Confronto tra leader annullato, Freccero su Berlusconi: “Non accetta di essere uno dei tanti”

By on gennaio 30, 2013
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text-align: center”>Confronto tv tra candidati premier, Berlusconi visto da Freccero

Il confronto tra leader in tv non ci sarà, o almeno non questo sabato: il duello in programma in prima serata su Rai1 è saltato per l’opposizione di Silvio Berlusconi, che non ha dato la sua disponibilità ad incontrare gli altri capi di coalizione e candidati premier. L’ipotesi in campo non permetterebbe al Cavaliere di fare campagna elettorale così come ci ha abituati nelle ultime settimane, ma soprattutto lo esporrebbe alle critiche di outsider insidiosi come Antonio Ingroia e Oscar Giannino, gli unici ad aver accettato con entusiasmo la sfida, dopo la disponibilità garantita dal candidato premier del centrosinistra Pierluigi Bersani. Perchè Berlusconi rifiuta il dibatttito a più voci? Carlo Freccero, direttore di Rai4 e grande esperto di tv, ha spiegato la sua teoria in un’intervista a Repubblica.

Un confronto tra leader con tutti (o quasi) gli avversari presenti in campo nasconde numerose insidie per il Berlusconi. Lui che è abituato a vincere da solo, a fare audience con le trovate ad effetto, a monopolizzare la scena con monologhi interminabili, a pretendere di autogestirsi anche di fronte a giornalisti e conduttori autorevoli. Lui che solo raramente ha accettato di partecipare a talk show in presenza di un contraddittorio e puntualmente, a detta dei commentatori dei maggiori quotidiani, ne è uscito sconfitto. Come nel 2005, quando si presentò a sorpresa nello studio di Ballarò e duellò con D’Alema e Rutelli, o nel 2006 quando a Matrix la sua esuberanza venne eclissata dalla concretezza del leader di un piccolo partito (per giunta comunista) come Oliviero Diliberto. Un incubo da cui il Cavaliere non deve essersi più ripreso, visto che le sue successive apparizioni sono avvenute tutte in solitaria. Figurarsi se avrebbe accettato un contesto che mette tutti alla pari, da Bersani a Ingroia, da Giannino a Monti. Perchè, come spiega Carlo Freccero, “l’Unto del Signore non può rassegnarsi ad essere uno dei tanti“.

Un confronto tra leader di coalizione e candidati premier non è mai stato nelle previsioni di Berlusconi, che ha sempre dichiarato di volersi sfidare solo con Bersani, considerato il vero avversario del centrodestra in questa tornata elettorale, o al massimo anche con Monti. Ma a subire in diretta tv le critiche di un ex pm come Antonio Ingroia (che per giunta ha indagato sui rapporti tra Cosa Nostra e Forza Italia) o del rappresentante 5 Stelle di turno (improbabile che si tratti di Beppe Grillo) non se ne parla. Carlo Freccero inquadra le esigenze del Cavaliere nella più generale attitudine allo show che lo contraddistingue e che ne fa un unicum nel nostro panorama politico. Impossibile, per Berlusconi, contenere il proprio ego e mettersi al pari degli altri:

Le risposte brevi, sintetiche, non fanno al caso suo. Nei tempi contingentati Berlusconi non avrebbe tempo per le battute. Invece ha bisogno del colpo a sorpresa. Gli è indispensabile fare l’uomo di spettacolo, perchè quando fa il politico è irritato, diventa nervoso

Una chiave di lettura che fa il paio con le tante polemiche sollevate sull’ultimo grande show del Cavaliere, quello a Servizio pubblico di Michele Santoro: troppo spazio lasciato alla battuta facile e alla trovata ironica, poca concretezza sulle questioni più strettamente politiche. Sul terreno della performance da cabaret, il leader del Pdl vince sempre e fa passare in secondo piano anche fatti importanti come l’ammissione di aver dichiarato il falso su vicende di spessore internazionale. Questo perchè la tv gli è congeniale più di qualunque altra realtà:

E’ assolutamente il migliore, alterna toni di empatia con lo spettattore, diventa l’arcitaliano. E in un confronto con Monti sarebbe straordinario, lui con i dossier a portata di mano e l’altro tutto show. Berlusconi non è abituato alle semifinali con gli altri. Bersani ha capito questa cosa, lui è la medietà: vincerebbe una sfida a sei perchè è l’uomo del buonsenso, un po’ liberista, legalitario, solidarista, la sua forza è l’essere meno peggio

E non è un caso che proprio Bersani si sia detto pronto ad affrontare il dibattito “anche su Sky“, qualora non fosse possibile organizzarlo in Rai. A decidere in merito sarà la Comissione parlamentare di Vigilanza, interrogata dai vertici dell’azienda preoccupati di lasciare alla concorrenza un appuntamento così atteso dai telespettatori.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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