Michele Santoro invita Berlusconi a Servizio pubblico. Ed è scontro con Enrico Mentana

By on dicembre 21, 2012
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text-align: center”>Enrico Mentana, Michele Santoro

Michele Santoro ha aperto l’ultima puntata di Servizio pubblico di quest’anno con una copertina che suona come un invito: il destinatario è Silvio Berlusconi, che potrebbe essere ospite del programma nella prima puntata del 2013, il prossimo 10 gennaio. I contatti tra la redazione e lo staff del Cavaliere sono in corso e potrebbero andare a buon fine, così Santoro ha pensato bene di rassicurare il leader del Pdl su una sua eventuale partecipazione al programma. Nessuna vendetta, nè recriminazioni per gli attacchi subiti in questi anni.

Michele Santoro dice chiaro e tondo che non ci sarà alcuno scontro frontale, ma mette in chiaro alcune cose. In primis, quello che sta succedendo in questi giorni, con il Cavaliere in onda più o meno su tutte le tv nazionali, è la manifestazione più evidente che il conflitto di interessi esiste ed è più forte che mai. E soprattutto c’è bisogno di voci contro che bilancino la schiera di giornalisti e programmi “amici” che mettono un microfono davanti al leader e gli lasciano campo libero per i suoi monologhi, senza domande nè contraddittorio. Anche per questo il famoso editto bulgaro con cui Berlusconi fece cacciare dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi, alla luce dei fatti,fu un clamoroso errore: “Caro Berlusconi – esordisce Santoro – intorno a noi c’è grande confusione siamo a Natale, ma sembra Pasqua, lei è risorto e accetta di venire a Servizio pubblico. Mi permetta di dire che questo solo annuncio è già una conferma del fatto che quel famoso editto bulgaro fu un errore tragico, che stiamo ancora pagando tutti“. Una lunga ed intensa introduzione alla puntata, che culmina nell’invito al Cavaliere ad accettare di confrontarsi fuori dalle mura di casa sua, ma soprattutto in una critica fortissima al collega Enrico Mentana per le sue posizioni sulle accuse del Cavaliere a La7. Per non parlare della spietata fotografia della cosiddetta intervista di Barbara D’Urso a Domenica Live. (Dopo il salto, il video della copertina di Michele Santoro).

Michele Santoro si rivolge direttamente a Berlusconi commentando il suo presenzialismo dell’ultima settimana: “Per quanti spazi uno possa avere, lei dimostra sempre che c’è bisogno di un altro spazio nel quale ci siano delle persone che non possono essere sospettate di connivenza e siano considerate persone che non ragionano per conto terzi“. E quello spazio certamente può essere Servizio pubblico: “Voglio rassicurarla: se accetta di venire da noi non avremo un duello finale, una resa dei conti, non avremo nessuna vendetta e sarà una trasmissione tv con un leader politico di fronte a dei giornalisti“. Poi c’è la questione delle accuse  a La7: “Dalla mattina alla sera fanno trasmissioni contro di me” aveva detto in mattinata il Cavaliere.

Michele Santoro sottolinea come sia non solo inammissibile per un politico minacciare la libertà di espressione di un editore, ma anche inopportuno che un magnate della comunicazione, quale Berlusconi è, denigri pubblicamente un suo concorrente. Poi arriva l’affondo all'”amico e stimatissimo collegaEnrico Mentana, che a suo dire avrebbe risposto in modo criticabile alle parole di Berlusconi: i due si scontrarono già l’anno scorso sul tema della “libertà ed indipendenza dal potere politico”, quando la trattativa tra Santoto e La7 si arenò perchè il conduttore riteneva inaccettabili alcune clausole sul controllo editoriale. Stavolta, sulla stessa questione, Santoro ha avanzato insinuazioni che pesano come macigni: “Non si può dire che ‘nella nostra rete ci sono Lerner e Santoro di cui si sa come la pensano, ma ci sono anche persone come me’. Ma che vuol dire persone come me? Che non la pensano in nessun modo? Oppure se la pensano in un modo, la pensano di nascosto e lo dicono soltanto alle persone che riescono a mantenere il segreto sulle loro opinioni?“.

Mentana ha risposto su Facebook citando la stessa replica di un anno fa, quando scrisse a Santoro di reputarsi tanto libero quanto lui e di aver pagato per la sua inipendenza perdendo il posto di lavoro: “Avrò fatto bene o male, ma nella videoteca non troverai una sola marchetta per questa o quella casa automobilistica, per questo o quello stilista, per questa o quella azienda pubblica o privata (Telecom compresa). Non telefono ai politici né loro mi telefonano. In decenni di intercettazioni che hanno fatto la fortuna dei giornali e riscritto la storia penale, politica e di costume italiana non è mai stata segnalata una conversazione che mi riguardi. Non voto; ho pagato con la disoccupazione vera e senza sponde il dissenso con l’azienda in cui lavoravo. Siamo diversi, certo. Come diverso da te e da me è, ad esempio, Gad Lerner. Eppure credo che la nostra libertà sia la stessa, identica anche a quella del cittadino che sceglie da chi farsi informare e come. Per questo mi sono battuto in tutti i modi perché tu venissi a La7.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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