Parte su RealTime la seconda stagione di Sepolti In Casa

By on dicembre 13, 2012
Il programma di Real Time: Sepolti in casa

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A partire dallo scorso 10 dicembre, ogni lunedì alle 23:05, andrà in onda su Real Time (Canale 31 DTT; Canale 124 Sky) la seconda stagione di Sepolti in casa, titolo originale Hoarding: Buried Alive. Come tutti gli appassionati sanno, si tratta di un docu-reality che racconta la vita di persone affette da una vera e propria patologia psico-comportamentale che le porta a provare piacere circondandosi di oggetti inutili, tutto ciò è causato dall’incapacità di saper scegliere cosa buttar via.

Come testimoniano gli episodi trasmessi fino ad ora, sono storie difficili e incredibili che coinvolgono in prevalenza le donne. Sino ad ora sono state prodotte 5 stagioni (non c’è da stupirsi se alcuni episodi della terza e quarta stagione si sono già visti, ma è stato semplicemente invertito l’ordine di messa in onda): in ogni episodio si affrontano due casi che richiedono l’intervento di figure professionali adeguate per essere affrontati e, nei casi più fortunati, anche risolti. A tal proposito ogni paziente riceve cure sia da un terapista che da un personal organizer. Questi professionisti li aiutano a liberarsi dei tantissimi oggetti che hanno dentro casa. Alla fine degli episodi, i protagonisti di solito mostrano segni di miglioramento ma il loro percorso è ancora molto lungo e difficile.

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Oltre all’aspetto sorprendente legato all’incredulità di ritrovarsi di fronte ad abitazioni trasformate in discariche, il telespettatore è chiamato a seguire anche le prime fasi del processo di riabilitazione che vede il paziente affrontare un proprio percorso di smaltimento dei rifiuti estremamente intimo, o per meglio dire una lunga battaglia con le proprie fobie e con i propri traumi.

Nei primi due episodi mandati in onda son state raccontate due storie scioccanti in cui i soggetti con il loro comportamento spesso insensato, rischiano di distruggere la propria vita e quella dei propri cari: nel primo abbiamo assistito all’ossessione di Ronda per l’accumulo che le è costata l’allontanamento dei figli, e quella di Bennie che non riesce a raggiungere il letto o il divano a causa dell’immenso mucchio di spazzatura. Realizzare questo programma significa dare la possibilità alle telecamere di entrare nelle case di queste persone e ciò presuppone il fatto che si sono già manifestati segni di un’avviata guarigione, perché accettare che milioni di persone possano giudicare il loro modo di vivere richiede uno sforzo non indifferente e sicuramente non facile. La prima reazione che uno spettatore può avere di fronte ad una puntata di Sepolti in casa è quella di domandarsi come si sia potuti arrivare fino a quel punto e come i soggetti affetti da disposofobia siano potuti arrivare ad accettare condizioni di vita tanto estreme.

Nella tv del genere makeover, Sepolti in casa è diventato fin da subito un vero e proprio cult, anche se non è facile stare a guardare il disagio, emotivo e psicologico, dei protagonisti. Non ci stupiremmo di vedere in futuro su una delle nostre piattaforme, una rivisitazione e conseguente adattamento di Sepolti in casa versione italiana, come è avvenuto e a breve sarà possibile vedere con Extreme Makeover Home Edition, sempre format di origine straniera. 

About Paolo Mastromarino

Paolo Mastromarino (Classe 89) nato a Castellana Grotte (Bari), laureato in Scienze della comunicazione culturale e forme dello spettacolo presso l'università Lumsa di Roma, ad ora iscritto al corso di laurea magistrale in Produzione di testi e format per l'audiovisivo. Mi piace scrivere e da sempre sono appassionato di televisione, programmi televisivi e fiction, insomma mondo dello spettacolo in generale. Trovo molto interessante studiare il mondo televisivo straniero, soprattutto britannico e americano

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