Sanremo 2013, Mogol contro Fazio: “ha prevalso la popolarità più che la qualità”

By on dicembre 14, 2012
fazio mogol

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FESTIVAL DI SANREMO 2013, MOGOL CONTESTA LE SCELTE DI FABIO FAZIO – Solo ieri pomeriggio sono stati annunciati i nomi dei 14 artisti che parteciperanno alla prossima edizione del Festival di Sanremo e già sono pronte le critiche da ogni parte d’Italia. Chi sbuffa sul repentino passaggio da vincitrice di X Factor al palco dell’Ariston di Chiara Galiazzo, chi sbotta contro il curriculum musicale fortemente partenopeo di Maria Nazionale (argomento caldo ieri su Twitter), chi invece guidica la scelta degli artisti una voglia di visibilità più che di qualità.

Proprio in quest’ultimo caso, a lancare il sasso della discordia è stato proprio il grande paroliere Mogol che è stato doppiamente scartato dal Sanremo 2013 visto che aveva realizzato i testi dei nuovi brani di Bobby Solo e i Tazenda, testi presentati alle selezioni ma mai confermati nel cast della kermesse. Queste le sue parole rilasciate ad AdnKronos:

A prima vista, ha prevalso la popolarià più che la qualità. Ovviamente mi riservo di dare un giudizio definitivo dopo aver ascoltato i brani in gara… Ma sembra una selezione più o meno in linea con quelle viste negli scorsi anni a Sanremo: tanti ragazzi provenienti dai talent e pochi veri grandi artisti… Ripeto, francamente non azzardo giudizi prima di avere sentito la qualità media del Festival 2013… Non so nemmeno da chi fosse composta la commissione selezionatrice di quest’anno.

Obiezioni legittime oppure è una semplice “rosicata” come l’hanno definita alcune testate giornalistiche online? Per giudicare al meglio le sue affermazioni vi ricordiamo che, in via del tutto definitiva, i partecipanti in gara al Festival di Sanremo 2013 sono: Almamegretta, Annalisa Scarrone, Chiara Galiazzo, Daniele Silvestri, Elio e le Storie Tese, Malika Ayane, Maria Nazionale, Marco Mengoni, marta sui Tubi, Max Gazzè, Marta sui Tubi, Raphael Gualazzi, Simone Cristicci e il duo Simona Molinari con Peter Cincotti. A questo link, troverete i nomi di tutti i brani in gara che quest’anno saranno due per artista.

Gioventù significa poca qualità musicale?

About Gigi

Gigi, classe 1989, pugliese doc. Figlio della generazione 2.0 e appassionato di Social Media, coltiva moltissimi hobby: il video editing, la recitazione, bloggare online, cimentarsi nella fotografia e nel web-design.

One Comment

  1. Rossella

    dicembre 14, 2012 at 15:29

    Ma che rosicata? Comprendo lo sfogo di un paroliere. Il Festival di Sanremo è sempre stata la manifestazione canora finalizzata a rendere omaggio alla canzone italiana. La canzone è femminile singolare. Questo non significa una canzone in particolare. Io ho lo stesso sentore di Mogol. Mi auguro che questo non si riveli il festival di “una” canzone ma della canzone dei fiori dell’Italia unita. Per me il Festival è Baudo: nessuno me lo toglie dalla testa! Perché quando il Pippo nazionale si apprestava a salire sul palco dell’Ariston non pensava alla gara ma all’evento che allora si chiamava “festa”. Nessuno ha mai compreso le sue scelte: prima fra tutte quella di selezionare artisti che in quel momento non erano particolarmente in voga. Baudo è un artista e conosce bene la differenza tra Sanremo e il Festival bar. Lui era il gran cerimoniere in una televisione in cui l’evento era un’opera d’arte per l’arte. A quei tempi il salotto dei salotti era il Parioli. Baudo e Costanzo sono stati grandi padroni di casa: nel senso che facevano gli onori di casa pensando all’Italia. Avevano una mentalità internazionale e ci hanno insegnato che la provincia e il provincialismo sono due cose diverse. Il salotto di Costanzo era lo specchio della nostra democrazia. Non ho mai capito se lui nutrisse simpatia per qualcuno dei suoi ospiti. So solo che tutto si articolava tra il serio e il faceto e che anche chi sedeva nel pubblico era dei loro oltre che ad essere dei nostri: gite scolastiche, Feder casalinghe, turisti a Roma “dirottati” per due puntate al Parioli. Siparietti estemporanei che fotografavano il momento: questa è cronaca! La cronaca è una passione che per alcuni era un dovere: vedi Montanelli e Biagi! Altri tempi. E pensare che io rimanevo incantata davanti a Il Fatto. Lo guardavo e non capivo cosa avesse da generare tante polemiche. Mi sembrava pacato e chiaro! Capite? Che dire? Il futuro di Biagi per me si chiamava Bice Biagi. Il futuro è sempre rosa e i grandi giornalisti si sono sempre mossi anche in questa direzione. La cronaca rosa dovrebbe recuperare la sua nobiltà. Mi piacerebbe che lo spazio dopo il TG andasse ad una coppia inedita: Maurizio Costanzo- Bice Biagi che leggono la posta degli italiani in compagnia di politici, filosofi, calciatori e veline. Tornado al festival di Baudo, sarei sciocca a pensare che quella liturgia riproposta nell’Italia di oggi potrebbe avere la benché minima chance. Sono cambiate tante cose. Forse l’unico modo per recuperare il senso del festival potrebbe essere quello di pensare alla mentalità del pubblico che troppo spesso ragiona per categorie e anche davanti all’evidenza si ostina a dividere la scena artistica in ex talent e talenti. Fazio – De Filippi alla conduzione sarebbe l’ideale!

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