Presadiretta al via dal 6 gennaio, intervista esclusiva a Riccardo Iacona

By on dicembre 15, 2012
Riccardo Iacona giornalista di Presadiretta

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PRESADIRETTA è pronta a tornare con le sue inchieste giornalistiche in prima serata da domenica 6 gennaio, e nell’attesa di ripartire con lo slancio e  la passione che contraddistingue da sempre la trasmissione, Riccardo Iacona giornalista e conduttore del programma, sta girando l’Italia per presentare il suo ultimo libro “Se questi sono gli uomini” sulla tematica annosa del femminicidio. Ed è proprio in questa occasione che noi de La Nostra Tv lo abbiamo incontrato grazie all’evento organizzato dall’ Associazione Culturale Gruppo Logos di Colleferro (RM) che ha organizzato l’evento con il giornalista presso l’ Aula Consiliare del Palazzo Comunale della cittadina a pochi chilometri da Roma.

RICCARDO IACONA ha raccontato con lucidità e intima partecipazione la sua esperienza di inchiesta giornalistica riguardo la violenza sulle donne, davanti a un pubblico attento e decisamente colpito, che non ha risparmiato domande, punti di vista e recriminazioni per questa situazione che vede l’Italia in una posizione davvero preoccupante riguardo tale problematica. Gli abbiamo chiesto di questo e molto altro, in particolare del nuovo avvio di Presadiretta che, anche per questa nuova stagione, non risparmierà tematiche scabrose, riprese sempre dal punto di vista dell’obiettività e dell’onestà. Ecco quello che Riccardo Iacona ci ha raccontato di Presadiretta e del suo libro.

Partiamo dal suo libro. “La violenza sulle donne” è una tematica spesso rimasta lontana dalle decisioni della politica. Perché ha deciso di affrontare questo argomento?

La forza simbolica della donna è un argomento fortemente politico e queste donne, vere e proprie “martiri della libertà” dovrebbero avere maggiore considerazione e suscitare una presa di responsabilità da parte degli uomini e del nostro Paese. Anche perché queste morti sono assurdamente tutte uguali, fatte con lo stampino, e ci dovrebbero preoccupare tutti. Non c’entra nulla l’amore in queste storie ma la loro tragica fine ci racconta di un Paese ostile alle donne proprio quanto il Nord Africa. Una realtà completamente diversa ad esempio in Paesi come la Norvegia in cui c’è un’altra considerazione delle donne e maggiore attenzione al Welfare. Si perché loro hanno capito che una “civiltà di  babbuini” è profondamente noiosa…

Le nostre trasmissioni televisive sono piene di cronache di donne rimaste vittime di mariti o amanti. Trova giusto come viene trattato l’argomento attualmente in tv?

Queste trasmissioni hanno il compito di gettare le storie in pasto allo spettatore facendole apparire lontane da noi, senza farci preoccupare in prima persona. La  controinformazione dei programmi di cronaca, basate molto sull’emotività e poco sulla responsabilità, quasi facendole apparire come una degenerazione d’amore o storie di gelosia, sono lontane dalla realtà perché mettono in risalto il ruolo della donna in maniera sbagliata, quasi che non sia stata lei quella capace di ribellarsi all’uomo sbagliato. Queste storie fanno paura e i giornalisti di spicco dovrebbero parlare del problema ma non lo fanno, da Bruno Vespa a molti altri…

Una situazione attuale quella italiana che gioca molto sul “corpo della donna”, soprattutto in tv, non ci fa molto ben sperare ad una presa di coscienza diversa, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della donna al di fuori della famiglia…

Non dimentichiamo che il nostro Paese si è interrogato per mesi sulla farfallina di Belen, se la showgirl portasse o meno gli slip. La donna in tv è semplicemente lo specchio della considerazione pari a zero del nostro paese nei confronti della figura femminile, facente parte di un immaginario collettivo costruito.  C’è molto da fare in questo contesto.

