“Pubblico” chiude dopo tre mesi: tutti contro il direttore-editore Luca Telese

By on dicembre 30, 2012
luca-telese-pubblico

text-align: center”>Luca Telese: chiude il quotidiano Pubblico

Pubblico non sarà più in edicola dal primo gennaio 2013: il quotidiano fondato e diretto da Luca Telese, che ne è anche editore, sembra destinato a fallire dopo soli tre mesi di vita. Una redazione in rivolta, una guerra intestina tra l’amministratore delegato e il direttore del giornale, vendite al di sotto delle aspettative che non lasciano speranze: sono questi gli elementi di un fallimento che qualcuno dava come annunciato e che si sta trasformando in un dramma per le decine di giornalisti e collaboratori della testata. Ma facciamo un passo indietro. Il 18 dicembre scorso un comunicato della redazione annunciava una possibile “messa in liquidazione della Pubblico edizioni srl” e criticava la gestione di Telese che aveva portato in tre mesi ad una situazione finanziaria gravissima. Era seguito un appello ai lettori e la campagna Io compro pubblico“, per provare a risollevare le vendite precipitate a poco più di 7mila copie nel mese di novembre. Poi la notizia anticipata dallo stesso Telese ai giornalisti e dall’amministratore delegato Tommaso Tessarolo (che ha dato le dimisisoni il 19 dicembre) al tavolo sindacale presso la Federazione nazionale della stampa: la pubblicazione del quotidiano è sospesa.

Pubblico ha fatto il suo esordio il 18 settembre scorso su un mercato editoriale in costante crisi: nato dalla turbolenta scissione di Telese dal Fatto Quotidiano, il progetto ha mostrato subito i suoi limiti. E non per la qualità del suo modo di fare informazione, comunque interessante già solo per la presenza di penne pregevoli come quella di Lia Celi. Piuttosto è risultata evidente la debolezza di un progetto editoriale partito in quarta sull’onda dell’entusiasmo del suo direttore e  scontratosi immediatamente con i numeri del mercato. Le sorti  del giornale sono legate all’assemblea dei soci convocata per lunedì 31 dicembre, durante la quale si sceglierà l’alternativa percorribile fra la ricapitalizzazione della società e la messa in liquidazione, anche se in sostanza la chiusura del giornale appare già decisa.

 

Pubblico era partito con la sola edizione online, prima di sbarcare in edicola con il cartaceo. Chissà che non possa ripartire proprio dalla scelta di utilizzare la sola modalità di pubblicazione digitale: il tentativo di emulare il grande successo del Fatto quotidiano, che rappresenta un unicum nell’attuale scenario di crisi, ha portato Telese ad un clamoroso flop. In ballo ci sono le sorti di 30 tra giornalisti e poligrafici. La redazione di Pubblico non accetta che si dichiari la resa alle prime difficoltà e chiedono ai vertici di invertire la rotta, cercando nel mercato stesso un’alternativa alla soppressione del quotidiano: “Chiediamo ancora una volta all’amministratore delegato e al direttore-editore di tentare le strade non ancora percorse per rilanciare questa azienda – hanno fatto sapere i giornalisti con un comunicato stampa – Siamo certi che un imprenditore autenticamente illuminato e capace possa ancora salvare questo giornale che, nonostante una gestione del tutto inadeguata e costellata da scelte imprenditoriali sbagliate, ha saputo trovare il suo spazio in un mercato complesso e in crisi e prova ogni giorno a offrire ai lettori un’informazione alternativa di qualità. Poi la critica feroce alla gestione dell’intero progetto: “Che un’azienda possa iniziare e finire il suo ciclo vitale in tre mesi è impensabile. Che la stessa azienda non abbia, in un lasso di tempo così breve, nemmeno la liquidità per pagare a tutti i suoi lavoratori le spettanze maturate è francamente inaccettabile”.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. mogol_gr

    dicembre 31, 2012 at 05:44

    Pubblic(a)o comunque sempre In Onda é il limite della Tele(se)visione e la gloria del Tele(se)comando. (Incerto il web dopo le “primavere”).

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *