Servizio pubblico: dopo Berlusconi, ospite della puntata di giovedì 17 gennaio è Gianfranco Fini

By on gennaio 17, 2013

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Servizio pubblico torna in onda ad una settimana di distanza dal clamoroso evento mediatico che ha visto protagonista Silvio Berlusconi: quasi nove milioni di telespettatori hanno assistito giovedì 10 gennaio allo show del Cavaliere che ha preso la scena nello studio di Cinecittà. E’ seguita una settimana caldissima sul fronte delle polemiche: alla reazione quasi unanime dei giornali che hanno parlato di rinascita del leader Pdl, si è aggiunto il fuoco amico di personaggi come Beppe Grillo, mentre Marco Travaglio annunciava querele all’indirizzo di Berlusconi e Giulia Innocenzi difendeva l’operato suo e dei colleghi. Una settimana di fuoco in cui l’unico grande assente è stato lui, Michele Santoro.

Servizio pubblico questa sera si aprirà con la consueta copertina dle giornalista: sarà certamente quella l’occasione per rispondere alle critiche, o forse per snobbarle del tutto. D’altronde, la stessa redazione di Servizio pubblico ha sottolineato come la tanto evocata rimonta di berlusconi dopo l’ospitata nel programma sia solo un bluff, forse dovuto al “trattamento” riservatao a Santoro&Co. da certi organi di informazione. A sostegno di questa tesi, è stato pubblicato dalla pagina Facebook del programma l’esito del sondaggio Ipsos effettuato nei giorni seguenti alla puntata: per il 37% degli intervistati “Berlusconi ha dimostrato di essere solo bravo in tv“, mentre il 17% ritiene che abbia “dimostrato di essere finto“. Soddisfatti, a Servizio pubblico commentano così:

Alla faccia di chi predica tanto l’effetto Santoro, ecco la risposta degli italiani alla domanda “Berlusconi dopo la partecipazione al programma di Santoro ha…”

La puntata di questa sera di Servizio pubblico si intitola “La sciagura sei tu“: un espressione che riprende volutamente quella di Berlusconi che nelle scorse settimane di campagna elettorale ha definito Monti, Fini e Casini “il trio sciagura”. Ospiti di Santoro sarà proprio il Presidente della Camera nonché leader di Futuro e Libertà per l’Italia Gianfranco Fini, che sostiene la coalizione centrista di Mario Monti, ma anche Matteo Salvini della Lega Nord e Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil. Il programma andrà in onda come sempre su La7 a partire dalle 21.15, ma anche in diretta streaming su YouTube, La7.it, su serviziopubblico.it e sul sito del Fatto Quotidiano.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. Rossella

    gennaio 18, 2013 at 12:34

    Perché usare l’espressione show del Cavaliere ? E’ sempre un piacere seguire le sue interviste perché sento che lui ha la percezione di entrare nelle nostre case e quindi sceglie la via del convivio, quella più giusta a mio modesto avviso. Anche perché ci sono vari modi per approfondire e/o illustrare i programmi politici in televisione e sottolineo in televisione e non in un’università o in una conferenza stampa. Non comprendo chi usa il termine cabaret quando si riferisce al suo stile espositivo. Non lo trovo giusto. Secondo me è sbagliato generalizzare e parlare per partito preso. E poi mi sembra un’ offesa verso chi cura questi programmi e chi li segue. Ciascuno è libero di usare il registro che ritiene più opportuno e se quel registro ha trovato ampi consensi per decenni perché attaccarsi a queste inerzie? Ci vuole rispetto anche per chi interpreta la vita in maniera diversa dalla propria. La via del convivio oltre ad essere una componente imprescindibile della grammatica televisiva è anche il manifesto della politica che dialoga con l’elettorato senza dividerlo in categorie. Potrebbe usare un registro alto ma offenderebbe quella fetta di pubblico che magari non ha le competenze tecniche per entrare in quella discussione e in futuro si sentirebbe a disagio nel rapportarsi con il politico e non con la persona. Si può parlare di politiche sociali semplicemente ricordando con affetto i propri genitori e al giorno d’oggi è raro trovare un uomo che in un’intervista ricorda sua madre anche perché da giovane mi rendo conto che il valore della famiglia è speso oggetto di facile ironia. Penso che anche i suoi oppositori converranno con questo mio pensiero. Comunque non è la televisione condizionarci nel voto, almeno io la vedo così: basta sfogliare i giornali per vedere che infondo la scena pubblica è abbastanza omogenea.

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