Il clan dei camorristi processato: Napoli danneggiata dalla fiction di Canale 5

By on gennaio 27, 2013
Il Clan Dei Camorristi Processato

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IL CLAN DEI CAMORRISTI PROCESSATO – Anche questa volta una serie tv che tocca il tema della criminalità organizzata ha fatto esplodere non poche polemiche: Il clan dei camorristi, la nuovissima fiction di Canale 5, è stata bersagliata da Salvatore Ronghi – il segretario generale della Regione Lazio -, che ha avanzato una critica piuttosto dura contro di essa. Ha evidenziato i difetti della trama o ha speso qualche parola sugli attori? No, niente di tutto questo: è totalmente indignato perché viene sempre dipinta in tv una Napoli che non corrisponde in tutto e per tutto alla realtà, una Napoli in cui emergono solo gli aspetti più negativi e condannabili:

“Il clan dei camorristi è un  vero e proprio oltraggio per Napoli e per tutta la Campania. Per l’ennesima volta si vede un’immagine della città che mi amareggia profondamente: da una fiction del genere emerge solo corruzione, violenza e mafia. Viene fatto questo, tralasciano però tutto quello che di più buono c’è al sud!”. 

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LE PAROLE DI STEFANO ACCORSI – Stefano Accorsi (che interpreta Andrea Esposito) aveva comunque spiegato le ragioni che hanno spinto a realizzare una serie del genere già da tempo: serve, in prima istanza, a far capire ai telespettatori quanto male possa fare la camorra alla società:

“Noi mostriamo una fiction che non ha retorica: non abbiamo mai sognato di idealizzare un personaggio, rendendone ridicolo un altro, perché il nostro intento è stato sin dal principio quello di far concentrare l’attenzione degli italiani sulla lotta tra mafia e forze dell’ordine; delle battaglie, queste, che devono portare alla riflessione e alla voglia di cambiamento. Il nostro motto è: più se ne parla e meglio è!”.

PARLARE DI CAMORRA FA BENE? – Ronghi, senza voler sentire ragioni, si è mobilitato affinché alcuni canali televisivi mostrino una immagine vera della Campania; anche se “vero” non ci sembra l’aggettivo più indicato, visto che a questo punto non si dovrebbero far emergere solo i punti di forza della regione del sud, ma anche tutto quello che non funziona. Le persone intelligenti sanno bene che a Napoli non esiste solo la camorra, e quindi una fiction del genere non può influenzare negativamente, più di tanto, il parere che hanno gli italiani sulla città. Alla fine la camorra esiste ancora ed è un bene che non venga lasciata agire all’oscuro di tutti noi!

About Pascal Ciuffreda

Classe 1992, un ragazzo come tanti, ma con un’ingovernabile voglia di comunicare scrivendo. Studente di filosofia con diverse passioni: divorare libri senza pregiudizi, seguire qualsiasi tipo di programma televisivo (da quelli incentrati sulla cultura a quelli più trash), ascoltare tanta musica, e scrivere articoli sui più svariati argomenti. Puzza sotto al naso, mai; entusiasta sempre di sperimentare e sperimentarsi. Il suo motto? Vivere militare est.

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