Uomini e Donne:Tara Gabrieletto “Vittoria corteggiava Cristian e la redazione lo sapeva!”

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Tara e Cristian contro Vittoria

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E’ passata ormai più di una settimana dalla registrazione di Uomini e Donne in cui Vittoria Attisani ha deciso di andare nello studio del programma per ritrattare la sua testimonianza e parlare a favore di Paula che aveva accusato Cristian di averla corteggiata e di aver trascorso con lei una notte in albergo. Tara però non ha creduto alle parole della Attisani e del suo fidanzato Fabio e ha deciso di dare fiducia al ragazzo che ama e con cui convive da sette mesi. Nell’ultima puntata del Trono Blu infatti la coppia si è mostrata più unita che mai mentre si dedicava agli addobbi di Natale e visitava alcuni mercatini di Natale. La situazione però non appariva del tutto chiara e per questo Tara ha deciso di puntualizzare ancora una volta, attraverso Facebook, la sua posizione rivolgendo anche un attacco implicito alla redazione di Uomini e Donne che sapeva ma non ha detto. Di cosa stiamo parlando? Lo scoprirete dopo il salto.

Tara ha scritto ai suoi sostenitori: “Per togliere un dubbio.. sia io che Cristian sapevamo bene che Vittoria era venuta a corteggiare Cristian a settembre ma, non calcolandola, Vittoria si era buttata su Francesco che anche lui di conseguenza non l’ha calcolata. La redazione lo sapeva perché io stessa, insieme a Cristian, ho detto questa cosa. Quindi a buon intenditore poche parole: non diamo più adito a quelle.” Come mai, se la Attisani è stata una corteggiatrice di Galella, nessuno nella redazione che è sempre puntualissima ha sottolineato il fatto? Che ci fosse bisogno di un miglioramento dei dati auditel? Se così fosse Maria De Filippi ed il suo staff sono riusciti nel loro intento infatti nell’ultima settimana gli ascolti del Trono Blu sono saliti. Cosa pensate di questa situazione? Credete ancora al tradimento?

About Eleonora Sospetti

Nata nel 1994 ad Ascoli Piceno, studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bologna.
Articolo aggiornato il

One Comment

  1. Rossella

    dicembre 9, 2012 at 11:54

    Sono saliti perché il pubblico ha bisogno di tornare alla commedia all’italiana! Alle volte mi rendo conto di esprimere pareri discordati in merito al tronista. Chissà perché mi sono formata un’idea tanto “ibrida”. Adesso obiettivamente mi dice poco: sarebbe meglio che non mi dicesse niente a dire il vero. Nei primi tronisti mi sembrava di ritrovare il Celentano di Innamorato pazzo, del Bisbetico domato e di tutti quei film che il “molleggiato” ha realizzato con Ornella Muti. Per me il tronista non rappresentava un modello negativo. Anzi… A me sembra che ad un certo punto il trono si sia svuotato del suo significato più profondo… è rimasto l’involucro e non c’è niente di meno edificante delle sterili apparenze; ad un certo punto tutti si potevano identificare nel tronista e quando guardavo le puntate non distinguevo più i tronisti dai corteggiatori. Mi sembrava tutto molto commerciale. Il tronista dovrebbe essere inimitabile perché rappresenta il paradosso che ci rende unici e permette all’altro di amarci perché siamo noi. Non si può creare dei modelli sulla base del paradosso: mica vogliamo una società paradossale? Ci vuole un tronista antipatico che ci possa ricordare a tinte forti che non possiamo essere simpatici a tutti. Però gli aspetti spigolosi del suo carattere devono rimanere suoi perché chi guarda dall’esterno deve osservare quanto la presunzione ci renda buffi; non deve pensare che il tronista sia il prepotente che guadagna consensi. Infatti ai tempi nessuno s’identificava in Karim eppure lo seguivamo perché inconsciamente ciascuno porta dentro un’idea “pazza” dell’innamoramento. Come il trono di Tina: ti sbellicavi dalle risate! Una rappresentazione comica dell’incontro che adesso ci aiuterebbe ad uscire da questo labirinto dove l’amore rischia di essere confuso con la cronaca nera e con tutte le passioni tristi a cui ci stiamo abituando. Di riflesso l’amore diventa una costruzione razionale dell’individuo con tutte le conseguenze che derivano dal fare calcoli. Dovrebbero dare un premio ad attrici come la Muti o la Fenech che non hanno avuto paura di legarsi a vita a quei ruoli che gli ha assegnato la commedia all’italiana, ruoli tanto poetici da apparire troppo banali per la nostra cultura che ha perso il senso della privacy e traveste d’intimità quello che è fin troppo pubblico e formale. Per spiegare gli ultimi anni della storia del nostro Paese basterebbe uno studio sulla doccia in televisione! Con il tempo sarebbe meglio tornare ad Uomini e Donne senza trono: se è tanto difficile trovare gente antipatica, doc, allora è meglio glissare!

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