La tv inglese stila la classifica dei suoi 40 migliori programmi. In Italia ne abbiamo visti solo 7. Ecco quali…

By on dicembre 29, 2012

text-align: justify”>A 48 ore dalla fine di quest’anno, gli inglesi, puntuali come il Big Ben, hanno sentito la necessità di stilare la classifica dei 40 migliori programmi tv andati in onda negli ultimi 12 mesi. Così, sono stati richiamati all’ordine fior fiore di critici e giornalisti, molti dei quali della prestigiosa Radio Time (in realtà non so di cosa stiamo parlando) per cogliere solo il meglio del meglio della british television. Vi starete chiedendo cosa ci spinga a interessarci di quello che guardi la Regina, sudditi compresi. La risposta sta nel confronto con la nostra tv, quella italiana. Insomma, a guardare la Top 40 inglese, abbondano gli approfondimenti, i documentari e le serie tv di ottimo livello. Una linea editoriale di una certa fattura decisamente lontana da quella italiana dove, a farla da padrone nei programmi più visti dell’anno, c’è l’amico Terence Hill in tutte le sue sfaccettature, ora prete detective, ora uomo di montagna detective.

Un’altra osservazione si ritiene inoltre necessaria: dei 40 programmi migliori per gli inglesi, noi ne conosciamo – per importazione – solamente sette, e per di più soprattutto grazie alla tv satellitare.

Possibile che siamo così disinteressati alla qualità made in britain? Beh, a giudicare dagli ascolti, non proprio brillanti, dei prodotti inglesi che abbiamo importato, la risposta è sicuramente si. Ma di cosa stiamo parlando? Chi sono i magnifici sette? Ecco le risposte…

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In vetta alla classifica svetta Sherlock, la miniserie tv che noi italiani abbiamo conosciuto grazie a Joy prima e Italia Uno in seguito. 3 episodi di 90 minuti ciascuno che hanno letteralmente incantato gli inglesi (tanto che in produzione ci sono seconda e terza serie) e non sono dispiaciuti agli italiani. Oltre 1 milione e mezzo di media sulla giovane generalista di casa Mediaset, non possiamo certo gridare al successone ma per lo meno, Sherlock è riuscita a sfuggire alla scure della sospensione, sempre dietro l’angolo quando si parla di telefilm.

Anche al secondo posto troviamo una nostra conoscenza e, anche in questo caso, si tratta di una serie tv. Parliamo dell’osannatissima Homeland, telefilm presentato in pompa magna da Sky e trasmesso su Fox durante la passata stagione. Homeland, che racconta in modo machiavellico e introspettivo le dinamiche di sospetto e accusa post 11 Settembre nei confronti di un soldato americano accusato di essere un affiliato di Al Qaeda, ha raccolto consensi in tutti i paesi in cui è stato trasmesso. Anche in Italia è andato abbastanza bene, ma siamo decisamente lontani dai numeri che Sky ha ottenuto con format quali X Factor o Masterchef.

Per incontrare un altro pezzo della nostra tv dobbiamo scendere fino alla otto in cui si trova l’elegante Downtown Abbey che Rete4 sta trasmettendo con un discreto successo, se per discreto intendiamo medio basso.

Chiudiamo la top ten con un bellissimo prodotto che da noi si è filato solo la propositiva Mtv. Parliamo di Girl, erede di Skin, nonchè brillante esempio di serie dall’ironia intelligente.

Infine, fuori dalla top ten, abbiamo 30 posizioni di documentari e speciali targati per lo più BBC. Dobbiamo arrivare solo alla 32 per incontrare un format a noi molto noto, Masterchef, naturalmente in versione inglese. Solo alla  37 e alla 38 altre due serie che abbiamo conosciuto solo sulle pay tv italiane. Parliamo del pluripremiato Mad Men e dell’interessantissimo The Killing, erede di Twin Peaks.

E voi, avete visto almeno uno di questi 7 programmi? Se la risposta è no vi consiglio vivamente di fare un bel viaggio all’interno della tv di qualità. Prendetelo come uno dei buoni propositi per il 2013.

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

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