Dopo le vicende legate a Silvio Berlusconi e alle sue esternazioni, è innegabile che la società italiana sia estremamente maschilista…

Le cose dette da Berlusconi sulle donne in altri Paesi avrebbero decretato la fine della sua carriera politica, qui invece ci si ride. Le parole di Grillo nei confronti della sua consigliera e la sua apparizione in tv paragonata al  suo punto G, avrebbero comportato la fine della sua carriera ma qui non succede così. E’ necessario fare una profonda battaglia politica in tal senso. Andare infatti continuamente dietro a Bersani e agli altri candidati alle elezioni con un cartello con su scritto: “Non dimenticatevi della legge contro il femminicidio”.

A proposito dei candidati di centrosinistra, ha suscitato qualche polemica il fatto  che le Primarie di centrosinistra abbiano avuto luogo lo scorso 25 novembre, giornata decretata dall’Onu per dire no alla violenza sulle donne, tanto che i media si sono dedicati più allo scontro politico che a porre l’accento sulla questione. Secondo lei avrebbero dovuto spostarle?

No, ma le Primarie avrebbero potuto diventare l’occasione per mettere l’accento sulla problematica ma ciò non è avvenuto. Addirittura Laura Puppato, da donna, avrebbe potuto calcare la mano sulla situazione italiana rispetto alla condizione della donna ma non lo ha fatto. Nel confronto televisivo su Sky, soltanto Nichi Vendola ha parlato del problema del femminicidio, nessun’altro ha sprecato una parola a riguardo…

Argomento, quello del femminicidio, a cui lei dedicherà anche una puntata di Presadiretta. Come verrà trattata la questione?

Ci saranno alcune storie del libro che sono state anche girate e poi stiamo facendo altri servizi che stanno girando Francesca Barzini e Sabrina Carreras. Diciamo che cercheremo di tirare fuori questo argomento dalle cronache per cercare di far capire alla gente della grande tragedia nazionale, e che queste morti hanno un forte spessore politico che chiedono un cambiamento, non solo culturale, ma anche una presa di assunzione di responsabilità da parte della politica. Si sa quello che bisogna fare nei confronti del femminicidio, lo dicono le buone pratiche dei centri antiviolenza, si tratta però di fare in modo di implementare queste pratiche, di finanziarle.

Dunque il prossimo 6 gennaio riparte Presadiretta. Quale sarà l’argomento della prima puntata?

Il 6 gennaio ripartiamo  con la prima puntata (saranno in tutto 12) e parleremo della “malapolitica” perché con le elezioni ormai alle porte per noi è importante che non si ripetano determinati errori. Parleremo del caso Penati, del caso Belsito, della Lega e poi allarghiamo a calciopoli considerato che il nostro è il secondo campionato più corrotto al mondo.

Come verranno raccontate queste storie?

Cercheremo di mettere sul piatto della bilancia le grandi questioni che chi vincerà dovrà finalmente affrontare, naturalmente con un linguaggio di verità, e dall’altra con il grande amore nei confronti di questo Paese. Noi non vogliamo fare il gioco al massacro,  sparare sulla crocerossa. Non vogliamo che l’Italia venga declassata, perché pensiamo che ci siano gli uomini e le energie per uscirne. E’ infatti fondamentale uscire dalla crisi pensando a un nuovo modello di sviluppo. Gli Italiani sono disposti a far tutto ma l’unica cosa che non sono più disposti a fare è a sentire bugie. Proprio per questo  noi cerchiamo di dare un contributo, rendendo più onesto il contenuto della campagna elettorale.

Quali altre tematiche verranno affrontate da Presadiretta nel corso di queste 12 puntate?

Parleremo di spese militari, una tematica a cui tengo tantissimo e che non si fa mai (ma la farà Presadiretta), parleremo di sanità, parleremo di tante cose e grandi tematiche che verranno raccontate con l’autorevolezza e l’importanza dell’informazione.

Appuntamento dunque il 6 gennaio in prima serata su Rai Tre con la nuova stagione di Presadiretta e le sue inchieste giornalistiche, estremamente necessarie in questo contesto, in cui l’Italia ha forte necessità di consapevolezza e buona informazione.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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