Sanremo 2013: Il vero super ospite? le canzoni; niente rottamazione, solo contemporaneità. Fabio Fazio ci mette la sua parola

By on gennaio 20, 2013

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Se non c’è polemica, non è Sanremo. Nel mirino, quest’anno, la scelta di lasciare a casa i grandi big della musica passata, veterani del palco dell’Ariston, che dovranno accontentarsi di affacciarsi soltanto come ospiti durante le cinque serate. Nessuna rottamazione, precisa Fazio nell’intervista rilasciata questo pomeriggio a L’Arena di Giletti, ma solo scelte dettate dalla contemporaneità: 

“Abbiamo detto: scegliamo le canzoni che raccontano la musica italiana di oggi. Sono molto diverse tra loro: c’è il pop, ci sono anche gruppi inattesi per Sanremo. […] Se dovessi dire qual è il tema comune di questo Sanremo, direi che le canzoni esprimono questa idea di contemporaneità

Nell’idea di musica della direzione artistica di questo 63° festival, c’è una visione uniforme che si distacca con le regole del passato. Mentre di solito si dividevano le canzoni per categorie di ascoltatorialcune dovevano piacere ai giovani, altre alle mamme, altre ai meno giovani, poi alle donne“, quest’anno ci si è concentrati sull’attualità del panorama musicale, dando spazio anche ad etichette indipendenti e a nomi non del tutto popolari ma dall’alta qualità artistica. Alcuni, come Anna Oxa, non hanno preso di buon grado la loro esclusione preventiva dalla gara, ma anche su questo Fabio Fazio non entra in polemica e risponde alle proteste con queste parole:

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“Ringrazio tutti quelli che hanno mandato le canzoni al festival, ne dovevamo scegliere 14 e mi dispiace se qualcuno c’è rimasto male

Elegante come sempre, il presentatore del festival non si addentra nelle polemiche, e svia anche quanti gli contestano di aver rottamato i cantanti della tradizione sanremese:

“Non c’è nessuna rottamazione, è una parola che detesto. Anzi, abbiamo una serata, quella del venerdì, nella quale si gioca con le canzoni del passato, e, ovviamente nelle serate precedenti a questa del venerdì, c’è l’arrivo di queste tre colonne che hanno fatto la storia di Sanremo: Toto Cutugno, Ricchi e Poveri, Albano. Io non vedo l’ora di rivederli

Sempre durante l’intervista a L’Arena, parla del suo ruolo all’interno dell’organizzazione di questo festival. E’ per lui il terzo appuntamento come presentatore alla kermesse, ma è la prima volta che si cimenta nella direzione artistica. Se nelle sue precedenti edizioni concentrò il proprio lavoro sugli ospiti e sullo spettacolo ottenendo un buon risultato, ma quest’anno massima attenzione l’ha riservata alla scelta delle canzoni, vero punto di forza della manifestazione:

“Questa volta, mi sono detto che per me Sanremo è la musica, e quindi abbiamo fatto una scelta accurata delle canzoni che può essere condivisa o meno, più o meno apprezzata. Sono canzoni che hanno una linea forte. Quest’anno Sanremo sarà così, siamo in un momento di spending rewiew, hai visto che abbiamo preso Luciana […] Il super ospite vero è la gara delle canzoni […] vero punto di forza della rassegna”

Si prospetta dunque un festival dalla pura impronta musicale, senza eccessivi fronzoli spettacolari e tanta buona musica da ascoltare anche oltre le cinque serate; un ritorno alle origini insomma. Ascoltare per credere, senza mai perdere di vista la saggia chiosa enunciata dal buon Fabio:

 “Sanremo è un gioco, bisogna prenderlo con grande leggerezza, altrimenti diventa un errore tutto”.

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

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