Pomeriggio Cinque/Da che parte stai? L’auditel non è dalla loro parte

By on dicembre 7, 2012
Foto pomeriggio cinque Canale5

Dall’inizio della stagione Pomeriggio Cinque propone nella parte finale (quella che va dalle 18.05 alle 18.45) un nuovo segmento chiamato “Da che parte stai?”. La formula è molto semplice ed è stata ripresa da vari talk show (citofonare Perego, Le due sponde nella sua Buona domenica) che proponevano già in passato due punti di vista contrapposti su un argomento di costume, attualità, società. Gli argomenti, ormai triti e ritriti, sono quasi sempre gli stessi da anni. Si va dalle troppe tasse per gli italiani, al tradimento, all’omosessualità, alle differenze tra Nord e Sud, alla gelosia. Per creare una maggiore interazione/scontro tra gli ospiti, troviamo nel parterre di opinionisti, due presenze quasi fisse:  Laura Speranza, moglie di Tacconi e la principessa Patrizia d’asburgo Lorena. Le due signore, avversarie nel talk, danno vita a dei siparietti a metà tra il goliardico e il ridicolo. Fin qui nulla di male, se non si tiene conto che siamo alle 18 su Canale 5 e non alle 15 su Rai2 o addirittura alle 14 su Vero Capri. La parte che va dalle 18 alle 19, dell’emittente principale del biscione, è un segmento fondamentale sia perché fa da traino al successivo quiz (in questo caso Avanti un altro di Bonolis) sia per gli inserzionisti pubblicitari. Gli ascolti di quel segmento sono davvero molto bassi (1.658.000, 11,14% nella puntata di ieri). Quella parte di trasmissione viene sempre battuta dalla concorrenza della Vita in diretta ed è in forte calo rispetto agli ascolti della prima parte di Pomeriggio Cinque. Le cause dei bassi ascolti sono da attribuirsi a due aspetti fondamentali. Primo, la scelta degli argomenti da trattare e gli ospiti che ne discutono e poi l’orario non proprio ideale per quel tipo di formato da primo pomeriggio post pranzo.

La domanda da porre alla D’Urso e al suo gruppo autorale è molto semplice: visti gli ascolti in caduta libera, non sarebbe più vantaggioso parlare di cronaca e attualità in quella fascia oraria piuttosto che continuare a proporre questo tipo di prodotto che il pubblico sembra gradire molto poco? Anche alla luce del fatto che la D’Urso tratta svariati argomenti di cronaca (il più delle volte con delle esclusive sulla concorrenza) nell’ora precedente. Con il risultato di parlare di troppi, tanti casi in pochissimo tempo. Il ritmo è frenetico e le sue frasi in quella parte di trasmissione sono: “la prego di essere veloce, sono in ritardo.” Non sarebbe meglio spalmare tutte le varie storie di cronaca in un arco temporale maggiore a vantaggio: degli spettatori (che potrebbero capirne di più) dell’argomento (che sarebbe approfondito maggiormente) e degli ospiti (che non parlerebbero così a monosillabi ma potrebbero esprimere un concetto di senso compiuto in un lasso di tempo maggiore). E così la D’Urso la smetterebbe di discutere con qualsiasi legale, ospite delle sue trasmissioni, perché non ha il tempo necessario per concludere un concetto. Anche a vantaggio del dio auditel che potrebbe tornare a splendere sulla parte finale del Pomeriggio di Canale5. Che la D’Urso accetti il nostro consiglio?

Salvatore Petrillo

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