La malattia più contagiosa del nostro tempo: the Bieber Fever

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A soli diciotto anni è già cantautore, produttore discografico e attore. Il giovane talento canadese venne per caso scoperto nel 2008 dal manager Scooter Braun. Imbattendosi in alcuni video del ragazzino su YouTube, ormai trampolino di lancio di sempre più giovani emergenti (vedi da noi Guglielmo Scilla alias Willwoosh), intuisce le sue potenzialità e decide di accompagnarlo verso il successo. Prima portandolo alla firma di numerosi contratti discografici, fino al suo ufficiale debutto nel novembre 2009 con l’album My World, composto inizialmente da sole sette canzoni, poi ampliato durante l’anno successivo. Il primo singolo di Bieber One Time scala subito le classifiche canadesi e americane. Nel giro di poco tempo il fenomeno conquista il mercato musicale internazionale, premiato per questo con disco di platino negli States e d’oro in Australia e Nuova Zelanda. Scatta la Biber Fever. Comincia ad esibirsi in numerosi show, dagli MTV VMA 2009 al The Today Show; da The Ellen DeGeneres Show a GMA, tanto da essere chiamato dal Presidente Barack Obama e sua moglie ad esibirsi alla Casa Bianca nel dicembre 2009. Evento trasmesso su scala nazionale dalle stesse emittenti televisive americane. Recentemente è stato ospite da Oprah Winfrey nel suo celebre show, intervista trasmessa in Italia il 27 novembre scorso su Real Time (qui la recensione).

La carriera del teenager è ormai avviata e destinata a raggiungere in maniera eccezionale, quella di star del calibro di Michael Jackson e Lionel RIchie, tanto da essere chiamato a sostituire proprio quest’ultimo nel remake di We Are The World, in occasione del progetto di beneficenza avviato dopo il disastro del terremoto haitiano. Nella stessa iniziativa rientra anche la collaborazione con K’naan per la hit Waivin’ Flag, registrata da un gruppo di musicisti canadesi sotto il nome di Young Artists For Haiti. Da questo momento in poi la potenza dirompente del fenomeno Bieber non ha risparmiato musicisti e cantanti dello scenario internazionale come, che trovandosi di fronte all’ipotesi di essere surclassati da un ragazzino dalla metà dei loro anni, cominciano a corteggiarlo. Piovono proposte di collaborazione, duetti, da Usher a Justin Timberlake, allo scopo di sfruttare la scia in colpo di coda lasciata dallo stesso Bieber, confidando nella solita meteora che vive per un anno di fama, ma per nulla di gloria. Realtà di certo comune, ma non calzante in questo caso. Sempre più sulla cresta dell’onda infatti, l’album My World 2.0 decolla nelle classifiche di mezza America, piazzandosi al numero uno e rendendo il teenager dell’Ontario il più giovane artista solista della storia, dai tempi dell’exploit di Stevie Wonder nel 1963. Il suo video Baby ha di gran lunga superato la celebre Bad Romance di Lady Gaga, come “most viewed and most disliked video” su YouTube.

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Quando ormai sembra inarrestabile, cominciano ad emergere le prime debolezze di un teenager cresciuto troppo in fretta. La voce ancora bambina, con la pubertà viene modificandosi, indurendosi, causando non pochi problemi di stabilità nell’apprezzamento dello stile del giovane artista. “I have the best vocal coach in the world”, così ha risposto Bieber a chi malignamente insinuava che la sua fetta di notorietà stesse già precipitando in caduta libera. Modellando la sua voce sui nuovi cambiamenti, nel frattempo forse per strategie di marketing, forse per sperimentare nuovi fronti dello spettacolo, entra a fa parte come guest-star nel cast del primo episodio di CSI: Crime Scene Investigation  (2010), vestendo i panni di un adolescente problematico che si trova a fare i conti con una difficile decisione da prendere sulla vita del suo unico fratello. Il 2011 è l’anno della vera e propria consacrazione di Justin Bieber: esce  un suo film-biografia-concerto in 3D dal titolo Justin Bieber: Never Say Never, diretto dal regista di Step Up 3D Jon Chu. Pellicola che ovviamente ha scatenato la folla di adolescenti idolatranti, incassando 12,4 milioni di dollari soltanto nel primo giorno di programmazione. Tuttavia il primato indiscusso nella classifica dei music-documentaries rimane al film-concerto di Miley Cirus del 2008 Hannah Montana & Miley Cirus: Best of Both Worlds Concert. Nello stesso anno Bieber guadagna comunque un secondo posto degno di nota secondo la rivista Forbes tra le Celebrità under 30 maggiormente pagate.

A fine anno esce l’ultimo singolo Boyfriend, canzone scritta insieme a Mike Posner,  in concomitanza con il nuovo album Believe, che segna la sua evoluzione da teenager a giovane star. Il sound qui sembra più maturo, sembrando lasciarsi alle spalle il ritmo adolescenziale, incorporando ora tonalità dance-pop e R&B. Il suo manager dice: “Justin canta come se nessuno lo ascoltasse”. Continua a caricare video dallo stesso canale come se nulla fosse cambiato. Il fascino della Bieber Fever trapela proprio dalle sue origini, dalla dimostrazione di quanto possa offrire uno tra i milioni di canali YouTube, dando ad ognuno la speranza di essere magari un domani  il prescelto. Forse è proprio questa normalità che nutre l’affetto dei suoi fan, che gli permette di sentirsi vicini a lui, rappresentati come espressione propria e diretta della loro generazione. Recente è poi la notizia della sua apparente rottura con la altrettanto nota Selena Gomez, i due fanno coppia fissa da più di un anno e mezzo ormai, ma dalle indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni sembra che il loro idillio sia ormai volto al termine per volere della stessa Gomez che gelosissima, avrebbe perso fiducia nel suo ex Boyfriend avendo scoperto sms segreti tra lo stesso Bieber e Chanel Celaya, cointerprete del cantante nel video di As Long As You Love Me, con cui Justin pare abbia un flirt. Non sembra che una trama già vista: giovani star crescono. Welcome to Hollywood, babe.

Maria Cristina Pangallozzi

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