Fiction Rai, arriva il No alle delocalizzazioni. Le produzioni restano in Italia

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text-align: center”>Il set italiano di Montalbano

Una buona notizia per tutti i lavoratori dello spettacolo è arrivata da Rai Fiction che ha preso una decisione davvero epocale: le prossime produzioni Rai saranno girate esclusivamente in Italia, dunque niente più set in Serbia o Repubblica Ceca. Questo “protezionismo” per il made in Italy arriva dopo due anni di proteste e manifestazioni da parte dei tecnici e i lavoratori di Cinecittà che avevano visto ridursi, giorno dopo giorno il loro lavoro a causa della delocalizzazione delle produzioni che si spostavano nei paesi dell’est per via dei prezzi più contenuti e la manodopera a basso costo.

La decisione è stata annunciata dalla stessa azienda di Viale Mazzini dopo un “approfondito confronto” tra il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi e i responsabili delle direzioni Fiction e Risorse Umane con  i rappresentanti sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil che ovviamente si sono dimostrati subito soddisfatti dell’accordo intercorso per una risposta davvero auspicata quanto insperata. Dunque le fiction della Rai, prenderanno dalle prossime produzioni, una connotazione prettamente italiana, sia per valorizzare e incentivare il lavoro dei tecnici dello spettacolo sia per investire ancora sull’industria dello spettacolo che viveva da tempo un periodo di profonda crisi. Ma ovviamente tale decisione, piaciuta a lavoratori e sindacati, non è andata giù a tutti i produttori….

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Alcuni produttori infatti si sono visti preoccupati per tale decisione proprio per via degli alti costi del lavoro in Italia che risulta piuttosto esagerato per il budget a disposizione degli stessi come ha raccontato la produttrice Ida Di Benedetto: “La Rai vuole che le sue fiction siano girate in Italia? Ci metta in condizioni di farlo. Io negli ultimi anni ho dovuto girare in alcuni casi a Praga e in Serbia gli interni di fiction ambientate in Italia perché con il budget che ci dà la Rai, solo lì è possibile portare a casa un prodotto di una certa qualità”. Effettivamente gli studi hanno un costo minore così come la manodopera che lavora molte più ore al giorno, dunque il ritorno in Italia dovrebbe corrispondere , a detta della Di Benedetto ad una disposizione di budget maggiore da parte della Rai.

 Si è dichiarato invece favorevole a tale decisione Carlo Degli Esposti della Palomar che ha prodotto  “Il Commissario Montalbano” (nella foto) di Andrea Camilleri, che ha da sempre favorito i set italiani  tanto da contribuire al fenomeno turistico nel ragusano, luogo in cui sono girati gli episodi della fiction. “L’industria dell’audiovisivo deve trarre dall’ambientazione italiana quella forza che gli permetterà di valorizzare l’immagine dell’Italia nel mondo – ha affermato il produttore – come accaduto nel caso di ‘Montalbano’”. Effettivamente le bellezze italiane sono uno sfondo straordinario per le nostre fiction, da preferire alle ricostruzioni straniere che assumono una connotazione di impersonalità. Giulio Scarpati infine, l’attore celebre per la fiction “Un medico in famiglia” nonché segretario del Sai (Sindacato Attori Italiani) si è dichiarato strafelice di tale decisione: “Sono anni che facciamo battaglie, compresi diversi sit-in sotto a Viale Mazzini contro la delocalizzazione della produzione della fiction. Senza questa inversione di tendenza questa industria non può crescere. Ma la crescita dell’industria dell’audiovisivo aiuta la crescita del Paese perché porta Pil e tutto il resto”. Dunque, Bentornata Italia, almeno nelle fiction!

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".
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