Riusciranno i nostri eroi VS The Illusionist-La grande magia: quando la mediocrità fa da protagonista

By on gennaio 12, 2013
foto di max giusti e teo mammucari

text-align: justify”>foto di max giusti e teo mammucariGIUSTI VS MAMMUCARI. Ieri sera hanno debuttato sulle reti ammiraglie Rai e Mediaset due nuovi show che nelle premesse iniziali erano dai fini nobili. Il primo Riusciranno i nostri eroi, sulla rete uno della tv di Stato, segnava il ritorno al varietà vecchio stile con il capo comico Max Giusti e le due vallette-tutto fare Donatella Finocchiaro e Laura Chiatti. L’altro su Canale5 The Illusionisti- La grande magia, un talent nel quale alcuni aspiranti maghi si mettono in gioco sotto gli occhi di cinque giurati. Riusciranno i nostri eroi è andato avanti, nelle due ore di programmazione, attraverso luoghi comuni, materiale visto e rivisto e non ha per nulla brillato in originalità. Max Giusti, che si giocava la difficile carta della prima serata, voleva dare una nuova linfa al genere del varietà, ma ci è riuscito poco, a causa del suo scarso carisma da protagonista (vedere Fiorello). In molti momenti sembrava di assistere a Super Club, lo sfortunato programma della primavera scorsa di Rai2, nel quale Max con l’aiuto del complice Luca Barbareschi metteva in scena le sue imitazioni. Stesse imitazioni riproposte sulla rete ammiraglia senza alcuna modifica. Il Giusti imitatore, tra l’altro, aveva tutto il nostro appoggio ai tempi di Quelli che il calcio con la Ventura, ma vederlo all’opera da solo non ha lo stesso effetto.

Per quanto riguarda le due attrici prestate allo spettacolo ci riserviamo di esprimere dei giudizi più approfonditi con il procedere delle puntate, in quanto nessuna delle due ha brillato per autenticità. Entrambe hanno continuato a giocare sulla differenza tra cinema e tv, attraverso luoghi comuni troppo spesso utilizzati nei vari show televisivi. Gli ospiti fanno quello che sanno fare Cristicchi e la Mannoia cantano, Brignano i soliti monologhi di Amici, da segnalare la presenza di Sergio Castellitto, che nella sua grandezza da attore risulta essere fuori luogo in quel contesto. Si salvano la scenografia e le coreografie dello spettacolo, così come la scrittura di Giovanni Veronesi, che potrebbe però lasciare qualcosa al caso.

Su Canale5 intanto andava in onda un’altra premier, quella di: The Illusionist, talent pensato da Roberto Cenci e condotto da Teo Mammucari. Fin dall’inizio non si riusciva bene a capire se si era sintonizzati su Canale5 o su una qualche rete del digitale terrestre stile Cielo, in quanto la maggior parte dello show era in lingua inglese con dei doppiatori. Lo show assomiglia nell’impostazione ai vari talent stile Italia’s got talent. Degli aspiranti maghi si mettono in gioco e i cinque giudici internazionali devono esprimere il loro consenso o la loro disapprovazione attraverso il meccanismo del buzz, stra utilizzato nei vari programmi nostrani. Lo show, vista la grande presenza di concorrenti e giudici internazionali, era quasi completamente in inglese e questo ne faceva perdere in genuinità. L’idea che c’è qualcuno che deve tradurre una trasmissione intera per restituirci il senso di quello che si sta dicendo non fa passare immediatamente il concetto ma risulta essere troppo freddo e distaccato. Da segnalare la faccia di Mammucari quando  i giudici esprimevano le loro osservazioni sulle esibizioni dei concorrenti. La sua espressione andava dall’interessamento alla perplessità (gli sfuggivano le sfumature dell’inglese probabilmente).

Gli ascolti del giorno dopo (4.416.000 telespettatori share del 17,57% per Giusti contro i 4.507.000 telespettatori share del 17,22% per Mammucari) mettono in risalto che ieri sera si è assistiti a due show mediocri. Nessuno ha brillato in originalità, innovazione. Il primo è una copia mal riuscita del classico varietà, il secondo pessimo esperimento di talent. Gli ascolti fanno capire che la gente è affezionata ad entrambi i generi purché realizzati bene e non in maniera approssimativa. Gli addetti ai lavori ci pensino e meditino su questo.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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