Berlusconi da Santoro, la sfida di Servizio Pubblico in diretta streaming

By on gennaio 10, 2013
Berlusconi sfida Santoro

text-align: justify”>Berlusconi sfida SantoroBerlusconi contro Santoro: l’ora del tanto atteso braccio di ferro televisivo è finalmente scoccata. La diretta streaming su LaNostraTv non poteva mancare, ma dal Fatto Quotidiano fino ai principali blog e siti web è un rincorrersi di “focus live” sull’evento clou di questo scorcio iniziale di campagna elettorale per le Politiche del 2013. Il leader del centro-destra prosegue con abnegazione la personale maratona tv, confidando nella difficile (ma non impossibile, assicurano gli spin doctors del Pdl) operazione-rimonta sugli avversari di sempre, al momento staccati di oltre 10 punti percentuali secondo gran parte degli istituti demoscopici.

Berlusconi e Santoro non si confrontavano sul ring televisivo da ben 18 anni, quando l’allora neofita della politica accettò l’invito del giornalista campano per partecipare a Tempo Reale su Rai Tre: da allora solo schermaglie a distanza e tentativi (quasi sempre respinti con fermezza dal conduttore) di intervento telefonico in diretta, con inevitabile contorno di polemiche e battaglie editoriali dentro e fuori Viale Mazzini. In vista del delicato “match” in diretta tv, il candidato premier dello “schieramento moderato” ha studiato con cura ogni dettaglio, come riferito oggi dal Fatto Quotidiano, inscenando coi suoi collaboratori qualche simulazione di dibattito per mantenersi in allenamento fino a poche ore prima della trasmissione.

Prima dell’incontro-scontro nell’arena di Servizio Pubblico, l’arrembante Silvio Berlusconi ha disputato altre due “partite” solo in parte amichevoli, prima ad Otto e Mezzo da Lilli Gruber e poi nel salotto di Porta a Porta di fronte a Bruno Vespa. Non si contano le apparizioni televisive dell’ex premier, deciso a mostrare i muscoli e vendere cara la pelle prima di abbandonare la politica attiva, nonostante la traumatica avventura dell’ultimo esecutivo da lui presieduto ed il crescente fermento all’interno dello stesso Pdl che sembrava presagire un “rompete le righe” dopo la parentesi del governo Monti.

Ore 21,15: Sulle note di “Addio Granada” Michele Santoro apre la trasmissione, entrando in scena tra gli applausi del pubblico. La metafora del “torero” e dell’“arena”  fa da introduzione all’atteso confronto col Cavaliere. Il conduttore critica ancora una volta l’austerity di governo e la mancanza di una democrazia “effettiva” in Italia.

Ore 21,26: Scorrono le immagini del “primo” Berlusconi, che nel lontano 1994 “scendeva in campo” contro la vecchia politica sfruttando la sua fama di “self made man” costruita negli anni. Subito dopo, vanno in onda interviste ad operai e precari colpiti dalla crisi ed infuriato con tutti i partiti italiani. Riflettori sul fallimento delle piccole e medie imprese da Nord a Sud dello Stivale: drammatico l’esempio di Lumezzane, flagellata dagli effetti nefasti della globalizzazione.

Ore 21,35: Santoro accoglie Berlusconi (a dir poco serioso, a giudicare dalla prima inquadratura) con una domanda sul modello imprenditoriale tricolore a confronto con le scelte personali del tycoon di Arcore. Il leader del Pdl inizia a rivendicare successi e operazioni politiche e sottolinea positivamente il “servizio impeccabile” visto ad inizio puntata. “Calano i consumi, le aziende hanno esuberi ed il governo Monti non è intervenuto in modo appropriato, tassando oltremodo famiglie ed imprese” la prima frecciata dell’ex premier ai tecnici di Palazzo Chigi.

Ore 21,42: Tocca a Giulia Innocenzi il compito di ricordare all’ospite le tante contraddizioni tra l’attuale linea politico-economica euro-scettica ed allarmata per la crisi e le dichiarazioni di un anno fa suiconsumi non diminuiti ed i ristoranti sempre pieni”. Qualche problema tecnico costringe Santoro ad anticipare l’intervallo pubblicitario, prima della replica di Berlusconi.

