Michele Santoro a Servizio pubblico attacca Corriere, Repubblica e Beppe Grillo

By on gennaio 18, 2013

text-align: center”>Santoro si difende a Servizio pubblico

Michele Santoro continua a macinare grandi ascolti dopo il record segnato la scorsa settimana, quando a Servizio pubblico ha ospitato Silvio Berlusconi: anche ieri il programma ha portato a casa un ottimo risultato, attestandosi il secondo programma più visto con 3.496.000 telespettatori, 15,41% di share (cifre impensabili per La7). Stavolta l’attesa del pubblico era certamente per le parole del conduttore che, in questa settimana di critiche arrivate un po’ da ogni parte, ha preferito tenersi in disparte ed aspettare la consueta anteprima del suo programma per difendersi e rilanciare.

Michele Santoro ha risposto a tutti quelli che a vario titolo, negli ultimi giorni, hanno proclamato Berlusconi grande mattatore dello show della scorsa settimana, esaltando la capacità del leader Pdl di tenere la scena e demolendo il “tribuno Santoro” che non è stato abbastanza efficace da metterlo in seria difficoltà. A partire da Beppe Grillo, che lo ha accusato molto duramente di perseguire solo i suoi interessi personali: “Mi guarda come se fossi se stesso allo specchio, lui che non è mai stato San Francesco ma ora è Gesù, e mi imputa di tutto e pretende che io mi debba liberare dei soldi che lui stesso ha guadagnato con l’orribile televisione, non con il teatro, che si sa, è cosa onesta“. Poi ha smontato uno ad uno i sondaggi che danno il Pdl in rimonta per il cosiddetto effetto-Santoro, facendo semplicemente notare come le rilevazioni fossero o antecedenti a Servizio pubblico o addirittura tarate su periodi molto lunghi (fino anche ad un mese prima della fatidica puntata), citando invece quello di Nando Pagnoncelli che ha chiesto agli italiani cosa pensassero di Berlusconi a Servizio pubblico (il 53% lo ha definito “solo bravo in tv”). E ancora, gli attacchi dei giornali, che hanno insinuato di tutto un po’…

Santoro precisa che il titolo del Corrieretv.it è ingannevole: “Santoro guadagna in base allo share“. E’ vero solo in parte, spiega il conduttore: “Quando il programma fa il 12% di share della Rete le fasce si bloccano e La7 paga il massimo. Se facciamo anche il 20% o l’80% non cambia nulla (…) E i soldi vanno al programma, non certo a me“. Ai giornali di destra Santoro ha risposto rinfacciando i tanti tentativi di boicottaggio subiti negli anni: se davvero Santoro fa guadagnare punti a Berlusconi, perchè attaccare sempre i suoi programmi fino a chiederne la chiusura? “Per me che La7 abbia fatto il 33% è stato un record. Se fossimo stati su Raidue, avremmo fatto il 90% e Berlusconi avrebbe già vinto le elezioni. Allora perchè volevate chiuderci?.

A quelli di Repubblica invece, che gli hanno contestato la scarsa efficacia nel contrastare il Cavaliere, Santoro ha risposto con una domanda retorica: “Ci accusano anche di aver tradito l’antiberlusconismo. Come, non era morto?“. La tesi di Santoro è che certamente non è Servizio pubblico (o almeno non solo) ad aver contribuito alla cosiddetta “rimonta” berlusconiana, anche perchè, dati alla mano, l’Agcom certifica che nell’ultimo mese Berlusconi ha battuto ogni record di presenze in tv: possibile che il solo programma di Santoro sia stato l’artefice della presunta rinascita del centrodestra? Di qui la precisazione sul presunto accordo con Berlusconi in merito ai temi della puntata: quanto aveva concordato con lo staff del Cavaliere: “E’ ovvio che dobbiamo stabilire delle regole di comportamento, e la regola era una sola si parla di tutto senza censure ma non entriamo nelle dimamiche processuali, per non trasformare il programma in un’aula giudiziaria. Non sono patti segreti ma regole che si devono comunemente seguire”. Poi la risposta alla “macchina del fango di sinistra“, come l’ha definita lo steso Santoro: “Se questa trasmissione faceva così schifo perchè il sito di Repubblica lo ha diffuso per giorni e giorni. E poi col titolo “Berlusconi fa il 33,5%“? E noi, Travaglio, Giulia, la regia, gli operatori, cosa siamo, siamo zero? Noi contiamo zero?“. Dunque la conseguente riflessione: “Allora perchè Berlusconi in altre trasmissioni non fa il 50%?“. Inevitabile che l’apertura di Servizio pubblico nella puntata post-Silvio fosse così. Autoreferenziale certo, ma il punto di vista di quello che è passato per giorni come “il grande sconfitto” del duello tv non poteva mancare. Anche perchè dati alla mano, la tanto evocata vittoria berlusconiana, sancita quasi all’unanimità dalla stampa italiana ma non altrettanto da quella estera, pone più di un dubbio.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *