Berlusconi da record in tv, Bersani attacca: “Niente spazi riparatori, la Rai faccia inchieste”

By on dicembre 30, 2012
Bersani critica la Rai

text-align: justify”>Bersani critica la RaiBerlusconi fa il pieno di presenze televisive inaugurando in pompa magna la campagna elettorale per le Politiche 2013, ma i suoi più diretti avversari al momento preferiscono evitare di scendere sullo stesso terreno. Il record di apparizioni in tv del Cavaliere non è comunque passato inosservato, soprattutto dalle parti di Viale Mazzini, dove ferve il dibattito sulle misure “risarcitorie” da concedere in tempi brevi alle principali forze politiche “oscurate” dal travolgente  presenzialismo mediatico del leader pidiellino.

Silvio Berlusconi, tornato in campo dopo un anno di “esilio”, è riuscito a collezionare ben 16 comizi in 17 giorni, promettendo battaglia (in caso di provvedimenti-tampone dell’Agcom e della Rai contro la maratona mediatica in corso) anche sulle reti locali di tutta Italia. Tra i più determinati nella critica della nuova strategia berlusconiana, il segretario del Pd Pierluigi Bersani sceglie la linea della fermezza per rispedire al mittente la proposta degli “spazi riparatori” sulle trasmissioni già visitate dal numero uno del Pdl: “Non ci sto ad andare in televisione perché ci è andato Berlusconi. Piuttosto, si usi il tempo che mi verrebbe dato per trasmettere inchieste su problemi reali come la guerra in Siria o la crisi nel Mezzogiorno.

Mentre Berlusconi scalpita in attesa delle prossime uscite pubbliche, l’autorità di vigilanza ha formalizzato le regole sull’applicazione della par condicio per la campagna elettorale, intimandone il rispetto a giornali, istituti demoscopici, emittenti nazionali e locali. Gli obblighi (relativi all’equilibrio nei tempi d’intervento all’interno dei programmi d’informazione) sanciti dall’Agcom, da oggi, riguarderanno anche soggetti formalmente non candidati come il Presidente del Consiglio uscente Mario Monti. Rifiutando l’invito di Uno Mattina e Porta a Porta, Bersani ha rilanciato a modo suo il tema del pluralismo nei media italiani: “Basta con le pantomime, propongo piuttosto che si parli di cose serie ogni volta che Berlusconi viene invitato in tv. Non si risolve tutto invitandomi ad andare nelle stesse trasmissioni.

A due mesi dal voto per il rinnovo del Parlamento, il quadro politico in piena evoluzione, come testimoniano le continue oscillazioni delle percentuali dei partiti nei sondaggi dei vari centri di rilevazione demoscopica nazionali. L’incertezza sul risultato finale delle elezioni è destinata ad aumentare nelle prossime settimane, quando si incroceranno programmi e candidature di tutti i raggruppamenti, con la solita incognita degli “indecisi” corteggiati e contesi con ogni mezzo da vecchi e nuovi protagonisti dell’ennesima campagna elettorale “all’arma bianca”. Il peso dei mass media, nell’Italia dei tanti conflitti d’interessi irrisolti, non è quantificabile con certezza, ma rimane in ogni caso tutt’altro che trascurabile.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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