Silvio Berlusconi torna da Vespa e va all’attacco contro l’intervento di Benigni

By on dicembre 19, 2012
Berlusconi da Bruno Vespa

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Un Berlusconi che impazza ad ogni tasto del telecomando, poteva certo mancare sul canale principale dal suo vecchio amico Vespone? Ma certo che no, ed ecco che nella serata di ieri lo storico maggiordomo gli riapre la porta per farlo accomodare sulla comoda poltroncina bianca. Si mostra come sempre rilassato e sicuro di se, schiena dritta, sguardo fiero sostenuto da micro fili invisibili, fronte levigata  ed un aspetto quasi imbalsamato, e finché resta immobile così senza dire una parola ci va anche bene. Comincia però ad aprire bocca, continuando con la sua mediatica campagna elettorale avviata nel salotto domenicale della D’Urso, ed a quel punto risulta evidente come non è solo il suo aspetto ad essere fermo indietro nel tempo, ma anche le sue parole. Ricomincia con la storia sull’abolizione dell’IMU così come fece con l’ICI, un attacco qua e la alla magistratura, una delega per ogni colpa dei suoi insuccessi alla sinistra e ai piccoli partiti ed una lamentela su come l’Italia sia un paese ingovernabile, dimenticando che nell’ultimo decennio ha praticamente governato lui ininterrottamente e non ha fatto nulla per cambiare. Insomma, nulla di nuovo, solite parole e carisma svenduto al vento. Ci ha tenuto, però, a precisare una cosa (per lui) nuova e molto importante, ha tanti consensi da riprendere e  123 ore in tv da recuperare. E non ha intenzione di rinunciare nemmeno ad una. 

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Ovviamente le ore a cui si riferisce sono quelle concesse dalle emittenti televisive per le primarie del PD, fatto storico per l’Italia, che per la prima volta sono finite anche sulla rete satellitare. Probabilmente sarebbero spettate anche al suo partito nel caso in cui avesse dato ascolto ad Alfano, ma, come anche alla corte di Vespa ha ribadito, quando scende in campo il fondatore non ha senso fare le primarie, segno che il suo ego è rimasto ai livelli di un anno fa. Arriva poi a discutere il cavallo di battaglia che porta avanti dai tempi in cui prendeva ancora il 2%, l’esigenza che sente di cambiare la Costituzione, la stessa definita da Benigni comeLa più bella del mondo. Prende a pretesto per avviare la discussione proprio l’intervento del comico, che la sera prima ha raccolto sulla stessa rete oltre 12 milioni di telespettatori curiosi ed interessati su come Roberto interpretasse il testo.

Silvio Berlusconi era intento ad illustrare (sempre a proposito delle ore, a suo dire, “da recuperare” e della par condicio) come in Italia sia difficile far campagna elettorale liberamente, quando Vespa gli fa presente come negli altri Stati i candidati alla presidenza non siano proprietari di emittenti Tv. Praticamente, con questo appunto, il presentatore ha offerto al Cavaliere la risposta sul piatto d’argento, e infatti immediatamente si scaglia all’attacco contro la Tv di Stato, puntando il dito direttamente contro l’evento della sera prima. Sottolinea come il comico toscano, il cui orientamento politico è chiaro a tutti, abbia fatto facile satira e politica spicciola andando direttamente contro di lui e contro il suo partito, cosa che invece, a parere di Berlusconi, non è mai accaduta sulle reti di sua proprietà in tutta la storia di Mediaset.

Non che il Cavaliere abbia torto del tutto, di certo la prima ora di messa in onda della serata non ha brillato in originalità negli argomenti, e alcune battute fatte da Benigni sapevano di già sentite o erano state proposte proprio da un programma di punta, Stirscia la Notizia, della quinta rete italiana appartenente al suo gruppo televisivo. L’ex premier ha sottolineato come sulle sue reti mai sia stata fatta campagna contro la sinistra o altri gruppi politici, invitando quanti fanno televisione e promuovono questo tipo di eventi a prendere esempio da lui, che ha garantito negli anni pari condizioni e pluralismo politico. In parte, questo è assolutamente vero, non si è mai sentito parlar male degli altri sulle reti Mediaset, e fondatore del PDL, abile com’è nell’usare le parole, è stato ben attento a cosa diceva per non cadere in contraddizione. Ha infatti parlato di qualcuno che va contro qualcosa, non di chi va a favore di qualcuno, perché se si sposta il punto di vista verso questa posizione diventa evidente come questo sia sistematicamente accaduto, sia sulle sue reti che sulle reti nazionali quando a capo del governo c’era lui. Emilio Fede e Augusto Minzolini sono solo due esempi lampanti del “pluralismo da lui garantito”, il primo per le reti private, il secondo per quelle pubbliche.

Ascoltando alcune parole dette dai due però, ci si accorge come su qualcosa il comico ed il politico siano d’accordo, anche se con principi ed intenzioni diverse. Durante “La più bella del mondo”, infatti, Benigni, parlando in generale del testo della costituzione, ha messo subito i paletti difronte ad una possibile modifica della prima parte del testo, un intoccabile capolavoro che lo “manda al manicomio”, ma ha espresso come anche lui, esattamente come il Berlusca, non chiuda la mente ad eventuali modifiche delle seconde parti del testo, purché nell’interesse dello Stato e del Cittadino. Chiaramente le intenzioni dell’uno non sono le stesse dell’altro, e ciò che uno intende in una maniera l’altro lo interpreta in maniera diversa, ma il principio espresso dai due durante i loro ultimi interventi televisivi può essere inteso ed incanalato verso un’unica destinazione, nella voglia di dare dinamismo alla nostra Nazione, ripartendo anche dalla Costituzione.

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

2 Comments

  1. Elios

    dicembre 20, 2012 at 20:59

    “Questo è assolutamente vero, non si è mai sentito parlar male degli altri sulle reti Mediaset, e fondatore del PDL, abile com’è nell’usare le parole, è stato ben attento a cosa diceva per non cadere in contraddizione”

    Ho letto bene??? Non solo i tg, quasi tutti i più popolari programmi Mediaset (a parte Bonolis con Avanti un altro, De Filippi e Gerry Scotti) sono schierati tematicamente prima che a livello di partito, con Berlusconi. Le campagne contro il Pd, omosessuali, stranieri, Di Pietro, la Cgil, persino Fini dopo il distacco dal Pdl, contro i movimenti della società civile e i lavoratori dipinti sempre nel novero dei peggiori pregiudizi e generalizzazioni come vandali, violenti, mantenuti. Forse non sarai esperto di politica, ma non serve questo per notare la faziosità delle sue tv.

  2. VitoTricarico

    dicembre 20, 2012 at 23:21

    “Ha infatti parlato di qualcuno che va contro qualcosa, non di chi va a favore di qualcuno, perché se si sposta il punto di vista verso questa posizione diventa evidente come questo sia sistematicamente accaduto, sia sulle sue reti che sulle reti nazionali quando a capo del governo c’era lui.”

    Volevo intendere proprio quello che hai detto tu, alterano il modo di dire le cose per schierarsi dalla parte di Berlusconi, senza fare attacchi incisivi e diretti contro gli altri ma assecondando e condividendo in pieno ogni cavolata detta da lui. Forse non sono stato molto chiaro 😉

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