Fabio Fazio polemico sul Festival di Sanremo: “E se decidesse tutto Berlusconi?”

By on dicembre 17, 2012

text-align: center”>Sanremo 2013, parla Fazio: "La data? scelga Berlusconi"

Ormai è chiaro che anche il serafico Fabio Fazio sta perdendo la pazienza: intervistato all’Arena di Giletti, il conduttore di Che tempo che fa e del prossimo Festival di Sanremo, è tornato sul probabile slittamento della kermesse musicale in vista delle elezioni politiche. Che dietro la scelta di posticipare la data del Festivel ci sia proprio lui, l’eterno Silvio Berlusconi? Fazio ci scherza, non senza una vena polemica: “Non credo, ma sarebbe una bella idea che lui decidesse, a prescindere, chi è il conduttore del Festival“. A prescindere dalle polemiche, nate con il polverone sollevato dall’esibizione di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa, Sanremo sarà certamente in onda, anche se non si sa ancora quando.

Il Festival si farà – ha dichiarato Fazio – È chiaro però che si tratta di una macchina grande, organizzata da tanto tempo: spostare tante persone, soprattutto quelli che lavorano al progetto da mesi, non è semplice“. Inevitabile che l’ipotesi dello slittamento a marzo, per evitare la coincidenza col probabile election day, rappresenta un problema non da poco nella costruzione dell’architettura del Festival: “significherebbe perdere ospiti e un racconto della realtà – ha lamentato Fazio – Si fa presto a dire spostare, a fare non so“. E qui la palla passa alla politica, perchè dopo l’annuncio delle dimissioni di Monti in seguito all’approvazione della legge di Stabilità, il voto anticipato a febbraio sembra sempre più plausibile, ma la scelta spetta al Capo dello Stato. Fazio, per conto suo, comincia a ragionare sulle varie ipotesi…

Il conduttore spera ancora di riuscire a mantenere il Festival nella sua collocazione originaria, ossia nella seconda settimana di febbraio: “Se si votasse a marzo tutto sarebbe risolto, ma è evidente che se si votasse il 17 febbraio, andare in onda fra 12 e 16 sulla prima rete di Stato, che si occuperebbe canzoni e non di politica, per certi versi sarebbe anche salutare, ma in prima istanza sarebbe un’anomalia abbastanza intollerabile“. Incalzato sulla questione della satira, quella della Littizzetto considerata spudoratamente anti-Belusconi ma non solo, Fazio cerca di ricondurre il problema sul piano del buonsenso: “Ci sono due presunzioni: che abbiamo invitato dei comici e che siano di sinistra. Si tratta di una riflessione antica, non più contemporanea. La Rai di oggi non può e non ha paura di assomigliare a quello che c’è fuori, nel paese“. Una tv avulsa dal contesto del Paese non avrebbe senso, spiega Fazio, così come non si può fare uno spettacolo che non raccolga gli spunti della realtà: “La tv deve essere rispettosa della sensibilità di tutti, ma non si può pensare che non parli dell’attualità. Se si votasse sarebbe anche un’occasione fantastica avere le elezioni in quel periodo. L’ideale sarebbe che si andasse alle urne una settimana dopo, ma siccome la realtà è un’altra… Vedremo, non ci voglio neanche pensare“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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