Silvio Berluconi ospite di Uno Mattina. Il resoconto dell’intervista di oggi

By on dicembre 27, 2012
foto di silvio berlusconi

text-align: justify”>foto di silvio berlusconiCONTINUA IL “PELLEGRINAGGIO” DI SILVIO BERLUSCONI, CHE FRESCO DI RICANDIDATURA, CERCA DI RACCATTARE VOTI, PRESENZIANDO NELLE VARIE TRASMISSIONI TELEVISIVE. Dopo lo scontro di domenica scorsa nell’Arena di Massimo Giletti, oggi Berlusconi ha pensato bene di dare la sveglia agli italiani ad Uno Mattina, ospite del conduttore/giornalista Franco di Mare. L’intervista è andata avanti in maniera tranquilla senza troppi colpi di scena. È stata l’occasione per Berlusconi per ribadire le sue idee e i suoi pensieri che continua ininterrottamente a ripetere nelle varie trasmissioni dal 16 dicembre quando fu ospite, in casa sua, di Barbara d’Urso. Ancora una volta si schiera completamente contro la politica economica di Monti, di stampo germanocentrica, che secondo lui è stata una pessima scelta per l’Italia. Ribadisce che durante il suo ultimo mandato ha eliminato alcuni sprechi, tra questi ha ridotto del 20% lo stipendio dei parlamentari e diminuito le auto blu. Continua a sottolineare la sua volontà di cambiare la Costituzione italiana per rendere il nostro paese un paese più snello e maggiormente governabile. “In Italia chi governa ha le mani legate perché non può cambiare un ministro, non può utilizzare lo strumento del decreto legge, ma ha come unica possibilità il disegno di legge” sottolinea il Presidente.

Invita a concentrare i voti a destra o a sinistra, sui grandi partiti di questi due schieramenti e a non votare i piccoli partiti, che secondo lui non agiscono mai per interesse generale ma per i loro singoli tornaconti a seconda dei leader che li rappresentano.  Alla domanda: “Monti si o no?”  dice di non aver mai appoggiato le scelte fatte in questo anno dal governo Monti. Berlusconi torna ad usare il termine congiura nei suoi confronti, per costringerlo alle dimissioni. “Fini improvvisamente ha lasciato il partito con maggioranza relativa, altri parlamentari sono passati all’opposizione. La nostra maggioranza in questo modo è stata messa in discussione e ho pensato allora di dimettermi. La congiura è stata anche da parte della Germania che ha messo sul mercato tutti i nostri titoli in suo possesso.”  Eroicamente ha pensato di lasciare la guida del paese per amor di patria. Sottolinea che nonostante tutto quello che i suoi detrattori gli imputano nel rapporto con il gentil sesso, lui ama le donne perché sono più coraggiose, più brave e precise degli uomini. Con la sua ricandidatura il PDL in questi ultimi quindici giorni ha guadagnato molti punti tanto che sono tantissimi gli attestati di stima che quotidianamente gli arrivano. Se Di Mare gli fa notare che invece sono molti quelli che non hanno gradito la sua ridiscesa in campo, lui risponde che questa è una falsità.

Solidi i suoi rapporti con la Lega nonostante Maroni non è tra quelli che appoggerebbe il governo Berlusconi.  Secondo lui l’unico ostacolo in questo rapporto è rappresentato da Gabriele Albertini, che è stato sindaco di Milano per dieci anni e parlamentare europeo con i voti del PDL, ma che ora per sue aspirazioni personali si è candidato da solo alla presidenza della regione Lombardia. Con Bossi avrà una cena a breve per ridiscutere su questo rapporto e ha una grande stima per l’uomo politico che è. Ribadisce che secondo lui Lega e PDL devono correre insieme per la guida del Paese e in caso di vittoria il vicepremier sarà un leghista. Accetta il confronto con Bersani, nonostante in altre occasioni non lo abbia voluto con altri esponenti di sinistra (Rutelli, Veltroni). Berlusconi non teme né Monti né Bersani. È sicuro che “se Monti decidesse di scendere in campo diventerebbe un qualsiasi protagonista della politica italiana. Mentre Bersani lo ritiengo ancora troppo ancorato al vecchio partito comunista italiano, partito che non esiste più in tutto il resto del mondo ma rimane in vita solo nel nostro Paese. Avrei preferito Renzi perché manifestava delle idee liberistiche e social democratiche. Resto l’unico baluardo nei confronti della sinistra italiana.” Invita gli italiani ad andare a votare ed è molto sicuro che i giornali, o almeno la maggior parte di essi, fanno disinformazione mentre con la televisione può arrivare direttamente nelle case degli italiani e spiegare i suoi punti di vista, senza intermediari. Utilizza i nuovi mezzi di comunicazione, come fanno molti altri leader di altri partiti, (“ho postato gli auguri di Natale sulle nuove tecnologie di comunicazione”) ma la tv resta il mezzo prediletto.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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