mette bocca su tutto. Se l’intervista è stata fatta con il marchio dietro è perchè cosi è stato l’accordo. Santoro e isuoi “ipocriti” collaboratori sono fra i peggiori del panorama tv, sono borghesucci arricchiti che non hanno mai lavorato un giorno e si ergono a proletari paladini, degli altri non gliene frega un cazzo…. Masi, l’ex Dg Rai, lui si che li aveva capiti, e li descrive nel suo libro molto, ma molto bene….

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