Pussy Riot: la HBO acquista di diritti tv del documentario sulla band anti-Putin

By on gennaio 29, 2013

text-align: center”>Pussy Riot: il film-documentario in arrivo su HBO

Le Pussy Riot sono protagoniste di un documentario che sarà trasmesso dal canale via cavo americano HBO, un film che ripercorre la nascita del gruppo punk, dalle aspirazioni collettive all’incubo giudiziario che le ha viste protagoniste la scorsa estate e che non si è ancora concluso. Due componenti della band sono ancora in carcere per aver intonato una preghiera punk anti-putin nella Cattedrale di Cristo Salvatore di Mosca (una di loro è stata scarcerata mediante cauzione, perché non prese parte alla protesta, in quanto era stata fermata e arrestata prima). Una performance di soli 40 secondi, che è costato l’arresto con l’accusa di “teppismo premeditato e incitamento all’odio” alle tre cantanti, Ekaterina Samoutsevitch, Maria Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova.

Riot Pussy – A Prayer Punk, diretto da Mike Lerner e Maxim Pozdorovkin, è stato presentato al Sundance Film Festival tenutosi a Park City, Utah: una pellicola accolta con grande entusiasmo dal pubblico e dagli addetti ai lavori. E la HBO non si è lasciata sfuggire l’occasione di acquistarne i diritti. D’altronde in America, e in generale in tutto l’Occidente, la vicenda ha acquistato un’eco mediatica fortissima: artisti come Madonna, Paul McCartney e i Red Hot Chili Peppers hanno manifestato il loro sostegno alle Pussy Riot. In Europa si sono moltiplicate le proteste in difesa del gruppo, assurto a simbolo della battaglia per i diritti civili in Russia.

Riot Pussy – A Prayer Punk svela i retroscena di quella vicenda, che in pochi giorni ha mobilitato centinaia di migliaia di persone nel mondo. Proprio qualche giorno fa le due attiviste ancora in carcere, Nadia e Maria, rispettivamente 22 e 24 anni, condannate a una pena di 2 anni di reclusione, hanno concesso la loro prima intervista dopo l’arresto, parlando ai reporter della Novaya Gazeta, il giornale per cui lavorava Anna Stepanovna Politkovskaja, la giornalista celebre per le sue battaglie per i diritti umani e l’opposizione a Putin, barbaramente assassinata nell’ascensore di casa. Le ragazze raccontano la vita dietro le sbarre e continuano a difendere il flash-mob anti-Putin che è costata loro la libertà:

E’ stato tutto montato artificialmente dai media russi e dalla propaganda di stato, la nostra azione era ironica e non blasfema (…) non hanno mostrato la nostra canzone interamente, non hanno detto che si intitolava ‘Vergine Maria butta via Putin’. Hanno presentato la nostra azione come ateismo militante e questo è spaventoso

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *