Silvio Berlusconi attacca La7: “Dalla mattina alla sera trasmissioni contro di me”

By on dicembre 20, 2012

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Silvio Berlusconi conferma a più riprese, se a qualcuno non fosse ancora chiara, l’intenzione di fare un uso massiccio della tv in questa atipica campagna elettorale d’inverno. La quinta intervista (o sarebbe meglio dire il quinto monologo) in cinque giorni consecutivi stavolta è andato in onda in modalità FM: ospite di Radio Anch’io, l’ex premier ha lanciato bordate a destra e a sinistra (soprattutto a sinistra) e non ha perso occasione per ribadire la necessità del suo ritorno in campo. Poi però è andato decisamente oltre e si è addentrato nello spinosissimo terreno della tv. Bisogna dirlo: tutti i politici che negli ultimi giorni si sono scandalizzati per l’invasione mediatica del Cavaliere hanno inscenato l’ennesimo straordinario esercizio di ipocrisia. Spesso coloro che lamentano l’onnipresenza di Berlusconi in tv sono gli stessi che negli anni hanno sempre snobbato il tema del conflitto di interessi, che hanno ritenuto di non varare una legge seria per impedire lo scempio di un presidente del Consiglio che in virtù della sua condizione personale e politica detiene la proprietà di tre reti televisive generaliste e ne controlla altre tre, quelle della televisione di Stato attraverso la lottizzazione delle poltrone. Un caso unico al mondo, che insieme alla strutturale dipendenza della stampa dai gruppi di potere economici e dai partiti politici ci fa sprofondare in tutte le classifiche sulla libertà di espressione. Quello stesso conflitto di interessi che oggi tutti sembrano riscoprire in maniera critica perchè Berlusconi si pavoneggia per un’ora e mezza in una cosiddetta intervista su una rete tv di sua proprietà, ma che nessuno, da sinistra e tantomeno da destra, ha mai voluto affrontare con l’unico strumento a disposizione per ristabilire la normalità: la legge.

Ci ha pensato lui, Silvio Berlusconi, ha ribadire che il conflitto d’interessi non esiste, che  è “un disco rotto, lo confermano le uscite di Bersani”. Poi eccolo partire all’attacco dell’unica tv che ancora mostra un minimo di spirito critico bipartisan: La7, il terzopolo televisivo affossato sin dalla nascita perchè pericoloso per la sopravvivenza del sistema ben cristallizzato del duopolio Raiset.

Silvio Berlusconi non cambia strategia: le sue tv non rappresentano un problema perchè non attaccano gli avversari. Le altre, invece sono macchine da guerra ben congeniate per partire all’attacco contro di lui. “Nessuna delle mie televisioni va contro la sinistra, mentre alla Rai c’è un canale a favore della sinistra (Rai3, ndr) e La7, dalla mattina alla sera, fa trasmissioni contro di noi. La sinistra fa sempre disinformazione, ma le persone perbene non cadono nel tranello“. Sarà l’età, e quindi la memoria ormai andata, o sarà l’innata propensione a mentire (Indro Montanelli scrisse di lui: “E’ il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne“), ma Berlusconi quando parla di tv omette particolari fondamentali. Come il suo controllo spasmodico perpetrato negli anni sui vertici Rai affinchè chiudessero programmi sgraditi (il famoso editto bulgaro o l’inchiesta di Trani ne sono esempi) o la totale desertificazione di Mediaset, dove le voci critiche sono praticamente sparite con la cacciata di Enrico Mentana, ora volto-simbolo dell’informazione di La7. Sulle implicazioni democratiche che il controllo della televisione può generare non si scherza, ma al Cavaliere non importa, la sua strategia andrà avanti ad oltranza.

Silvio Berlusconi avverte: nessuno si lamenti del suo presenzialismo, visto che anche il Pd con le sue primarie ha monopolizzato le televisioni a reti unificate. “Gli uomini della sinistra hanno cominciato ad inveire perché anche io vado in tv. Questa sinistra non cambia mai, usa sempre l’arma della disinformazione. C’è stata un’alluvione della Sinistra in tv con la scusa delle primarie. I sondaggi fanno registrare un aumento di quattro punti mi basta poter riparlare con gli elettori che ci diedero il 40% nel 2008“. Poi auspica un “faccia a faccia” in tv “con Bersani o con Monti sono il primo a chiederlo. Se fatto con le regole giuste, credo sia una cosa molto positiva per far capire cosa vuole ciascuno di questi contendenti. Spero di poterne fare più di uno. Non ho nessuna difficoltà. Sono assolutamente a disposizione“. Le televisioni pure, soprattutto se quelle di famiglia.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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