Massimo Giletti: “disposto a lasciare l’Arena per progetti in day time o prime time”

By on dicembre 15, 2012
foto di massimo giletti

text-align: justify”>foto di massimo gilettiAndrà in onda questa sera lo speciale dedicato a Domenico Modugno, dall’Auditorium di Napoli. Alla conduzione Massimo Giletti, che dopo gli speciali dedicati a Dalla e Battisti, questa sera continua la sua cavalcata tra i grandi nomi della musica italiana. Dopo il positivo riscontro avuto lo scorso aprile con lo speciale dedicato a Mino Reitano (riuscì a battere la concorrenza di Amici) la Rai ha commissionato altri quattro omaggi a Giletti. All’appello manca l’ultimo, che ricorderà la figura di Mia Martini, ma che non ha ancora una collocazione in palinsesto. La chiave del successo di questo progetto per Giletti “è stata quella di far testimoniare a personaggi famosi ricordi e note di costume.”  Il re degli ascolti della domenica pomeriggio, qualche giorno fa si è raccontato in un’intervista a il Giornale. Sono diversi anni che prova a lasciare la sua Arena televisiva per dedicarsi ad altri progetti.

Si dice disposto a cominciare nuove trasmissioni in prima serata e perché no anche nei pomeriggi feriali di Rai1 (il suo nome circola come possibile conduttore della prossima edizione della Vita in diretta). In entrambi i casi lascerebbe l’Arena. Successivamente al suo approdo a Domenica in, le domeniche degli italiani da sempre ricche di intrattenimento e varietà si sono trasformate in informazione senza fine. Ci racconta che sceglie solo i progetti nei quali crede realmente e che non ha nessun agente potente alle spalle, perché vuol dare conto solo a lui e al suo direttore di rete. Si dice molto soddisfatto della sua Arena che ormai conduce da 9 anni e mezzo, e nonostante a marzo scadrà il suo contratto con mamma Rai, è sicuro di procedere fino a giugno con l’impegno. “Le cose ben fatte son quelle fatte una alla volta. Già la conduzione degli speciali musicali in contemporanea al talk della domenica, è stata una sfida temeraria” prosegue Massimo. Per l’ennesima volta ci ricorda che i suoi programmi sono prodotti internamente dalla Rai e costano molto meno di tutti gli altri. Coglie l’occasione per schierarsi ancora una volta contro il genere dei reality. Da ricordare che pur essendo avverso al genere Giletti non ha mai rinunciato a trattarlo nelle sue trasmissioni (se i reality gli fanno così schifo poteva anche parlar d’altro). Siamo proprio sicuri Giletti sia un volto adatto al prime time della rete ammiraglia Rai?

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

One Comment

  1. Rossella

    dicembre 15, 2012 at 21:28

    Lo speciale dedicato a Reitano mi ha fatto rivalutare Giletti. Mi è piaciuto: era molto coinvolto! Quella serata resterà materiale antologico. La famiglia è un po’ il testamento di Reitano: che belle persone! Il contributo del maestro Battiato spiegò più di mille parole e dire che ricordava un unico incontro! E’ singolare vedere come i telespettatori si siano fatti coinvolgere dalla storia di un buono: allora non siamo ancora tanto cinici!

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