Berlusconi al Tg3, tra Balotelli e Monti: “Uno fece piangere i tedeschi, l’altro gli italiani”

By on gennaio 30, 2013
Il Cavaliere attacca Monti al Tg3

Silvio Berlusconi “difende” il neo-acquisto Balotelli per attaccare Monti. Ospite del Tg3 delle 19 condotto da Bianca Berlinguer, il Cavaliere non ha esitato ad usare l’arma dell’ironia per colpire ancora una volta uno dei suoi rivali nella lotta per la premiership nazionale: “Ci sono due Mario, uno che ha fatto piangere segnando due gol i tedeschi e l’altro che ha fatto piangere gli italiani con l’Imu e il redditometro”.  Nel corso dell’ intervista negli studi del telegiornale della terza rete, il leader del centro-destra ha riproposto con forza i suoi principali cavalli di battaglia del momento, primo tra tutti il proposito di governare senza l’ingerenza dei “piccoli partiti e di alleati rissosi, come gli ex compagni di governo Fini e Casini.

Berlusconi, in un colpo solo, esalta così Balotelli facendone un simbolo dell’orgoglio anti-tedesco e rifila una sonora stoccata all’uscente inquilino di Palazzo Chigi, con una metafora tra calcio e politica che non contribuirà sicuramente a stemperare il clima coi teutonici da un lato e con Monti dall’altro. Tutto calcolato, probabilmente, anche perchè la battuta in questione è arrivata proprio in chiusura dell’intervento, quando solitamente si privilegia il messaggio-chiave da lasciare impresso nella memoria dei telespettatori.

Tra Berlusconi e Balotelli la luna di miele è appena cominciata, ma guai a pensare che prima ci fosse stata ostilità tra i due o peggio ancora che l’operazione di mercato sia stata dettata anche lontanamente da un tornaconto politico: “Non lo consideravo una mela marcia e la campagna elettorale non c’entra nulla in tutto questo” ha rassicurato ai microfoni del Tg3 il candidato premier in qualità di presidente del Milan, dopo una domanda ah hoc del direttore della notiziario. Battute a parte, sembra chiara la strategia del numero uno del Pdl, deciso a scaricare sul precedente governo la responsabilità di provvedimenti impopolari e “pesanti” come la reintroduzione (o meglio, l’ampliamento) dell’odiata tassa sulla casa e l’imposizione di un meccanismo più stringente di controllo del reddito dei cittadini.

A poche settimane dall’apertura delle urne, le distanze tra i due maggiori schieramenti accreditati per il futuro governo del Paese rimangono più o meno inalterate, ma la rincorsa al voto degli “indecisi” prosegue senza soluzione di continuità, costringendo i vari competitors ad un progressivo innalzamento dei toni, per la gioia delle rispettive “tifoserie”, ricompattate dall’aspra lotta per la riconquista dell’elettorato sempre più “disamorato” della politica. La posta in palio il 24 e 25 Febbraio prossimi è altissima e non solo per Berlusconi: come già accaduto in passato, potrebbero essere poche migliaia di voti a spostare gli equilibri politici nazionali in un senso o nell’altro.

About Marco Franco

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2 Comments

  1. Rossella

    gennaio 31, 2013 at 15:22

    E’ singolare vedere come, a fronte di una rosa tanto ampia di candidati, il Cavaliere – di fatto – riesce puntualmente a catalizzare sulla sua persona l’attenzione dei media e della gente; lo fa anche – e soprattutto- attraverso una semplice battuta. Guardando la politica dall’esterno non posso che rimanere incantata davanti al suo stile che rimane “suo” per originalità e carattere. Chiunque volesse provare ad imitarlo finirebbe per apparire goffo e incoerente perché è difficile emulare la personalità degli altri: conviene investire sulla propria! Certamente per potersi permettere una tale ironia deve poter contare su una formazione di tutto rispetto. Sono certa che il professor Monti avrà accolto questa ennesima battuta con una grassa risata. Un’ironia, quella del Cavaliere, talvolta strabordante ma comunque mai finalizzata all’offesa per l’offesa. Anche quando parla di piccoli protagonisti e crea neologismi colorati alla fine rimane un punto di riferimento nella scena politica e si dimostra capace di stemperare tensioni e antagonismi. Alla luce dei miei 28 anni – guardando al Cavaliere- mi rendo conto che tutto quello che riusciamo ad assimilare nella vita diventa edificante per noi stessi nella misura in cui non rimane un valore aggiunto alla nostra personalità. Il Cavaliere è un uomo che nell’arco di una vita si è speso in tanti settori e la trasversalità del suo successo è la prova del fatto che il vincitore non è solo e che i mezzi che abbiamo a disposizione – pochi o tanti che siano – non sono un vantaggio sugli altri ma una risorsa che ci avvantaggia nelle relazioni pubbliche e ci aiuta ad uscire dalla concezione di ambiente sociale per aprirci all’idea di società.

  2. Marco

    gennaio 31, 2013 at 16:29

    Grazie per il contributo, Rossella! Come spesso accade ai protagonisti della vita politica, una battuta può attirare simpatie o antipatie, ma in questo ed in altri casi serve a catalizzare l’attenzione generale indirizzando il dibattito pubblico verso argomenti “popolari”. Rimane la curiosità sugli effetti “elettorali” (tutti da dimostrare, ovviamente) dell’affare Balotelli…

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