I Simpson per la prima volta “dal vivo” su Vero Tv

By on dicembre 22, 2012
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I SIMPSON PER LA PRIMA VOLTA “DAL VIVO” IN TV. Il cartone animato creato dai fumettisti americani Matt Groening e James L. Brooks nel lontano 1989 per la Fox Broadcasting Company, in una serie di corti animati della durata di un solo minuto, in occasione dell’uscita in DVD della quindicesima stagione è approdato “dal vivo” in Tv. Le avventure della famiglia statunitense animata più famosa al mondo hanno debuttato ieri in esclusiva sul digitale terrestre. Homer & Co. hanno scelto infatti il canale televisivo Vero per la serie made in USA, che dal giugno 2012 è visibile in chiaro sul canale 55. Riccardo Pasini, direttore creativo del canale Vero per Prodotto s.r.l., ha affermato che l’operazione, in esclusiva per l’Italia su Vero e per la prima volta su un canale del digitale terrestre, è nata grazie all’ottimo rapporto di collaborazione fra Prodotto – Fattori di Videoevoluzione e Twentieth Century Fox.

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Il direttore di Vero ha precisato inoltre che l’iniziativa rappresenta anche la conferma dei successi raggiunti recentemente con altre produzioni create in sinergia. Dunque nella giornata di ieri i Simpson hanno divertito i telespettatori di Vero con simpatiche incursioni in diretta durante le rubriche e i talk, interagendo con i conduttori che hanno dovuto “tenere a bada” la famiglia animata più sfacciata della televisione. Il cartoon, del quale proprio in questi giorni è uscito il DVD contenente la quindicesima stagione, è la commedia più longeva d’America, nonchè cartone animato e serie d’intrattenimento serale per eccellenza. Il nuovissimo DVD contiene 23 episodi ed è arricchito con il commento audio dei produttori esecutivi per tutte le puntate, una gallery di bozzetti e divertenti scene eliminate dal montaggio finale dell’episodio. Il cartone animato ha ottenuto 10 Emmy® per il Miglior programma Animato.

About Emanuele Fiocca

Nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 7 Luglio 1987, è un calabrese doc. Attratto dalla televisione fin da bambino, ha maturato negli anni esperienze in diversi programmi della RAI come UnoMattina in Famiglia, Mezzogiorno in Famiglia, Alle Falde del Kilimangiaro, L'Arena e Domenica In. Caporedattore de LaNostraTv dall'11 Agosto 2014 e Responsabile Editoriale di "Lavorare Nello Spettacolo", le sue più grandi passioni sono la natura, il giornalismo e ovviamente la Tv!

One Comment

  1. Rossella

    dicembre 22, 2012 at 20:26

    I Simpson sono l’unico riflesso della famiglia che ha la fortuna di conservare un posto in video. La copertina di “60 anni di TV Sorrisi e Canzoni” mi ha fatto pensare che Sandra e Raimondo meriterebbero anche la copertina di celebrazione dei prossimi 60 anni. Perchè questo ideale di famiglia non trova spazio nei palinsesti: sarebbe auspicabile qualche stagione di repliche di Casa Vianello. Sempre esterofili noi?
    Nessun collega è riuscito a interpretare Casa Vianello senza rasentare l’analisi più ovvia e quindi più banale.
    Pensiamo solo al fatto che non esistono talenti lanciati da loro: qualche artista esordiente ma niente di più! I colleghi che li hanno ricordati lo hanno fatto a titolo personale. Questi elementi mi hanno fatto pensare a quanto dovessero essere speciali queste due persone, che hanno scelto appunto di essere ricordati come due bambini al luna park. Sono rimasti l’emblema della famiglia italiana proprio perché pur facendo parte del mondo dello spettacolo non sono mai stati vissuti come due potenti della televisione. Avevano in comune con l’italiano l’hobby della televisione e il valore del matrimonio e della famiglia. Casa Vianello era una critica alla coppia piccoloborghese: Sandra era la tipica moglie insoddisfatta e Raimondo il marito cinico e traditore. Di loro c’era qualche dettaglio: la passione per il gioco di Sandra, quella per il calcio di Raimondo e qualche scena girata con i nipoti. Per il resto c’era tutto quello che nella vita avevano amato e contestato; lo hanno messo in scena per guadagnarsi un’identità e una storia. Tutto si condensava nella vita di un condominio che poteva tranquillamente essere la metafora dell’Italia. Però la scelta di una narrazione in prima persona ( casa Vianello) ci fa capire quanto fossero anticonformiste queste due persone che raccontavano un’ipocrisia che di fatto non vivevano. Non hanno mai sentito l’esigenza di emanciparsi da questi siparietti perché non amavano la mondanità e quindi in questo spazio trovavano la loro evasione e anche uno schermo.
    Nell’Italia di oggi serve questo modello di famiglia: portano un colore diverso!
    Di questi artisti non rimane un nome altisonante a cui affiancarsi. Loro due sono diventati testimoni dell’incontro e di una vita sempre aperta a tutto quello che di vero ti capita: la famiglia Vianello non temeva la bellezza e il pubblico lo percepiva!

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