Abolizione del canone Rai: la Lega presenta una petizione al Parlamento europeo

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text-align: center”>Canone Rai: la Lega chiede l'abolizione

Negli stessi giorni in cui la Rai inizia a trasmettere gli spot che invitano a pagare il canone per il servizio pubblico con un nuovo claim pubblicitario (“Rai, molto più che una tv“), la Lega Nord ci riprova. La tassa più odiata dagli italiani, insieme alla nuova Imu, approda al Parlamento europeo con una nuova petizione firmata da migliaia di cittadini per chiederne l’abolizione. L’eurodeputata del Carroccio Mara Bizzotto, insieme al Comitato per la libera informazione radio televisiva (Clirt) di Marostica (Vicenza), ha presentato l’istanza all’assemblea dell’Unione europea: ”E’ la tassa più odiata dagli italiani – ha dichiarato – perchè è la più ingiusta e la più inutile dal momento che la Rai non è e non fa servizio pubblico”.

Lo strumento della petizione europea prevede una pronuncia della Commissione Ue sulla possibilità di abolizione del canone e “sull’eventuale apertura di un’infrazione comunitaria” in materia di aiuti di stato contro l’Italia. Per conoscere la decisione di Bruxelles sull’ammissibilità o meno della petizione bisognerà aspettare la prossima primavera. Dunque, nulla cambia nell’immediato: coloro che sono in possesso di un apparecchio televisivo sono obbligati per legge a versare il canone Rai entro il prossimo gennaio. Non è la prima volta che la Lega prova a scardinare dall’ordinamento il canone Rai. Stavolta ha scelto una sede internazionale, portando sul tavolo dell’Unione europea migliaia di firme.

Il canone non è solo l’imposta più odiata, ma anche la più evasa d’Italia: oltre il 35% dei contribuenti non la paga. Di tutti i meccanismi immaginati per stroncare questo fenomeno (non ultima l’ipotesi di associare la quota del canone alla bolletta della corrente elettrica), finora non hanno trovato concreta realizzazione. Nemmeno il governo Monti ha messo mano al problema. Intanto la Lega si fa carico dell’esigeza opposta: abolire una tassa considerata insensata. “Per non parlare poi delle assurdità e degli incredibili disservizi che fanno del Canone Rai un caso unico al mondo – ha aggiunto l’onorevole Mara Bizzotto – basti pensare alle migliaia di famiglie costrette a pagare il canone pur non ricevendo nei propri televisori i canali Rai, o alle centinaia di migliaia di aziende che sono sottoposte alla porcheria del cosiddetto ‘canone speciale‘ per il solo fatto di possedere un computer. Se si pensa che tutta la questione del canone Rai ruota attorno ad un Regio Decreto del 1938, si capisce a quale follia si sia giunti in Italia per giustificare questa rapina di Stato“.

In realtà è bene ricordare che un canone per la tv di Stato esiste in quasi tutti i Paesi europei (fanno eccezione Spagna, Lussemburgo e Portogallo): il costo di quello italiano è anche uno dei più bassi del continente e la sua applicazione per unità familiare e non per singolo televisore costituisce quasi un unicum. Eppure parte degli italiani non finanzia il servizio pubblico, e accoglierebbe volentieri la sua abolizione.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.
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