Ore 21,51: Senza scomporsi per la richiesta della Innocenzi dichiedere scusa stasera per quelle parole”, il numero uno dei “moderati” torna a ribadire la fondatezza della tesi proposta nel 2009, “quando la situazione economica era totalmente diversa ed era vero il discorso su ristoranti e trasporti”. Prime stoccate di Santoro, ironico su alcuni passaggi dell’intervento del politico. Si inserisce nella discussione Luisella Costamagna, pronta a ricostruire la genesi dell’odiata tassa sulla casa (Imu) “introdotta proprio dal governo Pdl-Lega e adesso ripudiata”.

Ore 22,00: Silvio Berlusconi difende la propria scelta di puntare sull’abolizione dell’Imu per tornare a convincere l’elettorato italiano, poi ripropone l’idea di cambiare la Costituzione per dare a chi governa la possibilità di lavorare concretamente”, suscitando mugugni nel pubblico e spingendo Santoro a rievocare l’ampia maggioranza avuta nel 2001 e nel 2008 dagli esecutivi di centro-destra.

Ore 22,06: Brevi scaramucce tra il conduttore e l’ospite, su fronti opposti quanto a tesi sull’ordinamento costituzionale italiano: Santoro, ma Lei ha fatto l’Università o no?” da una parte, “Si, io ho studiato tutto anche quando Lei vendeva le figurine” l’efficace  botta e risposta in studio. Intanto “in panchina” si scalda Marco Travaglio, invitato espressamente a mettere pepe alla trasmissione. Divertente siparietto, con Santoro “nascosto” dietro Berlusconi durante il commento al servizio su Maroni e la Lega Nord  di nuovo alleati col Pdl. Altre risate salutano l’interrogazione verso il pubblico del Cavaliere in versione “costituzionalista” e poi le battute dell’ex premier sull’assegno milionario dovuto a Veronica Lario.

Ore 22,16: Continua la “lezioncina” di diritto costituzionale del capo del Pdl, intento ad indottrinare gli spettatori sulle riforme da approvare “per contrastare i giudici di sinistra. Ma ecco il momento di Marco Travaglio, subito interrotto da Berlusconi al primo passaggio sul caso-Ruby e gli scandali sessuali: l’atteso duello tra i due storici “nemici” non delude le attese. Il giornalista piemontese entra a gamba tesa sulle imbarazzanti vicende legate al processo in corso a Milano, elencando nomi e fatti presi dagli atti del tribunale.

Ore 22,23: Travaglio snocciola le altalenanti dichiarazioni del Cavaliere su Mario Monti e l’esecutivo tecnico uscente, provando a smontare punto per punto la tesi della “congiura internazionale” messa in campo in queste settimane di campagna elettorale. Impassibile, almeno fino alla conclusione del discorso, Berlusconi. Pacata la replica, in linea col tono generale della serata, frutto di un paziente lavoro diplomatico dei rispettivi “pontieri”.

Ore 22,30: All’improvviso torna il “Caimano”, infervorato (con tanto di attacco diretto al pubblico in sala) come ai vecchi tempi sul tema della “sinistra comunista” e polemico col minutaggio riservato ai vari protagonisti della serata. In onda, dopo il breve battibecco, le celebri  immagini sull’incidente diplomatico con Angela Merkel, snobbata pubblicamente di fronte agli altri leaders europei dall’allora presidente del Consiglio dell’Italia “per dialogare al telefono con l’amico Erdogan“. 

Ore 22,41: Altro intervento di Giulia Innocenzi, stavolta sul tema della speculazione internazionale e sulla presunta ingerenza della Germania negli affari nazionali del nostro paese. Incalzato dalla giovane collaboratrice di Santoro, il Cav ammette l’errore sulla denominazione della banca tedesca (Deutsche Bank anzichè Bundesbank) ripetuto in più occasioni durante conferenze stampa e apparizioni televisive. “Io ne so più di tutti perchè sono uomo di trincea nel lavoro ed anche il più anziano tra i presidenti europei” contrattacca Berlusconi rilanciando la polemica con la gestione comunitaria della crisi.

Ore 22,51: Si alzano nuovamente i toni della trasmissione, con un Cavaliere sopra le righe e Santoro ancora molto disteso. A quasi due ore dall’inizio della puntata, Servizio Pubblico sembra essere entrata adesso nella fase più “calda”.

