Allarme rosso a Raiuno: flop per l’intrattenimento dell’azienda pubblica

By on gennaio 28, 2013
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text-align: justify”>foto del logo di raiunoGLI SHOW DI RAIUNO IN FORTE CRISI. Gli unici programmi in onda in questo inizio di stagione, sulla rete ammiraglia Rai sono dei flop. Riusciranno i nostri eroi, lo show del venerdì sera con Max Giusti è crollato miseramente negli ascolti già alla terza puntata, l’altro show del sabato sera I migliori anni ha subito un calo all’alba della seconda puntata, destinato ad aumentare in vista delle fasi finali del colosso di Italia’s got talent. Cosa succede a Rai1? Non è più in grado di fare intrattenimento? Andiamo per ordine: lo show del venerdì sera doveva riportare in auge il classico varietà rivisto e corretto per il 2013. L’ultimo show nel vero senso del termine, risaliva all’evento di Fiorello targato 2011: Il più grande spettacolo dopo il weekend. La necessità di tornare a quel genere, che tanto ha reso negli anni passati, è sicuramente reale, se declinato nel verso giusto. Il problema nel format è stato la scelta del cast. Max Giusti non è un buon protagonista e le due vallette-conduttrici troppo poco avvezze al mezzo televisivo. Se show doveva essere: personaggi più consoni al contesto. Pieraccioni, Antonacci scalpitano da anni per avere una propria prima serata e forse avrebbe avuto più senso offrire questa grande opportunità a loro.

Capitolo I migliori anni: lo show nostalgia di Conti la cui ultima edizione nell’autunno del 2011 non era andata così bene, doveva fermarsi un turno per tornare nel 2014 in una nuova versione. Per mancanza di idee il neo direttore Giancarlo Leone ha chiesto a Carlo di tornare già nel 2013 per colmare il posto lasciato vacante da Ballando con le stelle, che dovrebbe partire a settembre prossimo. Se prendessimo in considerazione i dati d’ascolto, la scelta di mandare in onda Conti piuttosto che la Carlucci si rivela già fallimentare. Ballando l’anno scorso aveva ottenuto più ascolti de I migliori anni con la stessa controprogrammazione. Ammirevoli gli sforzi degli autori di modificare il format con l’innesto della gara tra cantanti in stile Canzonissima. Nonostante tutto, gli ascolti però stentano ad arrivare. Tenerlo in panchina un anno e farlo ritornare nel 2014 avrebbe riportato la trasmissione ai fasti delle prime edizioni.

Se andiamo a verificare i dati di ascolto dell’anno appena passato, notiamo che la Rai è ai vertici di tutte le classifiche di ascolti per i settori attualità, inchieste e dibattiti, cultura, film d’animazione e cartoni animati, eventi sportivi e fiction, dove i primi cinque posti sono occupati da idee della tv pubblica. Discorso a parte riguarda il settore dell’ intrattenimento, dove possiamo notare che nei primi cinque posti due sono trasmissioni Rai e tre Mediaset: 1: Serata finale 62? edizione Festival di Sanremo, 2: La più bella del mondo, 3: Rock economy, 4: Striscia la notizia, 5: Italia’s got talent. La Rai resta leader nella realizzazione di eventi ma non riesce più a mettere a punto intrattenimento di successo a lunga serialità. A vantaggio di Mediaset che con Italia’s got talent, Striscia e l’evento di Celentano (anche questo strappato  all’azienda pubblica) acquista sempre più credibilità nella realizzazione di varietà. In Rai c’è bisogno di studiare a format nuovi, e di non farsi scappare possibili format di successo. L’unica regola che non dovrebbe mai valere è quella di far lavorare persone solo perché si devono far lavorare. Ci auguriamo che il nuovo The Voice inauguri una stagione di successi per mamma Rai, affinché l’intrattenimento torni ad essere appannaggio dell’azienda pubblica.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

2 Comments

  1. Rossella

    gennaio 28, 2013 at 21:00

    Se fossi il direttore generale della Rai mi farei delle domande. E’ chiaro che nell’epoca dei grandi eventi mediatici, dei social network, dei reality e dei talent show non si può pensare di mandare in onda uno spettacolo senza tener conto del fatto che la cultura del fans club ormai la fa da padrone su tutti i fronti. Infondo la gente invia sms per portare i propri beniamini in fondo al gioco, qualunque esso sia: non si tratta solo di giovanissimi, almeno credo! E’ un trend di cui si deve prendere atto per cercare di creare spettacoli di qualità in cui far confluire volti amati da un pubblico eterogeneo. Ad esempio IGT è fortissimo in questo senso.

  2. hopkins75

    gennaio 28, 2013 at 22:07

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