La più bella del mondo, Roberto Benigni tra antiberlusconismo e la Costituzione

By on dicembre 18, 2012
Roberto Benigni con il tricolore

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Roberto Benigni  torna in tv con La più bella del mondo, uno show dedicato alla nostra Costituzione, in diretta dal Teatro 5 di Cinecittà su RaiUno, dopo aver ricevuto una copia della costituzione dal presidente Giorgio Napolitano in persona. Durante la sua ultima apparizione, in occasione della serata dedicata ai  150 dell’Unità d’Italia durante il Festival di Sanremo 2011, il comico toscano si era cimentato in un elogio dai tratti davvero suggestivi, del nostro Inno di Mameli. Anche in questa serata, la formula utilizzata da Benigni non cambia. Citazioni storiche, religiose e culturali inserite con grande disinvoltura nel discorso principale, la verve tipica di Benigni che riesce a mantenere l’attenzione dei telespettatori per più di due ore, e infine il solito leggio in un angolo del palco.

Il comico entra in scena come al solito saltellando sulle note di Il partito del pinzimonio, la marcetta di Nicola Piovani, mostrando da subito l’allegria e la spensieratezza che lo contraddistingue. Un intro di ringraziamenti,  utilizzati in modo giocoso da Benigni per arrivare a parlare (come di consueto) di Silvio Berlusconi. Non poteva mancare un parallelismo fra la fine del mondo e il ritorno del cavaliere. “Signore Pietà!. Per la sesta volta, ma tranquilli ha detto che la settima si riposa. Dicono che ce l’abbiamo con lui, no  lui che ce l’ha con noi”. La verve e la simpatia travolgente del comico toscano perdono diversi punti in banalità, proponendo per l’ennesima volta le vicende del cavaliere, ma del resto non è del tutto colpa sua se Silvio Berlusconi è un elemento costante del panorama politico italiano dal 1994. Tutti consideriamo positivamente una sana dose di satira politica, ma forse ogni tanto sarebbe meglio proporre battute nuove.

Dopo una mezzora buona di antiberlusconismo, entriamo nel clou della serata, con la lettura dei 12 principi fondamentali della Costituzione. L’energia travolgente di Benigni, accompagnata da un bagaglio culturale vastissimo, mette a tacere ogni tipo di polemica, in quanto tutti non possono fare altro che restare in silenzio ed ascoltare l’immensità della nostra Carta fondamentale. Il comico offre molti spunti di riflessione al suo pubblico, come ad esempio quando condanna l’indifferenza politica, paragonando chi si astiene dal voto a Ponzio Pilato. “La folla sceglierà sempre Barabba”. Questo discorso può risultare però quasi programmato o comunque studiato a tavolino, in vista delle imminenti elezioni.  Il comico toscano continua il suo percorso tra i primi 12 articoli e afferma “Il popolo italiano è come Ulisse. Ricordate l’episodio delle sirene? Ecco, il popolo chiede alla Costituzione di essere legato, affinché nessuna sirena possa persuaderlo e riportarlo nell’ombra della dittatura”. Questi sono solo un paio di esempi, per far capire come Benigni, sia riuscito a passare da un argomento all’altro, tramite citazioni e paragoni di ogni genere, mostrando ancora una volta la sua cultura sconfinata in due ore di monologo senza interruzioni.

Come sempre, non sono mancate le polemiche, giunte sulla bocca di tutti ancora prima che il programma venisse trasmesso. Il compenso di Benigni, pari a 5,8 milioni di euro, ha fatto indignare un po’ a tutti, facendo scivolare in secondo piano la bellezza del suo show. L’enorme compenso comprende anche le 12 puntate di Tutto Dante. Tutti sappiamo che è il mercato televisivo a impostare questi compensi da capogiro, ma questa considerazione non riuscirà a fermare la pioggia di lamentele.  Nessuno potrà mai negare l’esagerazione di un tale compenso, ma all’interno del panorama televisivo italiano tutte le retribuzioni risultano eccessive. Perciò nell’ingiustizia generale, possiamo considerare meno scorretto, erogare una somma così elevata ad un personaggio dello spessore di Roberto Benigni, piuttosto che ad un presentatore di qualche talent show o simili.

