Il clan dei camorristi, riassunto prima puntata: Andrea Esposito perde suo fratello e O’ Malese diventa sempre più potente

By on gennaio 26, 2013
Il Clan Dei Camorristi Riassunto Prima Puntata

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IL CLAN DEI CAMORRISTI, RIASSUNTO PRIMA PUNTATA – La prima puntata de Il clan dei camorristi comincia con il forte terremoto che ha fatto tremare l’Irpinia nel 1980. Nel carcere di Poggioreale, approfittando della grande confusione, Raffaele Cutulo ordina ai suoi uomini di ammazzare i suoi nemici. L’unico a salvarsi è Antonio Ruggero (Carmine Recano), che deve la vita a Francesco Russo (Giuseppe Zeno), conosciuto con il soprannome di O’ Malese. Andrea Esposito (Stefano Accorsi), magistrato che presta il suo servizio a Torino, decide di ritornare nella sua città d’origine, Castello, intento a mandare all’aria i piani dei malavitosi: ricostruire le abitazioni distrutte riuscendo a conquistare tutti gli appalti.

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ANDREA ESPOSITO DECIDE DI COMBATTERE LA MAFIA NAPOLETANA – Russo è libero e vuole farsi un nome, così decide di chiedere a Don Antonio Vescia (Massimiliano Gallo) di arruolarlo nel suo clan: una richiesta che non può rifiutare, dato che ha salvato in carcere il suo braccio destro. Vescia nominerà Francesco uno di loro, solo quando avrà adempiuto a un compito: attuare un omicidio con i fiocchi. Frattanto, a Torino, Andrea rivela alla moglie Anna (Francesca Beggio), le sue intenzioni: ritornare a Castello per combattere la mafia. Nonostante le titubanze iniziali, visto che questo, per lei, significa abbandonare il suo lavoro da medico, decide di seguire suo marito. Andrea e Anna si recano a Castello proprio il giorno in cui O’ Malese sposa Rosa (Claudia Potenza). Il magistrato riabbraccia suo fratello Marco (Glen Blackhall), il quale fa il carabiniere, mentre Anna, non perdendo tempo, riesce ad ottenere un posto di lavoro nell’ospedale della città, non grazie al suo curriculum vitae di tutto rispetto, ma solo perché moglie di un magistrato.

O’ MALESE ALL’AZIONE – O’ Malese deve far fuori un altro uomo: il vicesindaco di Castello, poiché aveva spifferato alle autorità il fatto che la mafia si era insediata più volte negli appalti pubblici. Andrea, assieme all’ispettore Notarangelo (Renato Marchetti), comincia a indagare sul caso. Russo non si ferma: decide di acquistare una ricca azienda che produce mozzarelle di bufala; ma il proprietario, il signor Teduccio, non vuole cedergliela, ovviamente. Questo porta a una reazione inevitabile da parte del camorrista: incendia le sue stalle. Teduccio non vuole denunciare il mafioso, ma ci pensa la figlia Patrizia (Serena Rossi) a farlo. Esposito, nel frattempo, scopre il motivo per il quale è stato fatto fuori il vicesindaco di Castello: quest’ultimo si era opposto alla decisione di costruire una scuola con materiali molto scadenti. Marco comincia a frequentare Patrizia, accampando la scusa delle indagini. Teduccio, all’insaputa della figlia, chiede a Don Antonio di proteggerlo da Francesco Russo. Vescia in un primo momento decide di aiutarlo, anche se poi dovrà cambiare idea per il fatto che la figlia amoreggia spesso con un poliziotto, ovvero Marco.

IL CROLLO DELLA SCUOLA DI CASTELLO – Intanto la scuola costruita con cemento e sabbia non regge: due bidelli perdono la vita. Esposito, allora, mettendo insieme alcune informazioni in suo possesso, decide di contattare Criscuolo, il costruttore della struttura, intimandolo a dire quel che sa sugli appalti pubblici truccati. Prima resta in silenzio, preoccupatissimo di aprire bocca, poi però rivela che dietro alla tragedia c’è il delinquente Vescia, il quale viene quindi immediatamente arrestato. Da quel momento nascono conflitti tra camorristi: Antonio Ruggero viene inseguito da alcuni uomini del clan avversario, che cercano di ammazzarlo, ma grazie a una serie di fortunate coincidenze riesce a salvarsi la pelle. Dopo un po’ di scompiglio, a Vescia vengono tolte le manette: Criscuolo ha rinnegato tutto ciò che ha rivelato nel primo interrogatorio.

L’INCONTRO TRA O’ MALESE E MARCO – Don Antonio, decidendo di non voler proteggere Gennaro Teduccio, pone quest’ultimo dinanzi a un’unica scelta: cedere la sua proprietà a O’ Malese. Patrizia non crede a quello che sta succedendo, così si reca velocemente da Marco, chiedendogli di darle le opportune delucidazioni; il poliziotto decide di aiutarla, chiedendo a suo fratello com’è possibile risolvere la situazione, ma Andrea, fin quando non avrà ulteriori prove, non potrà sbattere in gattabuia nessun mafioso. Il magistrato, a questo punto, chiede direttamente a Gennaro del perché non vuole andare contro a chi gli ha spazzato via con un soffio i sacrifici di una vita; ma il proprietario dell’azienda non intende minimamente collaborare. Marco fa un incontro pericoloso: O’ Malese, a un posto di blocco, non si ferma; il poliziotto, per questo, decide di inseguirlo, lo fa accostare, e gli chiede libretto e patente, cose che il malavitoso non ha; Marco quindi lo arresta, condannandosi da solo.

O’ MALESE UCCIDE MARCO – Dopo la strage fatta da Vescia e dai suoi picciotti nella villa di Don Lorenzo, uno dei loro nemici, Andrea comincia a ricevere le prime minacce: diventa sempre più un personaggio scomodo. Il magistrato è un tipo che non si fa arrestare da nessuno, per questo decide di continuare le indagini, scoprendo che Vescia intende costruire le strutture distrutte dal sisma. Intanto Marco e Patrizia diventano sempre più affiati e il poliziotto fa una decisione importante: resta nell’Arma solo per la sua amata, che non vuole allontanarsi da Castello. Marco diventa un obiettivo del Clan Vescia: viene pestato a sangue affinché suo fratello capisse che deve mollare tutto, ritornando a Torino. Ma le cose non vanno come Vescia avrebbe voluto che andassero: Francesco Russo, facendo come sempre di testa sua, decide di eliminare il ragazzo sparandogli.

About Pascal Ciuffreda

Classe 1992, un ragazzo come tanti, ma con un’ingovernabile voglia di comunicare scrivendo. Studente di filosofia con diverse passioni: divorare libri senza pregiudizi, seguire qualsiasi tipo di programma televisivo (da quelli incentrati sulla cultura a quelli più trash), ascoltare tanta musica, e scrivere articoli sui più svariati argomenti. Puzza sotto al naso, mai; entusiasta sempre di sperimentare e sperimentarsi. Il suo motto? Vivere militare est.

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