Ore 23,00: Un’imprenditrice del Nord-Est, chiamata ad intervenire dalla tribuna, racconta il dramma di migliaia di italiani dimenticati dalla politica e “lasciati nelle mani della Goldman Sachs nella persona di Mario Monti. La donna propone, rivolgendosi anche all’esponente più “prestigioso” della classe imprenditoriale italiana presente in studio, il recupero della sovranità nazionale venduta dai governi” per uscire dall’attuale impasse economica. Cogliendo la palla al balzo, il candidato premier sfodera l’armamentario euro-scettico già adoperato in questa prima tranche di campagna elettorale per le Politiche del 2013.

Ore 23,10: “Se noi facessimo un referendum, la maggioranza delle popolazioni sarebbe contro l’Europa, pertanto bisogna cambiare” avverte Berlusconi, dando ragione all’imprenditrice in sala sulle tante questioni irrisolte all’interno del vecchio continente.

Ore 23,18: Michele Santoro incalza l’interlocutore sulla controversa ricostruzione dei due complotti, uno italiano e l’altro straniero”, che avrebbero minato alle basi la stabilità delle istituzioni nazionali italiane. Tornando sulle punzecchiature di Travaglio, l’ex inquilino di Palazzo Chigi scherza ma si difende dalle accuse sui soldi versati alle amiche delle “cene eleganti”, annunciando allo stesso tempo una contro-lettera per il vicedirettore del Fatto Quotidiano.

Ore 23,24: Scioglie le briglie Marco Travaglio, impietoso nell’elencare le “cattive frequentazioni”  del politico lombardo, da Previti a Dell’Utri, da Ruby rubacuori a Nicole Minetti, passando per Totò Cuffaro e Walter Lavitola: “Da vent’anni aspettavo il momento per intervistarla. La cosa più grave non è quello che Lei ha detto o ha fatto, ma proprio quello che non ha detto e non ha fatto”. Scroscianti e “liberatori” gli applausi degli spettatori.

Ore 23,31:  Un’accorata lettura dei numeri relativi all’azione di governo, all’insegna del pacato confronto, fa da incipit all’articolata risposta di Berlusconi al “mattatore” di Servizio Pubblico. Ferma la posizione sul caso Dell’Utri, definito “persona perbenissimo, cattolico e colto”, ed anche sul generale nodo della giustizia, storico punctum dolens dell’attività politica del massimo esponente del centro-destra italiano.

Ore 23,38:  Ecco l’annunciata lettera “ad personam” dedicata dal Cavaliere allo sfidante Travaglio. Berlusconi accusa il giornalista del Fatto di aver provocato, grazie ad un equivoco, il famoso litigio con Indro Montanelli ai tempi del cambio di gestione al Giornale. Prevedibile, arriva la stoccata velenosa sulle condanne (citate una per una, con dovizia di particolari) per diffamazione subite da Travaglio nella sua carriera giornalistica.

Ore 23,45:  Santoro si spazientisce per “le scartoffie preparate dai collaboratori che hanno rovinato la trasmissione, senza rispettare le regole stabilite alla vigilia”. Finale di puntata teso, con Berlusconi (sorridente, nonostante il litigio innescato) rimproverato apertamente e Travaglio freddo nel rintuzzare gli attacchi personali: il “patto di non belligeranza” siglato nei giorni scorsi dalle diplomazie (indirettamente confermato dalle foto del retroscena, pubblicate dal sito web del Fatto Quotidiano e riprese nella nostra gallery), sembra essere saltato proprio a fine serata.

Ore 23,55:  Sui temi più strettamente economici, Maurizio Dragoni dà un pò di filo da torcere all’ospite di Servizio Pubblico, ponendo domande e sollevando dubbi sulla trasparenza di una parte dei ricavi del tycoon prestato alla politica. Si avvicina il momento delle vignette di Vauro. Intanto il “grande protagonista” della serata-evento saluta tutti (compreso il conduttore) e lascia lo studio, come stabilito in precedenza.

ore 00.07:   Il “comunista” Vauro chiude in allegria la puntata, con le solite “cattivissime” ironie su tutti i principali esponenti della classe politica italiana. Tra i tanti bersagli, naturalmente, spicca la figura del Cavaliere, presente in quasi tutte le vignette realizzate per l’occasione dal disegnatore toscano. Termina così la più attesa delle puntate di Servizio Pubblico: ma già da domani, su questo  insolito “spettacolo”, ci sarà tanto da scrivere e da discutere.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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