Danila Satragno a LaNostraTv: “Ecco come aiuto Annalisa, Giusy Ferreri, Giuliano Sangiorgi e molti altri”

By on dicembre 18, 2012

text-align: center”>Danila Satragno in esclusiva parla a Lanostratv

Danila Satragno ha un curriculum di tutto rispetto. E’ necessario snocciolarlo tutto per farvi comprendere la portata della sua carriera. E’ cantante jazz, vocal coach dei big della canzone italiana, docente di vocalità moderna e jazz, musica d’assieme ed anatomia presso il Conservatorio “Ghedini” di Cuneo, Direttore Artistico della Scuola dei Cantautori di Genova con Luca Bizzarri e della sezione Vocal Care per il “CfA” di Genova, membro del Comitato Esecutivo della neonata “Fondazione Q” di Red Canzian per la promozione di nuovi talenti, corista storica di Fabrizio De Andrè e molto altro.

La incontriamo in occasione dell’uscita del suo secondo libro, “Accademia di canto”, che segue la scia del successo del precedente “Voglio Cantare”. Che cosa ci emoziona in una canzone? Che cosa rende indimenticabile un concerto? È sufficiente una buona estensione vocale, oppure contano di più il carisma, l’espressività, il linguaggio del corpo di un artista? Danila Satragno si rivolge ai professionisti, agli amatori, ai cantanti bambini, spiegando come esprimere al meglio le sfumature di una canzone, come toccare con sapienza le corde dell’emotività, come affascinare chi ascolta anche solo parlando, come commuovere e incantare.

Il metodo che hai inventato per insegnare è il Vocal Care, come lo spiegheresti?

Il Vocal Care si basa su una serie di tecniche fisiche e psicologiche: dalla Programmazione Neurolinguistica all’alimentazione, dal Brain Gym alla ginnastica ergonomica, dal training respiratorio fino a un programma esclusivo completo, voce-mente-corpo, che in 21 giorni prepara in modo eccezionale alla performance. Per arrivare con la voce dritto al cuore di chi ascolta.

In allegato ad “Accademia di canto” c’è un dvd con esempi esercizi e testimonianze…

Sì. Un supporto necessario per arricchire e approfondire la lettura del mio  libro. Forse siete già degli ottimi interpreti, avete una voce affascinante e intensa e il pubblico rimane incantato. Forse perfino quando parlate il vostro interlocutore vi ascolta rapito e attento. Quel che è sicuro è che in questo libro c’è qualcosa che ancora non sapete, qualcosa che non state usando per migliorare la vostra voce, il vostro carisma e la vostra capacità comunicativa. E quel qualcosa può trasformare la vostra vita.

La passione per la musica è sempre stata viva o in te o da bambina sognavi di fare altro nella vita? 

Non ho mai seriamente pensato di fare altro che musica. Forse, ma solo per un attimo, la cavallerizza o il pilota di rally, ma ai primi incidenti di percorso il sogno era già finito… Sono ancora vivissimi dentro di me gli esami in conservatorio, nelle aule severe con l’odore del legno dei pianoforti, la carta da musica su cui scrivevo i dettati per i miei piccoli allievi, il battesimo nel mondo del jazz con Gianni Basso e le prime recensioni sui giornali specializzati.

Quali ricordi hai dei tuoi inizi?

Ricordo la Panda attrezzata come una sorta di casa mobile per andare ovunque mi servisse, tra lezioni e concerti, nel mio cammino musicale partito da una piccola città di provincia. Il mio maestro di pianoforte rimase il mio punto di riferimento anche quando iniziai a studiare canto: mi conosceva meglio delle sue tasche e anche umanamente sapeva che tasti toccare (è proprio il caso di dirlo!) per suggerirmi la retta via. Mi portava ai concerti, mi insegnava come resistere alla fatica, prepararmi all’ascolto, vedermi mentre suonavo, esternare la mia femminilità e festeggiare anche i più piccoli successi. Adesso ritrovo tutte queste cose in me stessa e le trasmetto ai miei allievi, che riceveranno a loro volta l’eredità del mio grande maestro, Walter Ferrato.

Quando hai deciso invece di dedicarti quasi completamente al coaching?