Simona Berterame

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7 Comments

  1. Alessandro Guarducci

    dicembre 18, 2012 at 14:57

    “Meno scorretto” erogare 5,8 milioni di euro a Benigni per una sola serata di tv? Scusi, ma Lei sig.ra Simona mi sembra disconnessa dalla realtà!!!

    • Simona Berterame

      dicembre 18, 2012 at 21:04

      Gentile Alessandro,

      nel mio articolo ho solo espresso il mio modesto parere, ovvero che preferisco dare una cifra di quel genere ad un personaggio di un certo spessore culturale come Roberto Benigni. Poi ovviamente ci troviamo d’accordo sul fatto che il compenso sia veramente eccessivo.

      Saluti,

      Simona Berterame

  2. Robbie

    dicembre 18, 2012 at 19:19

    Davvero un gran bel pelo sullo stomaco ci voleva per seguire 2 ore e mezza di latrati in diretta TV! Complimenti a che ci è riuscito. E Lucio Presta si è portato a casa una lauta tredicesima anche quest’anno, alla facciaccia nostra e di chi non l’ha neanche vista grazie all’IMU.

  3. Marcello

    dicembre 18, 2012 at 20:38

    Grande Benigni per cultura ma grande parac…. che oltre a prendere compensi che i suoi compagni guadagnerebbero con duecento anni di lavoro approfitta per fare campagna elettorale e demonizzare ulteriormente la destra nemica.
    A parte tutto comunque un grande intellettuale

  4. Giovanni

    dicembre 18, 2012 at 21:48

    ……..5,8 milioni di euro sono una cifra quanto meno spropositata……ma riguardano il compenso relativo alla scorsa e ad altre 12 prime serate che il toscanaccio andrà a fare……….magari accennarlo nell’articolo, giusto per completezza d’informazione non sarebbe male

  5. gino

    dicembre 22, 2012 at 22:47

    Ecco il male occulto di ogni cosa. Vedere un personaggio tutto di positività, energia, allegria, progresso, saldi principi e sapere che si becca quei soldi. Cmq nn credo che la cosa sia cosi veritierà anche perché se lo fosse benigni si dovrebbe ficcare sotto trerra per la vergogna.

  6. Rossella

    dicembre 23, 2012 at 12:54

    Non è bello citare il compenso degli artisti. L’arte è un qualcosa che non ha prezzo: queste persone ci tengono compagnia quando ci troviamo in casa. Un genitore quando il figlio lo informava che intendeva entrare nel mondo dell’arte lo ostacolava per questa ragione. Fino a quando non lo sapeva amato non accettava l’idea che qualcuno comprasse la sua allegria! Non ragioniamo in questa maniera tanto ostile e cerchiamo di meditare sul nostro valore: il senso della Costituzione è anche questo! Qualcuno ci ha voluto far uscire dal Medioevo. Vi chiedo scusa per il mio tono: non era mia intenzione sputare sentenze; tuttavia mi spaventa questo clima. Avete seguito lo speciale su Mimi? Sono momenti di televisione che dovrebbero sollecitare le coscienze per permetterci di emanciparci da logiche medioevali che non hanno senso di esistere in un Paese civile! Questo è il senso della Costituzione: anticipa il codice di procedura penale e mette in guardia gli intolleranti! La vicenda umana di Mia Martini non può che sollecitare una profonda amarezza. Da bambino apprendi che esiste un codice universale di comportamento che ti consente di intrattenere rapporti di lavoro e di civile convivenza e poi ti rendi conto che etica spesso e volentieri è una parola vuota e che chi non si allinea alla logica del branco passerà alla storia come una vittima. Quali eroi?
    Un caro saluto

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