Berlusconi “ospite” di Studio Aperto: “Serve un leader, se Monti non accetta torno in campo”

By on dicembre 15, 2012
Berlusconi candidato premier

text-align: justify”>Berlusconi candidato premierSilvio Berlusconi sceglie Studio Aperto per spiegare al suo elettorato la scelta di tornare in campo come possibile leader dello schieramento di centro-destra. In collegamento con lo studio del telegiornale di Italia Uno, il Cavaliere ha illustrato la road map che porterà nel giro di qualche settimana le forze politiche dell’area “moderata” ad esprimere una guida da contrapporre al raggruppamento progressista di Bersani ed alleati. “Attendo le decisioni di Mario Monti, che stimiamo al di là delle critiche alla politica fiscale del governo tecnico, ma resto disponibile da subito e sottolineo l’effetto positivo del mio ritorno, tradottosi in 3 punti percentuali in più per il Pdl rivendica l’ex premier, ottimista sulle chance di rimonta della coalizione conservatrice, a dispetto di sondaggi e previsioni giornalistiche.

L’intervento di Silvio Berlusconi a Studio Aperto, subito ripreso da Tgcom24 ed altri organi d’informazione nazionale, conferma l’inizio anticipato di una campagna elettorale che, anche stavolta, impegnerà a fondo le principali televisioni pubbliche e private, con i “soliti” risvolti polemici legati al nodo irrisolto del conflitto d’interessi “all’italiana”. Con un vantaggio netto sugli avversari, il centro-sinistra uscito rafforzato dal doppio turno delle elezioni primarie potrà giocare sulla difensiva fino alle ultime settimane prima del voto, ma non c’è dubbio che la nuova discesa in campo di Berlusconi alzerà il livello dello scontro tra i diversi candidati alla premiership, secondo un copione forse già visto più volte negli anni scorsi in occasione delle elezioni politiche nazionali.

In tv si rivedranno tribune elettorali, talk show “infuocati” ed ospitate più o meno improvvisate in ogni genere di spazio informativo, ma una delle conseguenze più discusse delle elezioni anticipate sui palinsesti televisivi potrebbe essere lo spostamento del Festival di Sanremo 2013, previsto ufficialmente per il periodo tra il 12 e il 16 Febbraio: se la data del voto dovesse cadere proprio a ridosso della kermesse canora, a farne le spese sarebbero Fabio Fazio e colleghi (senza dimenticare la Rai, in evidente imbarazzo per questo spiacevole imprevisto), costretti a rimandare lo spettacolo di almeno una o due settimane.

Polemiche “sanremesi” a parte, il ritorno in prima persona del patron di Mediaset sul ring della politica ripropone tutti i vecchi interrogativi sull’influenza dei mass media (tv in primis, ovviamente) sui risultati delle elezioni e sull’ormai celebre “anomalia italiana”: da vent’anni a questa parte, ogni appuntamento con le urne a carattere nazionale ha puntualmente causato, per il non breve periodo di campagna elettorale, una sorta di cortocircuito nel rapporto tra potere politico ed informazione, con effetti tutt’altro che positivi sull’immagine (di per sè piuttosto malconcia) del nostro Paese, in ambito europeo e mondiale.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

One Comment

  1. Carolus

    dicembre 15, 2012 at 12:06

    Se berlusconi cominciasse a stare zitto farebbe solo il suo e il nostro interesse.
    Comunque qualsiasi alleanza o intesa fra i gruppi di centro destra è cosa buona pur di impedire che i sinistri mettano le zampe sul governo del Paese.

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