La passione per il coaching è quindi nata piano piano, mentre sviluppavo un interesse personale per la salute e l’efficienza della mia stessa voce ? che aveva avuto problemi proprio perché non era stata ben allenata ? e del mio corpo, che arrancava dietro la crescita musicale. Grazie a questa esperienza fatta in prima persona ho sentito la necessità di condividere e provare con gli altri e per gli altri il mio studio e le mie scoperte. Ed è una gioia straordinaria poter rivolgere loro l’aiuto che ho saputo dare a me stessa, inventando percorsi paralleli per far sviluppare il talento di un’altra persona e la sua passione per lo studio. Credo sia doveroso sottolineare questo particolare binomio perché stiamo vivendo un’epoca in cui il canto resta troppo spesso fine a se stesso: l’attuale eccessiva commercializzazione dà più spazio all’esibizione di sentimenti banali a scapito di un discorso musicale e culturale ben più nobile e completo. Ho voluto quindi creare un percorso che rispettasse la molteplicità di componenti fisiche, emotive e spirituali del canto per costruire una vocalità sana e libera, in grado di affermarsi come efficace strumento di comunicazione.

Giuliano Sangiorgi dei Negramaro di te ha detto “Cantare è un gesto tanto naturale quanto traumatico. Danila Satragno, che lo sa bene, con la sua consapevolezza e dedizione porta chiunque ad amare la voce e il suo dolcissimo‘trauma’, il canto”. Sangiorgi non è l’unico vip che segui con il tuo metodo Vocal Care?

Da anni seguo Ornella Vanoni, Red Canzian, Giusy Ferreri, Neri Marcorè, Luca Bizzarri, Karima e Annalisa Scarrone, altra stellina savonese che ha sfondato nello showbiz.

Cosa ci puoi dire della tua allieva Annalisa Scarrone in gara al prossimo Festival di Sanremo?

Ero sicura che Annalisa avrebbe potuto diventare una professionista, realizzando il suo sogno di vivere di musica. Certo, il suo inserimento nel mondo musicale fu duro perché si stava profilando un momento decisamente pesante, di grande rallentamento per la musica e l’economia in genere. Poi, dopo una serie di casting, nel 2010 la chiamata alla decima edizione di Amici fu l’inizio di una fantastica avventura, ed ebbe il coraggio di presentarsi alle selezioni con un brano jazz particolarmente acrobatico di Joni Mitchell! Il resto è storia. Quando entro in un negozio di dischi e vedo la sua immagine e i suoi CD, subito la rivedo cucciola al mio pianoforte e mi spiego uno dei motivi per cui faccio questo lavoro, che mi fa vivere con la valigia in mano e che mi lascia solo poche ore di sonno per notte, ma che non finisce mai di innamorarmi.

E di Giusy Ferreri?

Incontrai per la prima volta Giusy Ferreri nella sua colorata e personalissima casa quando già era diventata famosa grazie a X Factor superando una lunga gavetta. Il feeling con il suo splendido sorriso e il suo gatto Agato fu immediato. È una ragazza molto solare ed è facile entrare in empatia con lei. Tenevamo un quaderno su cui annotavamo le cose che ci sembravano fondamentali e da ricordare nel tempo. In più, registravamo le sessioni in modo tale che lei potesse avere un aiuto per allenarsi autonomamente. Ormai la sua forma vocale è smagliante e lei ha collezionato vari dischi di platino grazie al suo sound molto particolare e originale, ma ogni tanto ci vediamo ancora perché Giusy è affascinata dal pianeta voce e desidera allenare alcune sonorità tuttora inesplorate.

 Una chicca su Giuliano Sangiorgi dei Negramaro?

Lui è una persona molto intelligente, onesta e leale. Il nostro rapporto allenatore-artista si è trasformato quasi subito in una bella amicizia. I momenti più intensi sono quelli di allestimento, in cui riusciamo ad allenarci di più, mentre durante il tour riscaldiamo la voce prima del sound check e alla fine raffreddiamo l’apparato vocale per evitare la formazione di acido lattico. Giuliano è molto accurato nel sound check ed è generoso durante i suoi concerti, a cui cerca di arrivare sempre con una buona forma fisica. Le sue performance vocali sono parecchio impegnative dal punto di vista dell’estensione e della potenza, con continue escursioni al registro di falsetto. Il suo shift di registro è agile, rapido e preciso, in parte grazie a una particolare conformazione delle corde vocali che gli consente sonorità davvero uniche. Quindi la sua laringe, pur essendo decisamente molto sollecitata, riesce a dare prestazioni eccellenti. La sensazione più bella provata al suo fianco è l’alta professionalità mista alla follia e la voglia di vivere, e la straordinaria musica ascoltata insieme. Ho una grande speranza: che si innamori ancora più perdutamente del jazz!

 A proposito di jazz tu hai collaborato con dei mostri sacri della musica, vero?

 Sì, posso dirti Uri Caine, Stefano Bollani, Fabrizio De Andrè, Dado Moroni, Mango e tanti altri.

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

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